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Salvatore Quasimodo “Ed è subito sera”



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Salvatore Quasimodo

“Ed è subito sera”




Salvatore Quasimodo, nasce a Modica (Ragusa) nel 1901, trascorre l'infanzia e l'adolescenza in vari paesi dell'isola a causa degli spostamenti del padre.

Dopo aver conseguito il diploma di geometra, ottiene un impiego nel Genio Civile e intanto coltiva gli studi letterari e classici.

Si avvicina ai poeti ermetici e ne condivide le caratteristiche letterarie.

Risentono fortemente dell'Ermetismo (corrente letteraria che si afferma in Italia dall'inizio degli anni trenta alla fine degli anni quaranta) le sue prime raccolte di versi, poesie che successivamente verranno ripubblicate in un unico volume intitolato: 'ED E' SUBITO SERA'.

Nel 1959 gli viene conferito il premio nobel per la letteratura.

Muore improvvisamente a Napoli nel 1968.



Ognuno è solo sul cuore della terra

Trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera




Ognuno è fermo e immobile, solo, nell’illusione di essere il centro della terra, illuminato, ma anche ferito, da un raggio di sole: e all’improvviso sopraggiunge la sera (morte inaspettata).



La forma metrica è di versi liberi di varia misura. Le due frasi coordinate presentano un lessico semplice e ridotto all’essenziale, ma ricchissimo di allusioni.

Questa poesia esprime, con estrema efficacia, nella sua brevità ed essenzialità, la condizione umana. La solitudine, la pena del vivere, la brevità dell’esistenza sono i temi espressi in tre versi incisivi:

Nel primo verso acquista particolare rilievo la parte di frase “nel cuor della terra”, che contrappone alla grandezza della terra la limitatezza e lo smarrimento di uomo che, pur vivendo al centro delle cose, si sente tragicamente solo, incapace di comunicare con i suoi simili.

Nel secondo verso il termine “trafitto” assume un doppio significato: la luce del sole prima illumina l’uomo, quindi è benefica; poi lo ferisce, quindi è dolorosa. Inoltre la vita, simboleggiata dal sole, da possibilità di felicità diventa motivo di sofferenza.

Il terzo e ultimo verso accentua la drammaticità della conclusione: le illusioni crollano in fretta al sopraggiungere della sera, metafora della morte.








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