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SCHEDA LIBRO IL GATTOPARDO

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SCHEDA LIBRO IL GATTOPARDO


Il titolo del libro è il “ Gattopardo” che deriva dal felino rafurato nello stemma dell’illustre casata siciliana dei principi Salina, cui appartengono i personaggi.

Il libro è stato scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nato nel 1896 e morto nel 1957, di aristocratica famiglia siciliana con titolo di duca di Palma e principe di Lampedusa, si laureò a Torino in giurisprudenza e partecipò alle due guerre mondiali. Iniziò a scrivere il romanzo nel 1954 ispirandosi alla vicenda del suo bisnonno, principe Giulio, che aveva vissuto lo sbarco dei Garibaldini e l’unificazione della Sicilia al Regno d’Italia.

Il gattopardo costituì un caso letterario che tuttora è considerato uno dei capolavori della letteratura del novecento. Publicato postumo nel 1958 da Giorgio Bassani, divenne popolare anche per merito della riproduzione cinematografica di Luchino Visconti.



-Il genere letterario del romanzo è di tipo storico. Infatti l’amore di Tancredi per angelica è inserito nei fatti storici dell’epoca come lo sbarco dei Garibaldini a Marsala e il crollo del regima Borbonico.





-Il romanzo è ambientato in Sicilia per esprimere al meglio il punto di vista del principe Salina che coincide con quello del narratore-autore : l’immobilismo della Sicilia nell’ottocento esprime una visione del mondo del tutto pessimistica, priva di speranza e con una condizione dominata dalla morte. “ tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di morte, desiderio di immobilità voluttuosa. Questa violenza del paesaggio, questa crudeltà del clima, questa tensione continua di ogni aspetto”

Il palazzo dei Salina a Palermo simboleggia la situazione precedente ai cambiamenti della politica, mentre la tenuta di Donnafugata rappresenta il cambiamento ma anche nostalgia per i ricordi.

Il pranzo nella villa di Palermo viene descritto con tutte le regole inerenti per un pranzo principesco ed indica la fine dell’importanza della nobiltà.

“ la cena a villa Salina era servita con il fasto sbrecciato che allora era lo stile del Regno delle Due Sicilie. Il numero dei commensali() bastava da solo a conferire imponenza alla tavola. Ricoperta da una rattoppata tovaglia finissima il principe scodellava lui stesso la minestra, fatica grata simbolo delle mansioni autrici del Pater familias “

mentre nel pranzo a Donnafugata ci sono oltre alla famiglia dei Salina anche quella del sindaco Sedara che indica l’unione di un nobilee ad un contadino arricchito quindi il cambiamento della situazione politica.” il principe aveva sempre tenuto a che il primo pranzo a Donnafugata avesse un carattere solenne : i lioli sotto i quindici erano esclusi dalla tavola, venivano serviti vini francesi, vi era il poncio alla romana prima dell’arrosto; e i domestici erano in cipria e polpe. Su di un solo particolare transigeva : non si metteva in abito da sera per non imbarazzare gli ospiti che, evidentemente, non ne possedevano tutto era placido e consueto, quando Francesco Paolo , il sedicenne liolo, fece nel salotto un irruzione scandalosa: “papà, don Calcogero sta salendo le scale. È in frack!” Tancredi valutò la notizia un secondo prima degli altriquando lo vide , però, le sue pene furono alleviate. Perfettamente adeguato quale manifestazione politica , si poteva però affermare che , come riuscita sartoriale, il frack di don Calcogero sta era una catastrofe. Il panno era finissimo, il modello recente, ma il taglio era semplicemente mostruoso. le punte delle due falde si ergevano verso il cielo in muta supplica, il vasto colletto era informe e, per quanto doloroso è necessario dirlo, i piedi del sindaco erano incalzati da stivaletti abbottonati.”le descrizioni del paesaggio hanno un valore simboloolico , in particolare il sole e la polvere che bruciano e appassiscono l’ambiente circostante esprimono l’immobilismo del mondo siciliano.





-L’epoca reale del racconto è compresa tra il 1860 ( nell’anno 1860..) E il 1910 ( in quel tale pomeriggio di maggio 1910) Nei primi sei moduli le vicende sono compre se tra il maggio 1860( sbarco dei Mille) e novembre dello stesso anno in cui Tancredi si fidanza con Angelica. Poi c’è una accelerazione del tempo del racconto con due ellissi. Dalla cena che avviene nel 1862 si salta alla morte del principe che avviene nel 1883 e da li un ulteriore salto che va al 1910 dove si descrivono le lie del principe ormai invecchiate.






-Il significato del romanzo è globalmente pessimistico ed il punto di vista dell’autore viene espresso tramite i monologhi interiori o i discorsi del principe Fabrizio Salina. Il significato principale è il pensiero dei Siciliani che non accettano i cambiamenti e questo viene spiegato molto chiaramente nel discorso tra il principe e Chevalley. La conversazione esprime l’impossibilità di modificare realmente la situazione siciliana: il cambiamento consiste solo nel cedere il potere alla borghesia arricchita , con cui l’aristocrazia è costretta ad imparentarsi ma non si tratta di progresso perché ai nobili si sostituiscono i borghesi, non portatori di valori migliori ma approfittatori duri e spietati , avidi di denaro destinati anch’essi a soccombere. Il tema diventa cosi una meditazione sulla vita a soprattutto sulla morte che per l’autore è l’unica speranza. la risposta del principe a CHEVALLEY esprime che i siciliani non cambieranno, rameranno sempre gli stessi perché le dominazioni straniere, che si sono avvicendate nel tempo, hanno bloccato la loro voglia di fare, generando solo immobilità , inerzia e annientamento. Dopo la morte del principe il romanzo si conclude con un immagine delle lie ormai anziane, che svuotano il solaio degli aggetti , divenuti ormai inutili ricordi.



-Il narratore esterno omnisciente esprime giudizi sui fatti narrati ma lascia spazio anche al punto di vista dei personaggi. Ci sono molte sequenze riflessive e descrittive che rallentano il ritmo soprattutto nella parte iniziale del romanzo.il linguaggio ha un registro medio-alto ma non ci sono difficoltà per l’interpretazioni. Sono presenti dei latinismi e dei francesismi.



-Il romanzo a me è piaciuto perché l’autore oltre a farci conoscere oi fatti storici importanti sia per l’Italia ma soprattutto per la Sicilia ha reso il libro interessante dal punto di vista psicologico e seguendo una linea moderna. Tra le ine per me più belle c’è la descrizione del ballo al palazzo Ponteleone e le considerazioni sulla Sicilia che il principe fa al piemontese Chevalley. A renderlo più interessante è poi lo scetticismo dell’autore nei confronti del rinnovamento politico-sociale che, come un secolo prima le aspettative dei patriotti risorgimentali erano state deluse dallo stato unitario , cosi anche ora continuano a persistere forti differenze tra un nord sempre più industrializzato e un sud sempre più povero e arretrato che ha paura dei cambiamenti






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