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La fortuna in Dante Boccaccia Machiavelli Guicciardini Ariosto attraverso esempi chiarificatori


La fortuna intesa come fato, destino è stato nella storia argomento di discussione tra i vari poeti che ne hanno fatto uno stile di vita.

Giovanni Boccaccio, narratore e poeta italiano nonché uno dei massimi letterati di tutti i tempi, definisce la fortuna come una forza che  muove il mondo, una forza cieca e casuale con cui l’umanità è costretta a misurarsi e che è in grado di abbattere il progetto umano o la virtù riferendoci a Machiavelli. Quest’ultimo scrive che -li uomini quando sono tempi quieti, non vi potessino fare provvedimenti e con ripari e con argini, in modo che crescendo poi, o egli andrebbano per uno canale, o l’impeto loro non sarebbe né sì licenzioso né sì dannoso- affermando che l’uomo con la virtù puoi prepararsi nell’affrontare la fortuna una volta che essa prenda il sopravvento. Al contrario Guicciardini ha una visione completamente pessimista, attribuisce alla fortuna una maggiore influenza sulla vita dell’uomo. Senza la buona fortuna i progetti umani non vanno a buon fine. Per Guicciardini, l’uomo non può contrastare la sorte avversa, come invece sostiene Machiavelli, tuttavia, esso nel decidere della sua vita deve affidarsi sempre alla dignità della ragione e non al caso.

Molto antecedente e quindi molto distante da queste visioni di fortuna c’è l’interpretazione di Dante. Nella Divina Commedia infatti il fato assume un significato religioso. La fortuna diventa l’intelligenza celeste e provvidenziale che amministra i beni del mondo secondo i disegni imperscrutabili ai quali nessuna ragione umana può resistere. Dunque non capricciosa e crudele, ma al di sopra delle capacità interpretative dei mortali. Come detto prima in netta contrapposizione con questa definizione di fortuna c’è la dea bendata di Boccaccio che colpisce anche i più poveri, al contrario di Machiavelli, purché abbiano la capacità di sfruttarla.

Infine, non a caso, prendiamo in considerazione la fortuna in Ariosto, una fortuna senza logica, che colpisce qualsiasi uomo senza distinzioni e che è capace di cambiare il percorso in cui esso si trova. Ciò è evidente in tutto l’Orlando Furioso, i personaggi e il ritmo della storia, vengono frenati in continuazione da nuovi eventi che cambieranno l’andamento lineare della loro vita.

Come detto all’inizio, il tema della fortuna è stato trattato da molti poeti e letterati di tutti i tempi, ognuno con il proprio parere discordante da tutti gli altri. Questo dimostra che l’uomo non ragiona allo stesso modo e che forse è stata proprio la fortuna a condizionare tutti questi pareri contrastanti su di essa. In fondo l’uomo non nasce con una propria visione, ma l’esperienza, l’ambiente di vita e il destino lo porteranno a pensare in un certo modo e a reagire di conseguenza.







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