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AULULARIA Tito Macc(i)o Plauto

AULULARIA Tito Macc(i)o Plauto


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AULULARIA



AUTORE: Tito Macc(i)o Plauto.

GENERE LIBRO: antica commedia latina.

AMBIENTE: Atene (Grecia).Lo scenario ricorrente è la piazza sulla quale si affacciano le case d'Euclione e Magadoro.

TEMPO: non è specificato ma sicuramente è ambientato nel III / II secolo a.C. (periodo in cui                 Plauto vive)

LUOGO E DATA DI PUBBLICAZIONE: Milano ottobre 2001.

CASA EDITRICE: Bur

PERSONAGGI

Euclione (vecchio padrone con il tesoro. È il personaggio centrale del racconto, è un uomo molto avaro e con il ritrovamento della pentola lo diventerà sempre di più).

Feria (lia d'Euclione)

Stafilia (la serva d'Euclione)

Megadoro (vecchio ricco vicino di casa d'Euclione)

Eunomia (sorella di Megadoro)

Liconide (lio d'Eunomia.) Il ricco giovane, in lui vediamo il passaggio dalla gioventù alla vita adulta. Infatti, ammette  che pur avendo violentato Feria durante le feste di Cerere è pronto a sposarla e a diventare padre)

Stròbilo (servo di Liconide)

Pitodico (servo di Megadoro)

Licònide (innamorato della lia d'Euclione)

Antrace (cuoco)       

Congrione (cuoco)

Frigia (suonatrice di flauto)

Eleusia (suonatrice di flauto)


TRAMA

Il vecchio avaro Euclione ha trovato sotterrata in casa sua una pentola con un tesoro. Sotterratala di nuovo veglia morbosamente su di essa: sospetta che chiunque gliela potesse rubare, compresa la vecchia serva Stafila, ma in realtà tutti lo credono molto povero, e nessuno sospetterebbe la sua ricchezza.




Il vecchio vicino di casa Megadoro, spinto dalla sorella Eunomia decide di sposarsi per avere un erede: egli chiede la mano di Fedria, lia di Euclione, e con gran piacere del suo padre disposto a prenderla senza dote.

Strobilo, servo di Megadoro, su ordine del padrone porta la spesa, i cuochi e le suonatrici di flauto affittate al Foro ad Euclione. Questi, nel frattempo, tornato dal mercato, dove aveva acquistato solo incenso e corone di fiori in onere del Lare familiare, perché tutto il resto gli appare troppo caro,trova un gran trambusto in casa sua, e udendo i cuochi parlare di una grossa pentola, è terrorizzato. Così caccia via i cuochi e permette loro di rientrare solo dopo aver dissotterrato la pentola e averla presa con sé per poi sotterrarla nuovamente.

Strobilo, servo di Liconide,  si reca a casa di Euclione su ordine del padrone, per osservare la situazione e , degli avvenimenti. Egli vede così Euclione che sotterra la pentola ed entra nel tempio per rubarla ma èsorpreso dal vecchio che lo caccia via. Il servo però continua ad osservarlo e scopre dove egli si appresta a nasconderla: un bosco di là dalle mura.

A casa di Megadoro, Fedria partorisce il lio di Liconide, nipote di Megadoro, che l’aveva violentata mentre era ubriaco. Liconide decide di confessarlo ad Euclione, ma nel frattempo il vecchio ha scoperto il furto della pentola e travisa le parole del giovane pensando che confessi proprio il furto. Strobilo, però, confessa tutto al padrone che gliela fa  restituire. Liconide ottiene così la mano di Fedria.



COMMENTO

Ho trovato questa commedia piacevole e veloce da leggere. La sua ironia mi è piaciuta e i personaggi e le vicende sono reali. Le vicende sono strutturate bene anche se la trama è un po’ scontata. Sono originali gli intrecci e gli equivoci che nascono tra i personaggi. Il linguaggio è comico e sono inserite anche battute più volgari che alleggeriscono il discorso. Credo che l’autore abbia scritta questa commedia per mostrare al pubblico i difetti dell’uomo e, anche qualche pregio.










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