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SCHEDA DI LETTURA Luigi Malerba, Itaca per sempre



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SCHEDA DI LETTURA


Autore: Luigi Malerba

Titolo: 'Itaca per sempre'



Luogo e data di edizione: Milano, 1997

Casa editrice: Mondadori


Narratore: Il narratore è interno. L'autore segue la modalità del diario a due voci: la ura del narratore è impersonata ora da Ulisse, ora da Penelope. I pensieri dell'uno non sono noti all'altro.


Trama dell'opera: Ulisse è tornato ad Itaca con la nave dei Feaci. All'inizio si guarda intorno spaesato, non riconosce la sua isola. Poi vede il degrado a cui è stata abbandonata. Travestito da mendicante prepara la tremenda vendetta contro i Proci, i pretendenti al trono che vogliono che Penelope scelga un nuovo sposo e quindi un nuovo re di Itaca,  abusano delle ricchezze del re assente e si divertono con le ancelle. Per metterla in atto ed assicurarsi la sua buona riuscita, si rivela al porcaro Eumeo e al lio Telemaco, ma non a Penelope. In seguito ha un primo, lungo colloquio con Penelope. L'eroe appare come un vecchio mendicante coperto di stracci e, raccontando alla moglie una serie di 'menzogne simili al vero', porta notizie verosimili dell'imminente ritorno di Ulisse. Pochi istanti più tardi, Penelope ancora presente, la nutrice Euriclea riconosce il padrone toccandogli, mentre lo lava, la celebre cicatrice. Penelope riconosce Ulisse nei panni del mendico, si indispettisce perché il marito, non rivelandosi, mostra di non avere alcuna fiducia in lei. La vendetta avviene poi con lo sterminio dei Proci, primo fra tutti Antinoo, giovane forte e di bell'aspetto. Penelope però fa finta di non riconoscerlo e risponde ai 'segni' con i quali Ulisse vuole provare la propria identità con implacabile ferocia logica, dimostrandosi argomentatrice superiore a lui. Allora, Ulisse è preda del dolore, dell'incomprensione, dell'incertezza e del dubbio. Anche Telemaco non è più così sicuro dell'identità di quell'uomo. Battuto e ferito nel suo orgoglio di eroe, Ulisse decide di ripartire. Questa sua decisione, però, provoca il disperato richiamo e l'abbraccio di Penelope, che ormai è disposta ad accettarlo e riprenderlo come suo marito. Ulisse, tentato di adempiere alla profezia di Tiresia di un altro viaggio, compie invece il proprio destino restando in patria e mettendo a frutto la sua passione e la sua abilità nel narrare: affidato il governo a Telemaco e stimolato da Penelope, si dà a comporre, in collaborazione con il cantore Terpiade, l' 'Iliade' e l' 'Odissea'.


Fabula-Intreccio: Considerando la vicenda in generale, fabula e intreccio coincidono spesso. Ci sono alcune analessi (ad esempio quando Euriclea riconosce Ulisse e viene raccontato l'episodio della caccia col nonno Autolico, oppure quando Ulisse ricorda la guerra di Troia) ma nessuna prolessi, per non rovinare l'atmosfera di mistero e di incertezza che avvolge il romanzo.


Tempo della storia: Pochi giorni collocati dieci anni dopo la fine della guerra di Troia (1800 a.C circa)


Tempo della narrazione: L'arco di tempo in cui sono collocate le vicende non è molto ampio. Le digressioni sono presenti, ma non sono una caratteristica principale del romanzo. Le ellissi e i sommari sono pochi perchè la storia è densa di eventi, ma dato che è breve, li racconta tutti. Le marche temporali a cui far riferimento sono certamente la guerra di Troia, anche se è un fatto più mitologico che reale, e la società achea.


Spazio: Tutta la vicenda si svolge ad Itaca, l'isola del mar Egeo della quale Ulisse è re. Ha la costa sassosa, la terra è arida ed è coperta di alberi spogliati dai venti marini, il cielo è colore del mare. Dalle montagne scendono a precipizio dei frammenti di pietra rossa e porosa portati qui dalle piogge. All'inizio Ulisse non riconosce la sua Itaca. Il paesaggio gli è estraneo, tutto è cambiato. Esso è descritto nei particolari dall'autore. Le strade sono deserte, sconnesse, tutto è in rovina.

L'ambiente è simbolico se si considera Itaca come 'casa', luogo sicuro nel quale rifugiarsi dopo tanto dolore.


Personaggi:



-Principali:

Ulisse. Il protagonista è l'eroe dell'esercito acheo, che, dopo la caduta di Troia, durante il suo ritorno in patria, incontra ostacoli e affronta terribili avventure, restando in mare per dieci anni. Queste vicende non sono narrate nel romanzo. Infatti troviamo Ulisse già sulla spiaggia di Itaca, sulla quale è stato lasciato dai Feaci.

Poichè il romanzo è scritto sotto forma di diario, e quindi in prima persona, non esiste una vera e propria descrizione di Ulisse. Riguardo al suo aspetto fisico sappiamo della sua bellezza, anche se è un uomo già avanti con gli anni, e il suo sguardo vivo e penetrante. La sua caratterizzazione interiore è invece molto lunga, ma anch'essa non è espressa direttamente, ma attraverso i pensieri e le azioni del personaggio. Ulisse è furbo, intelligente, coraggioso e forte. Molti uomini lo hanno ammirato e continuano a farlo per questo. Il suo ingegno è 'multiforme', e il suo sangue freddo è leggenda. I suoi maggiori difetti sono l'arroganza, la sua curiosità al di là dei limiti possibili e la presunzione di capire tutto e tutti. Nello svolgimento della vicenda vediamo però anche un Ulisse turbato, indeciso, per la prima volta spiazzato, sorpreso dalla moglie Penelope. Una serie di dubbi colma la mente dell'uomo che credeva di essere imbattibile. Infine accetta di perdere la sfida contro l'astuzia della donna, ma guadagna così anche la fortuna più grande: l'amore della stessa Penelope.


Penelope. Moglie di Ulisse, donna ancora bella e giovane, la cui astuzia è altrettanto strabiliante rispetto alla bellezza. Quando Ulisse la rivede per la prima volta, Penelope ha un fiore rosso nei capelli neri e lucenti e una tunica bianca di lino leggero sotto la quale si intravedono le forme perfette del suo corpo ancora giovane. Il suo viso le sembra molto più bello dell'ultima volta. Ha linee severe ed è 'levigato come il marmo'. E' senza dubbio una donna molto attraente.

Prima della venuta di Ulisse sotto le spoglie di mendicante, Penelope è una donna disperata. Sa anche nasconderlo molto bene, tanto che Ulisse si meraviglia di trovarla così fiorente e non consumata dal pianto. Invece Penelope aspetta con ansia il ritorno del marito, anche se ormai dopo dieci anni le speranze si riducono. Ha dovuto crescere il lio da sola e sopportare le continue insidie dei Proci, i suoi pretendenti, contro i quali escogita astuti inganni, come quello della tela. Quando vede Ulisse travestito, lo riconosce subito e si indigna dela fatto che Ulisse non le abbia rivelato i suoi piani. Si sente offesa dalla mancanza di fiducia nei suoi confronti. Così, la nostalgia del marito si tramuta in rabbia e rancore, e Penelope decide di 'vendicarsi' a suo modo. Fa finta di non riconoscerlo, nemmeno quando Ulisse si rivela. Vince la sua battaglia, quando la presunzione di Ulisse crolla. Però mostra comunque un grande amore verso il marito quando lui, deluso dalla moglie che non lo ha riconosciuto, ha deciso di andarsene. Il personaggio di Penelope è forse quello meglio riuscito del romanzo.


-Secondari:

Telemaco. lio, di Ulisse, è un ragazzo alto e sottile, che Ulisse dice assomigliare piuttosto alla madre. Ha gli occhi azzurri, ma il volto è largo come quello del padre e ha lo strano sorriso del nonno Laerte. Ha il carattere del padre, forte e coraggioso, anche se è ancora un adolescente e non sa combattere come si deve contro coloro che insidiano sua madre. Però, insieme ad Ulisse, compie la sua vendetta e la sua prima azione 'adulta'.

Eumeo. Il porcaro è uno dei servi di Ulisse che gli è rimasto fedele dopo la sua lunga assenza. Odia i Proci e protegge Telemaco. E' uno dei primi a cui Ulisse si rivela. Aiuto il suo re nella vendetta contro i pretendenti.

Antinoo. Capo dei Proci, uomo senza dubbio bello, giovane e affascinante. Nello stesso tempo, però, è il più meschino di tutti.

I Proci. Si può dire che tutti i pretendenti siano come un solo personaggio. Infatti hanno tutti le stesse caratteristiche: sono ambiziosi, disonesti e vili. Consumano tutti i beni del re Ulisse. Tra di loro vengono citati spesso Ctesippo, Eurimaco, Anfinomo, Polibo, Eurimedonte, l'aruspice Leode. Finiscono tutti uccisi violentemente da Ulisse, Telemaco, Eumeo e Filezio.

Euriclea. Vecchia nutrice di Ulisse, lo riconosce da una cicatrice che si era procurato durante una caccia col nonno Autolico.

Filezio. Bovaro, è uno dei servi fedeli. Partecipa alla vendetta contro i Proci.

Terpiade. E' il cantore del palazzo di Ulisse. Risparmiato, scrive insieme a lui i due poemi, l' 'Iliade' e l' 'Odissea'.

Melanto e le ancelle infedeli. Finiscono tutte impiccate per aver tramato con i Proci.

Iro. Mendicante preferito dai Proci, con il quale Ulisse ha uno scontro.

Melanzio. Capraio, servo infedele. Viene ucciso da Eumeo.



Laerte. Vecchio padre di Ulisse, appare solo alla fine, quando incontra il lio.


Ritmo della narrazione: Il ritmo del romanzo è piuttosto lento, poichè gli avvenimenti sono concentrati in un arco di tempo limitato. In più, molti avvenimenti vengono ripetuti due volte, una nel 'diario' di Ulisse e l'altra in quello di Penelope e ciò rallenta decisamente la narrazione. Ci sono alcuni passi in cui, però, il ritmo si velocizza e diventa incalzante, come l'uccisione dei Proci. Le sequenze riflessive predominano su tutte, essendo un romanzo di tipo psicologico, le seconde sono quelle narrative, terze le descrittive.


Uso della lingua: Il lessico utilizzato da Malerba è semplice, lineare e di facile comprensione. Non sono presenti tecnicismi, tranne rare eccezioni, ma sono invece molte le ure retoriche. Molte similitudini sono relative alla natura, proprio come nel poema omerico.


Valutazione personale: A mio parere il romanzo è originale, scorrevole, molto avvicente E' un libro giocato sulla teoria della mente. 'Itaca per sempre' è coinvolgente e particolare proprio per questo intreccio psicologico fra Ulisse e Penelope. L'unica cosa da rimproverare al romanzo e al suo autore è il fatto che più o meno a metà della storia c'è come un blocco e la narrazione diventa un po' ripetitiva.

La vicenda fa venire fuori gli insospettabili limiti di un eroe che sceglie di diventare comune mortale. Primo tra tutti i limiti, la mancanza di fiducia nelle proprie e nelle altrui capacità. Mancanza che si manifesta pienamente nella decisione di ingannare Penelope e nella certezza che lei non potrà mai riconoscerlo. Mancanza di fiducia in se stesso, dunque, e nelle proprie capacità di tenere in vita l'amore della sua sposa. Limite che è proprio dell'uomo e che fa di Ulisse un personaggio un po' arrogante e innegabilmente vicino a noi comuni mortali. E' un Ulisse più a portata di mano.E' infatti molto più facile immedesimarsi nelle insicurezze di Ulisse che nelle infallibili prove di forza. Ed è un personaggio decisamente più affascinante la Penelope astuta e calcolatrice, di quella del poema, moglie fedele e ingenua.

E' la battaglia tra i due sposi che Malerba porta avanti tra le ine del suo romanzo. Una battaglia in cui l'amore è necessariamente il mezzo e il fine.


Citazione: « Ogni tanto dal basso sento le voci di lunghe e accese dispute. Fra Ulisse e Terpiade è un litigio continuo e io temo che Ulisse metta mano alla spada e allora addio poemi. Terpiade è un uomo ostinato e vorrebbe che Ulisse raccontasse soltanto le cose realmente accadute, ma per Ulisse è accaduto tutto ciò che lui racconta, non riesce a distinguere tra realtà e finzione. E del resto quando mai la poesia ha parlato di verità? La poesia ha dentro di sé una verità che non sta nel mondo ma nella mente del poeta e di chi lo ascolta. »


Commento: Ho scelto questa frase perchè offre una splendida visione della poesia, che condivido pienamente, oltre a supporre l'ipotesi che sia stato Ulisse a scrivere i due poemi attribuiti ad Omero. Ulisse ha una fervida fantasia, e crede a tutto ciò che essa produce. Le Sirene, i Ciclopi, Scilla e Cariddi sono invenzioni dell'eroe, ma non per questo non dobbiamo crederci. La poesia è un mondo in cui ci tuffiamo per fuggire la realtàIn questo fantastico mondo tutto è possibile, perfino mostri terribili e giganti con un occhio solo. Il poeta immagina un paesaggio o un personaggio e cerca di afferrarne l'essenza, riuscendoci in parte, ma lasciando ancora al lettore la possibilità di immaginare quello stesso paesaggio, quello stesso personaggio, ma di vederlo con i proprio occhi.
















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