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Solidarietà

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Solidarietà: parola formata da undici lettere,che racchiude in sé un grande significato ed è un valore degno di essere coltivato. Mostrare solidarietà verso gli altri vuol dire partecipare ai problemi di chi fa parte della nostra comunità e, in senso più ampio, significa sentire un legame affettivo altruistico che ci unisce ai nostri simili. Essere solidali significa,quindi, sacrificare anima e corpo per aiutare un determinato gruppo di persone, o battersi, seguendo esclusivamente i propri ideali, non per il bene personale, ma per il bene di tutta la propria società, del mondo intero o anche solo per l'aiuto di una singola persona, perché aiutarne una è sempre un grosso passo avanti per essere solidali con tutti. Se venisse a mancare questo spirito solidale, ognuno rimarrebbe chiuso nel proprio egoismo e non sarebbe possibile alcuna convivenza.

Proprio per questo la nostra Costituzione, che è la legge fondamentale della Repubblica italiana, attraverso l'articolo 2, ci ricorda che la solidarietà è un dovere primario di ogni cittadino. Infatti, tra i numerosi compiti dello stato, c'è anche la pratica della solidarietà verso le diverse categorie di bisognosi. Il concetto di solidarietà però,oggigiorno, assume un ruolo sempre più marginale. Difatti, si resta spesso indifferenti ai vari problemi che sussistono in tutto il mondo,quali guerre, povertà, dimostrando sempre più atteggiamenti egoistici. Ciò avviene perché siamo sempre tutti assillati da una fretta frenetica, da una specie di ansia, per cui non abbiamo il tempo di riflettere sui vari episodi di dolore e tristezza che avvengono ogni giorno. Considerata la situazione attuale,ovvero il punto di indifferenza cui siamo giunti tutti quanti, possiamo riconoscere che il volontariato civile rappresenta l'ancora di salvezza in questo mondo. Esso non solo prende atto degli episodi di povertà,di emarginazione, di solitudine, ma interviene con tutti i mezzi di cui dispone per porre rimedio al caso. A questo punto, io mi chiedo: quale sarà il nostro futuro, quale domani ci aspetta se tutti continueranno con questo atteggiamento di insensibilità? A queste domande possiamo rispondere positivamente solo se riusciremo a vincere il nostro spirito individualista, altrimenti ci ridurremo a vivere una vita vuota, senza valori, senza ideali. Attualmente, vi sono, per fortuna, alcuni esempi positivi degni di imitazione. Molte strutture ospedaliere si avvalgono dell'aiuto prezioso degli appartenenti al volontariato. I collaboratori dei medici e alcuni di questi ultimi sono tutti volontari, non dipendono cioè della struttura sanitaria ma hanno una loro regolare occupazione e dedicano il tempo libero a questa collaborazione con il centro, che in fondo è gestito da loro. Tutto funziona in perfetta regola, vige il massimo rispetto per il malato e la più grande, umana comprensione per chi ne ha bisogno. Le persone ammalate sono accolte con un sorriso che le conforta, dona loro la volontà di star bene, di guarire. Tutto questo grazie ai volontari che sono riusciti a vincere il proprio egoismo e a mettere a disposizione degli altri tutta la loro solidarietà umana. Tanti medici, inoltre, hanno deciso di rinunciare ad un lauto stipendio in Italia per dedicarsi al volontariato nei paesi del terzo mondo. Ma è soprattutto alla Chiesa che dobbiamo la nascita, nel Medioevo e nei primi secoli dell'età moderna, degli ospedali, degli orfanotrofi, delle mense per i poveri. La chiesa aveva, nell'esercizio della carità, uno dei suoi segni principali: secondo la dottrina cristiana, infatti, assistere l'uomo che ha bisogno significa onorare Dio. Oggi, a fianco della Chiesa , agisce anche lo stato laico con un ruolo determinante, ma esso da solo non riesce a sopperire ad ogni tipo di bisogno. Numerose sono le associazioni che si impegnano nell'assistenza dei malati, degli anziani o che si dedicano ai problemi dell'emarginazione e dell'immigrazione. ½ sono anche organizzazioni non governative che operano nelle aree del mondo duramente provate da guerre,rivoluzioni o eventi naturali, attraverso delle donazioni di denaro. Tutti questi volontari lavorano solo per profondo senso di solidarietà umana, senza aspettarsi alcun vantaggio materiale, sopportando fatiche e disagi, spesso mettendo a rischio la loro stessa vita.



Personalmente, ritengo che tutti noi dovremmo prendere esempio sia da tutti questi soggetti che anche da grandi personaggi,che hanno dimostrato una grande generosità e hanno rappresentato al meglio la parola solidarietà. Parlo di Martin Luther King che ha fatto di tutto per il suo popolo, cercando di promuovere l'uguaglianza tra "bianchi" e "neri" di fronte alla legge e anche socialmente, battendosi, facendosi sentire e protestando, e Maria Teresa Di Calcutta che nel 1948,con la concessione della Chiesa, andò a servire i più poveri nelle strade di Calcutta, una delle città che, specie a quell'epoca, era considerata tra le più disperate del mondo.

Quindi, sull'esempio di queste grandi personalità, a mio parere, solidarietà vuol dire crescere nell'uguaglianza e nella giustizia, capire e farsi carico, ciascuno nelle proprie possibilità, di problemi apparentemente distanti o diversi dal proprio quotidiano. Così solidarietà e volontariato si saldano in un nuovo percorso di crescita delle società democratiche. Ma è soprattutto crescita dell'uomo che solo così può abbandonare l'individualismo tipico della nostra epoca, in cui spesso i valori materiali e terreni, erroneamente, assumono grande importanza, facendoci dimenticare lo scopo principale della nostra esistenza, che è quello di amare e aiutare il prossimo, così come ci è stato insegnato dal messaggio Cristiano.








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