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IL RITRATTO DI GIUGURTA



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IL RITRATTO DI GIUGURTA

Strutturalmente omologo al ritratto di Catilina della precedente monografia, il ritratto di Giugurta precede la narrazione dei fatti. Ma mentre di Catilina è subito dipinta la personalità vigorosa e affascinante, della grandezza di Giugurta si hanno inizialmente pochi indizi. A parte gli ingredienti topici della prestanza fisica e della giovinezza "sportiva". L'eccezionalità del personaggio e piuttosto desumibile, indirettamente, sia dall'angoscioso presentimento di Micipsa che ne apprezza le doti ma teme per i li in tenera età, sia dal favore di cui gode presso i Numidi che vedono nel giovane il leader carismatico.

Mentre la caratterizzazione di Catilina è data, quella di Giugurta è da costruire desumendone i tratti dai vari comportamenti:" Di Catilina abbiamo un ritratto, di Giugurta uno spiegarsi dinamico dell'ethos attraverso le azioni".


Costui, divenuto un giovane prestante e di bell'aspetto, ma soprattutto ragguardevole per intelligenza, non si lasciò corrompere dai piaceri e dall'ozio, ma, secondo gli usi della sua gente, cavalcava, lanciava il giavellotto, gareggiava con i coetanei nella corsa: e, benché eccellesse su tutti, a tutti, nondimeno, era caro. Dedicava, inoltre, la maggior parte del suo tempo alla caccia, era il primo o fra i primi a colpire il leone e simili fiere: quanto più agiva, tanto meno parlava di sé. Dapprima Micipsa era stato lieto di tutto questo, pensando che dal valore di Giugurta sarebbe venuta gloria al suo regno; tuttavia, vedendo il prestigio di quel giovane aumentare sempre più, mentre lui era già anziano e i suoi li ancora piccoli, cominciò a preoccuparsi gravemente di tale fatto, rivolgendo in sé mille pensieri. Lo atterriva la natura umana, avida di potere e pronta a soddisfare le proprie passioni, e inoltre l'opportunità della sua età e di quella dei suoi li, adatta a traviare, con la speranza di un facile successo, anche gli uomini meno ambiziosi; lo atterriva, infine, il forte affetto dei Numidi per Giugurta, che gli faceva temere l'insorgere di una rivolta o di una guerra civile, se avesse ucciso con l'inganno un tale uomo.




LA CONGIURA DI CATILINA (62 a.C.)

Catilina: politico romano. Sconfitto da Cicerone per il consolato del 63, presentò per il 62 un programma estremista che faceva leva sugli scontenti e gli indebitati. incontrò l'opposizione senatoria e ordì una congiura, denunziata, grazie ad una delazione, da Cicerone. condannato a morte, Catilina fuggì ma fu sconfitto con i suoi e ucciso in Etruria.







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