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“VITA NUOVA” (Dante Alighieri)

“VITA NUOVA” (Dante Alighieri)


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“VITA NUOVA” (Dante Alighieri)


CAPITOLO  I

Questo modulo contiene un breve proemio, nel quale Dante paragona memoria - I processi di memorizzazione dall’acquisizione al richiamo - Studi comparati" class="text">la memoria ad un libro, dove si leggono i fatti passati; il poeta afferma che nel libro della sua memoria (è una metafora xk il libro da oggettività alla narrazione) i ricordi dell’infanzia sono sfuocati, e che il suo intento è quello di raccontare gli avvenimenti più importanti della sua vita “nova”, cioè rinnovata dall’Amore x Beatrice.


CAPITOLO  II

Il modulo si apre con la descrizione del primo incontro con Beatrice: Dante ha nove anni e lei otto; è vestita di rosso sanguigno (“nobilissimo colore”) e porta una cintura. A questo punto l’autore descrive gli effetti che la ragazza ha sulla sua persona, tramite la definizione dei “tre spiriti”:



lo spirito vitale, che ha sede nel cuore, trema e fa tremare addirittura i polsi;

lo spirito animale, cioè il cervello, si meraviglia e riconosce in Beatrice la beatitudine,

lo spirito naturale, che si trova nello stomaco, afferma che d’ora in poi sarà in difficoltà, poiché chi è innamorato perde l’appetito.

Questi tre spiriti sono fortemente drammatizzati e personificano i sentimenti; sono tipici della filosofia scolastica e furono ripresi da Cavalcanti. Inoltre si esprimono in latino, che essendo una lingua universale, danno + valore alle loro parole.

Da quel momento l’Amore si impadronisce completamente dell’anima dell’autore, portandolo ad andare in giro per la sua città nella speranza di vedere Beatrice, ke viene definita come essere angelico, quindi donna-angelo.

Viene affermata l’identità fra Amore e Ragione, contrastando il pensiero cavalcantiano: Dante afferma che la visione dell’amata costringeva l’Amore a dominarlo, ma non capitava mai che esso non fosse accomnato da “lo fedele consiglio de la ragione”.

Infine l’autore annuncia che si dedicherà agli episodi di un’età più adulta (“verrò a quelle parole le quali sono scritte ne la mia memoria sotto maggiori paragrafi”).


CAPITOLO III

Il terzo modulo dell’opera inizia con il racconto del primo saluto di Beatrice, che avviene esattamente nove anni dopo il primo incontro. Dopodiché il poeta decide di ritirarsi in solitudine per pensare alla donna amata; l’episodio è descritto brevemente, ed è seguito dal racconto del sogno che ispira all’autore la composizione di un sonetto.

Nella “meravigliosa visione” Dante vede Amore in una nuvola di fuoco: esso è lieto, ma la sua vista è qualcosa di spaventoso; tiene in braccio Beatrice, e la nutre del cuore dell’innamorato, e infine se ne va con lei. Una volta svegliatosi l’autore compone un sonetto, e lo invia a tutti coloro che come lui sono “fedeli d’Amore”, per ottenere un parere riguardo alla visione; Dante stesso analizza poi brevemente la sua composizione, dal titolo “A ciascun’alma presa”: nella prima parte è contenuto un breve saluto e una richiesta di risposta, mentre nella seconda viene presentata la questione.

Dopo aver spiegato il contenuto del sonetto, il poeta racconta che uno di coloro che gli diede risposta fu Guido Cavalcanti (il “primo de li miei amici”), e che da qui iniziò l’amicizia fra i due.




CAPITOLO  V

La ura dominante di questo modulo è la “donna-schermo”: durante una funzione religiosa, Dante osserva Beatrice, ma poiché tra loro due si trova una giovane di bell’aspetto,e i presenti fraintendono gli sguardi del poeta. Dante decide così di sfruttare la situazione per impedire che si sappia del suo amore per Beatrice: ke è infatti sposata, e le chiacchiere della gente avrebbero rovinato la sua reputazione.

La donna-schermo ha una funzione

materiale, poiché permette a Dante di ammirare Beatrice senza essere scoperto

simbolico: il poeta ha scritto infatti altre rime per altre donne, e tramite questa ura le fa rientrare nella vicenda di Beatrice, utilizzandole in funzione dell’amore più importante della sua vita.


CAPITOLO  X

Dante si impegna a far credere di essere innamorato della donna-schermo, e lo fa a tal punto che la gente inizia a parlare di una relazione passionale,disonesta, fra i due. Beatrice viene a conoscenza di tt questo e toglie il saluto al poeta, che decide di descrivere gli effetti che il saluto dell’amata aveva su di lui.


CAPITOLO  XI

E’ proprio in questo modulo che Dante parla di ciò che provava prima e dopo un saluto di Beatrice: il primo effetto è un’improvvisa “fiamma di caritade”, cioè l’autore si sente così buono da perdonare ogni nemico; chiunque gli avesse chiesto qualcosa si sarebbe sentito rispondere “Amore”. Torna poi la ura dello “spirito”: qui è l’Amore che, distruggendo gli altri sensi, porta gli occhi ad ammirare l’amata; chi avesse voluto conoscere Amore, avrebbe potuto farlo guardando gli occhi del poeta tremare. Infine, dopo il saluto di Beatrice il corpo dell’innamorato diveniva “cosa grave inanimata”: e questo stato d’animo è preso da Guinizzelli (“Lo vostro bel saluto”) , e significa che il corpo ha ancora sembianze umane ma si trova privo di vita. In conclusione viene affermato che “ne le sue salute abitava la mia beatitudine”.


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