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UNA VALIGIA DI CARTONE” N.Milani - COMPRENSIONE COMPLESSIVA, TEMA DEL VIAGGIO E DELLA MEMORIA, TEMA DELLA CASA E DELLO SPAESAMENTO, TEMA DELLA LINGUA

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TIPOLOGIA A: “UNA VALIGIA DI CARTONE” N.Milani

COMPRENSIONE COMPLESSIVA


Ne “La valigia di cartone” di Nelida Milani viene affrontato il difficile tema del pregiudizio verso le minoranze nazionali e culturali. La protagonista del racconto è Norma, una contadina istriana che narra le vicende della sua vita, trascorsa tra i periodi di tragici e drammatici eventi della prima metà dello scorso secolo. La sua situazione è poco felice sin dalla tenera età, già caratterizzata dalla povertà, dove la ura per lei più rilevante è costituita dalla madre, donna dal carattere molto forte che riuscì a far crescere tre li senza l’aiuto del marito, poiché deceduto. In seguito a vari problemi familiari deve trasferirsi varie volte: inizialmente a Pola, poi a Trieste. Qui conosce Berto, uomo che sposa e rispetta devotamente. Dovendo di nuovo cambiare città, va a Brindisi, dove il marito muore e la lia, avuta con lui, cresce. Infine, va a vivere a Firenze, a casa della sorella e passa lì il resto della sua vita.



TEMA DEL VIAGGIO E DELLA MEMORIA




Tutto il racconto è basato sulle memorie di Norma, dall’infanzia alla vecchiaia. Sin dalle prime righe la protagonista narra le vicende della sua vita, il più delle volte, con particolare minuzia, come se avesse appena vissuto quegli avvenimenti e quelle sensazioni. Questi ricordi sono caratterizzati dalla nostalgia e, a tratti, dal rimpianto, ad esempio, quando ricorda di aver rubato dei soldi alla madre per comperare una bambola cha non poteva permettersi, o quando lasciò la scuola per lavorare, rimanendo così poco istruita. Nelle prime ine del libro, inoltre, Norma afferma di provare pena per sé stessa quando ripensa a ciò che ha vissuto, in particolar modo alla sua infanzia.

A questo tema si affianca quello del viaggio: la protagonista, infatti, ricorda con particolare lividezza gli spostamenti che ha compiuto. Infatti, a causa della povertà, di vari problemi familiari e delle vicende storiche  deve trasferirsi varie volte: da Monghebo, paese di camna dove è nata, a Pola, Trieste, Brindisi ed, infine, Firenze. Lo spostamento meno gradito è quello a Brindisi, poiché in questa città rimane vedova, deve lavorare duramente per assicurare una vita dignitosa alla lia ed è alquanto presente la sensazione di spaesamento.Il suo ultimo viaggio,a Firenze,invece,risulta molto più gradito.Ciò si può capire quando Norma afferma di aver tanto atteso e tanto lavorato per poterselo permettere e dal fatto che va ad abitare a casa della sorella.



TEMA DELLA CASA E DELLO SPAESAMENTO


Questo tema è ampiamente sviluppato ogni volta che la protagonista compie uno spostamento e,quindi,un cambio di abitazione. Nonostante le case in cui lei ha vissuto, spesso siano state parecchio rovinate, Norma ritiene molto importante il fatto che siano mantenute ordinate e  pulite, con “le tendine di mussola, alcuni ritratti-ricordo, un divano, un tavolino di legno, le finestre e le porte color bianco avorio”. Afferma di amare molto la casa, ogni suo oggetto, a cui le piace trovare la giusta sistemazione.

Si presenta anche il tema dello spaesamento, molto sentito a partire dall’adolescenza, in particolar modo quando riconosce i limiti della sua conoscenza e durante gli anni trascorsi a Brindisi. In quest’ultimo, poiché la cultura e le usanze che caratterizzano il luogo erano molto differenti rispetto a quelle a cui era stata abituata. Verso le tradizioni pugliesi era molto scettica ed esprimeva copiosi pregiudizi, ma ciononostante le rispettava.


TEMA DELLA LINGUA E DELLA CULTURA


Il tema della lingua e della cultura è rilevante in molti passi del libro. In questo viene raccontato come Norma, in tenera età, dovette lasciare la scuola per lavorare non potendo, quindi, ricevere un’adeguata istruzione. La mancanza di questa si presenta molto spesso, dal momento che costituisce un limite nella vita della protagonista e , di conseguenza, un motivo di spaesamento e di emarginazione. Conosce solo pochi vocaboli della lingua italiana e ciò rappresenta un grosso problema quando deve rivolgersi a persone non slovene; non “s’intendeva” di politica e , anche in questo le crea problemi perché, anche quando le sembra di aver espresso bene un concetto di questo ambito, commette qualche errore che, inevitabilmente, genera la derisione da parte degli altri e , anche qui, un senso di spaesamento.

Si può capire l’importanza di questa tematica, soprattutto, in due importanti punti della narrazione: quando dice di rimproverare a sua madre il fatto di averla privata di un’adeguata istruzione e quando esprime il desiderio di non volere che sua lia cresca “ignorante” come lei, ma che sia istruita.


LE CARATTERISTICHE DELLA PROTAGONISTA


La protagonista nasce a Monghebo, in Slovenia, in una povera famiglia composta dalla madre un fratello e una sorella. È una contadina degli inizi del secolo, cresciuta tra le guerre, il fascismo, la resistenza e l’esodo. Come nella maggior parte dei casi, il suo primo punto di riferimento è la madre, donna dal forte carattere verso cui prova una grande ammirazione e che cerca di imitare, in particolar modo alla morte del marito, quando si ritrova da sola a dover crescere la lia di due anni. Il secondo e ultimo suo punto di riferimento è Berto, il marito, l’unico uomo che ha amato. Lo rispetta sempre, anche quando, a causa della sua mancanza di cultura, non riesce a comprendere i suoi ideali, per lo più politici, e  prende le sue difese persino quando comincia ad eccedere nel bere e ad opporsi al sistema politico del tempo.



Affronta con pazienza e rassegnazione gli spostamenti, compiuti per motivi familiari o dettati dalla situazione storica, cercando di rendere piacevole anche qualcosa che non lo è, come, per esempio, la minuziosa cura che ha della casa, anche se questa presenta ingenti problemi.

Si adatta ad ogni tipo di mestiere, con voglia di fare, riservatezza e umiltà, cercando di passare inosservata per non diventare il centro dello scherno di altri.


ANALISI DEL TESTO


Nel brano fornito è Norma che racconta la vicenda e si presenta una focalizzazione onnisciente in quanto narra le sue memorie di cui, è ovvio dirlo, è del tutto a conoscenza. Viene riportato il passo in cui la protagonista racconta del suo arrivo, con Berto e la lia, a Brindisi, di come fossero stati temporaneamente sistemati nel Forte insieme ad altre famiglie, dell’assegnazione della piccola casa del rapporto con i brindisini e, infine, della malattia e morte del marito. Il ritmo narrativo è perciò molto veloce poiché percorre un relativo lungo tratto di tempo in poche decine di frasi.


APPROFONDIMENTO


In molti altri libri vengono affrontati i temi del pregiudizio, dell’esodo e della discriminazione. In “Franzisca”, di F.Tomizza, ad esempio, la protagonista è anch’essa istriana e affronta esperienze simili a quelle di Norma. La sola differenza consiste nel fatto che nel racconto di Tomizza è determinante anche il tema dell’amore e che la tematica della lingua è quasi del tutto separata da quella della cultura, mentre per la Milani, come visto, non è così. La tematica che si presenta senza variazione è quella del viaggio. In “La valigia di cartone”, “Franziska” e “Verde acqua” le protagoniste sono donne che sia per problemi personali, sia a causa del contesto storico si ritrovano a dover viaggiare molto, anche se con rassegnazione, poiché si allontanano dalla famiglia e dalla propria terra di origine per andare in città dove, quasi certamente, verranno trattate con diffidenza  e pregiudizio. Sono persone dal carattere forte che si trovano a combattere con tantissimi problemi purtroppo realmente esistiti e per il quale non erano stati istruiti da nessuno ad affrontare.


Non ricordo di aver mai avuto esperienze di evidente discriminazione. Più che altro vicende banali, che possono capitare ad ognuno di noi, perché magari non abbiamo una “conoscenza giusta”o non ci comportiamo in determinati modi considerati “quelli giusti”: in questi casi però non manifesto preoccupazione, ma piuttosto rabbia, in quanto viene considerato un comportamento scorretto al posto di un altro corretto. Poiché il mondo non è perfetto, però, credo che questi casi rimarranno alquanto comuni.

Fortunatamente non ho mai provato senso di spaesamento, credo anche grazie al mio carattere, in quanto non provo vergogna a relazionare con gli altri, anche se non li conosco.

Credo, comunque, che questi temi siamo pericolosamente attuali se vediamo come “istriani” gli extra-comunitari. Molte persone dicono di accettarli, ma è sempre presente il senso di diffidenza e pregiudizio, anche se a volte è involontario.






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