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Van’Ka - Fabula/Intreccio, Voci Narranti - Punti di vista, Piani temporali, Spazio, Tematiche



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Van’Ka


Fabula/Intreccio


In questo brano fabula e intreccio non coincidono per niente, e lo si può capire subito fin dall’inizio.

Infatti il protagonista del racconto, un ragazzino di nove anni, decide di scrivere una lettera al nonno, unico suo parente ancora in vita, che abita lontano da lui. Mentre la elabora pensa alle persone con cui abitava prima di andare in città a lavorare, e ci descrive le loro abitudini, i loro modi di fare, le loro espressioni tipiche, ripensando ad episodi per lui significativi: “Prima di tagliare l’albero, di solito il nonno fumava la pipa, fiutava a lungo tabacco, e si burlava di Vanjuska, tutto infreddolito . D’un tratto, sbucata da chissà dove, una lepre vola come una freccia sui cumoli di neve il nonno non può fare a meno di gridare: -Prendila . Prendila! Ah, diavolo senza coda!- ”

Si può quindi dedurre che la narrazione non è fatta in ordine cronologico, in quanto gli avvenimenti che stanno avvenendo nel presente sono frammentati da numerosi ricordi e accenni al passato.




Voci Narranti - Punti di vista


Le voci narranti che compaiono sono in tutto due: quella principale del narratore, esterno, e quella del protagonista, Van’ka.

All’inizio il narratore ci descrive Vanjuska, la sua situazione, quello che ha intenzione di fare e mano a mano che la storia va avanti ci narra tutti gli avvenimenti che il ragazzino ricorda nello scrivere la lettera. Van’ka, invece, fa da voce narrante mentre scrive, un po’ come se noi fossimo nella sua testolina e sentissimo direttamente tutti pensieri che stanno per essere messi per iscritto: “Van’ka Zukov, un ragazzetto di nove anni che da tre mesi stava a bottega dal calzolaio Aljachin per imparare il mestiere, la notte di Natale . ” “Caro nonnino, Konstantin Makaric, ti scrivo questa lettera. Ti faccio tanto auguri per Natale e ti auguro ogni bene del Signore Iddio. Non ho più né il padre né la mammina, mi sei rimasto solo tu . ”

Il punto di vista del racconto è esclusivamente quello di Van’ka, in quanto è solo lui a esprimere le sue emozioni e i suoi pensieri, senza l’intervento del narratore.

È infatti solo il bambino che vede i fatti.


Piani temporali


In questo brano sono molto importanti i piani temporali, che sono due, molti diversi e ben definiti: passato e presente, felicità e tristezza, camna e città.

Infatti il bimbo protagonista ci mette in luce la sua situazione socio-economica, ci descrive indirettamente il suo stato d’animo prima e dopo lo spostamento di casa, il cambiamento di lavoro e l’abbandono delle uniche persone a lui care.

Il passato equivale alla vita che svolgeva in camna con la mamma e il nonno in casa di alcuni signori russi, tra cui Ol’ga Ignat’evna, la quale era molto affezionata al bambino. Gli aveva infatti insegnato a leggere, a scrivere, a contare fino a cento e addirittura a ballare la quadriglia. Quando poi la madre morì mandarono Van’ka in cucina, col nonno, e di lì a Mosca, dal calzolaio Aljachin. Erano comunque i tempi passati in camna che Van’ka ricorda come momenti felici e pieni di gioia, in mezzo a persone che gli volevano bene, divertendosi ogni giorno con il nonno e i suoi scherzi.

Arrivato invece nella grande città, Mosca, il bimbo si ritrova circondato da gente che lo considera appena, e se lo fa lo tratta malissimo, frustandolo e castigandolo come un cane. Van’ka si sente solo, vorrebbe ritornare nella villa in camna, col cagnolino V’jun che dimenava la coda accanto alla stufa.

C’è quindi questa contrapposizione che caratterizza il piccolo bambino russo, che lo porta scrivere la letterina di Natale al nonno lontano, che però non arriverà mai a destinazione.

Nei piani temporali emerge poi anche la differenza tra io narrante e io narrato, poiché l’io narrato rappresenta il presente, triste e malinconico, mentre l’io narrato è la felicità, la salvezza, l’unica idea che lo spinge ad andare avanti, sperando prima o poi che le cose cambino, per tornare come una volta.


Spazio


Essendo due i piani temporali, sono anche due gli spazi che vengono descritti in questo brano: la villa in cui Van’ka viveva prima del trasferimento con la mamma e il nonno, e la bottega della città nella quale è andato a lavorare in seguito.



La villa si trovava in un paesino in mezzo alla camna, vicino alla chiesa del villaggio. Di notte si vedono tutti i tetti bianchi delle case, le spirali di fumo che escono dai camini, gli alberi inargentati di brina, i ponticelli di neve. Tutto il cielo e cosparso di stelle che ammiccano allegre e la via lattea si disegna con tanta nettezza che pare l’abbiano lavata e strofinata con la neve, per la festa.

Viene poi menzionato il bosco in cui Van’ka e il nonno andavano a prendere l’albero qualche giorno prima di Natale. Al loro passaggio il ghiaccio gemeva, intorno c’erano i giovani abeti, coperti di brina, che stavano immobili, aspettando di vedere chi di loro sarebbe morto. Per terra cumuli di neve, e ogni tanto una volpe zampettava sul terreno.

Questi ambienti sono circondati da un alone di felicità, in quanto il bimbo li ricorda come attimi gioiosi e avendo voglia di tornare indietro al passato.

A contrapporsi a questo spazio c’è quello attuale alla narrazione, a Mosca, in città. Ci viene data un ottima descrizione di quest’ambiente diverso da Van’ka stesso: “ Mosca, sai, è una grande città. Sono tutte case di signori, e ci sono molti cavalli, ma pecora nessuna, e i cani non sono cattivi . Una volta ho visto nella vetrina di una bottega che gli ami li vendono direttamente con la lenza, e per ogni sorta di pesci, e sono molto cari . Ho visto anche botteghe dove c’erano fucili di ogni tipo, come quelli dei padroni, tanto che costavano almeno cento rubli l’uno . Nelle macellerie non si trovano galli cedroni, le starne e le lepri, ma i venditori non dicono dov’è che li prendono.”

Ma nonostante questa città nuova sia piena di meraviglie per il ragazzino, essa rappresenta per lui un presente triste e pieno di solitudine, costretto ad abitare in una bottega e a dormire nell’ingresso, col rumore del piccolo che non riuscendo a dormire continua a piangere.


Tematiche


Le tematiche principali sono:

  • La situazione di povertà di Van’ka
  • Il maltrattamento degli orfani
  • La contrapposizione tra città e camna
  • La ricerca delle persone care come ultima via di salvezza
  • La grande delusione finale (la lettera non arriverà mai a destinazione perché Van’ka non ha specificato l’indirizzo
  • L’importanza dei ricordi






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