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SAGGIO BREVE IN AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO - RISPARMIARE OGGI PER VIVERE MEGLIO DOMANI

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SAGGIO BREVE IN AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO


RISPARMIARE OGGI PER VIVERE MEGLIO DOMANI


Argomento: progresso scientifico-tecnologico e risorse del Pianeta: una sfida per il prossimo millennio

Destinazione: giornale scolastico


Dopo anni di stentato e difficile avanzamento tecnologico finalmente dall'anno 2000 la cose cominciano a cambiare: il ventunesimo secolo, cominciato non da molto tempo, è considerato incontestabilmente quello dell'inevitabile progresso economico e tecnologico grazie alle recenti scoperte ed a quelle previste per il futuro e, almeno per ora, non sono previsti rallentamenti, anzi semmai si sente parlare dell'esatto contrario.

Tale veloce avanzamento è conseguenza di un ingente sfruttamento delle risorse ed energie, rinnovabili e non, presenti sul nostro pianeta: esse permettono lo sviluppo della medicina e dell'igiene pubblica, e provocano un incremento demografico notevole. La popolazione in continuo aumento necessita di sempre più energia e cibo, e ne deriva una spinta per la scienza, che reagisce progredendo maggiormente, sfruttando sempre più il suolo ed il sottosuolo terrestre.



Tuttavia occorre considerare un inconveniente, un problema tutt'altro da sottovalutare: di anno in anno aumentano i consumi energetici e viene squilibrato il benessere sociale a causa della sbagliata ripartizione delle risorse e del loro diverso sfruttamento in tutto il pianeta. Esempi di ciò sono forniti da un rapporto del 1999 (“State of the World '99. Stato del pianeta e sostenibilità”), edizione che evidenzia i divari fra ricchi e poveri: un quinto dell'umanità, il più ricco, consuma il 58% dell'energia mondiale, mentre quello più povero addirittura meno del 4%, senza contare che gli Stati Uniti “consumano circa un quarto del rifornimento energetico globale”.

Ma se in precedenza si è tanto lodata l'immensa utilità del progresso per la medicina e l'igiene, perché occorre preoccuparsi tanto di tali dati puramente statistici ?

Il problema è che con questo sviluppo improvviso c'è il rischio che l'economia globale diventi ecologicamente insostenibile, e cioè che “non soddisfi il principio di sostenibilità, [] che distrugga specie vegetali e animali a ritmo più veloce di quello della loro evoluzione”.

A lungo andare non saranno più molte le fonti disponibili, non solo per l'uomo ma anche per tutti gli esseri viventi; i dati delle statistiche non sono affatto rassicuranti:in “Enciclopedia Europea” si stima addirittura che non oltre la metà del prossimo secolo ci sarà una crisi su scala mondiale, sempre se non verrà posto un freno a questo eccessivo sfruttamento. Ma è difficile porre un blocco all'improvviso, occorre piuttosto moderare l'utilizzo di energia e limitarsi ad utilizzarla solo nei casi di stretta necessità; è noto fra l'altro che il dato più preoccupante in questo ambito riguarda l'impiego dell'acqua che esula ormai dalla semplice concezione di igiene: molteplici sono state le idee per il risparmio, l'ultima consiste in una probabile limitazione e scherzosamente si consiglia di eliminare le docce giornaliere limitandole ad una per settimana (Ministro dell'Economia inglese).

Importante è anche il circolo vizioso che è andato creandosi pian piano: come già precedentemente accennato, la quasi totale assenza di malattie mortali ed epidemie favorisce l'aumento della popolazione, e con ciò cresce anche la produzione, per quanto possibile, per adempiere alla richiesta di ciboessendo evidente la carenza di materie prime si è attivata la produzione di organismi geneticamente modificati per migliorare le prestazioni e diminuire le malattie. E poiché la mancanza di esse provoca un innalzamento demografico si ricomincia dal punto di partenza finché si può ancora affidarsi sulla presenza delle poche materie prime.



Qualcuno può dire che l'utilizzo eccessivo delle risorse etarie è un compromesso che occorre accettare per una vita più sana e comunque migliore e questo non si può certo negare, ma sempre per il bene del mondo occorre anche cercare un compromesso che non impedisca fra un secolo la sopravvivenza all'uomo. Come già stanno facendo molti governi, occorre avvicinare ogni popolo a questo problema, renderlo partecipe e fargli capire che il destino del mondo dipende anche da lui.

Molte sono le camne atte ad incoraggiare la gente per risparmiare ed utilizzare le energie a nostra disposizione nella maniera più adeguata: si va dalla musica (“Proper Education”-Eric Prydz) in cui attraverso immagini significative si cerca di sensibilizzare soprattutto i giovani, ai programmi televisivi (“Mtv No Excuse”) che trattano argomenti differenti ma riguardanti la stessa tematica; per quanto riguarda “MTV No Excuse” sono da segnalare gli interventi del 15 luglio 2007, in cui  due ragazzi sensibili allo spreco dell'acqua hanno intervistato il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, e quelli prossimi durante il settembre 2015 in cui ci sarà una camna a favore degli alberi perché “piantare un albero è uno dei modi per assorbire l’inquinamento da gas serra e aiutare il pianeta terra gravemente minacciato”. Oltre a quelle già nominate, ci sono altri progetti a livello europeo che vedono partecipi associazioni come “Enerbuilding” e “Greenpeace” al concerto “Live Earth” in cui si sottolinea che “produrre energia con le fonti rinnovabili e investire in efficienza costa dieci volte meno che continuare a usare combustibili fossili: il mondo risparmierebbe 180 miliardi di dollari all’anno e si riuscirebbero a ridurrebbe della metà le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030”.

In conclusione è giusto quindi lodare il progresso di questi anni perché migliora lo stato di benessere dell'uomo, ma bisogna tener conto delle conseguenze di ogni gesto e soppesare ogni iniziativa che viene presa in quanto ogni piccolo errore potrebbe provocare enormi ed irreparabili danni a noi e agli altri.






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