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LA MORTE DI EURIALO E NISO



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LA MORTE DI EURIALO E NISO

'Intanto trecento cavalieri mandati avanti dalla città Latina, mentre l'altra legione indugia schierata e distesa sul campo, portavano la risposta a Turno, guidati da Volcente. Avanzavano nella agli accampamenti e sotto le mura, quando vedono quelli da lontano girando (che girano) varso la sinistra, e l'elmo tradisce l'incauto Eurialo nell'ombra rischiarata dall notte, e rifulge posto di fronte ai raggi. Non invano fu visto dalla schiera. Grida Volcente: <<Fermatevi, oh uomini; qual'è la causa della vostra strada? Chi siete voi armati? Verso dove tenete la strada (state andano)>>?

Ma quelli non andarono incontro, ma accellerarono la fuga nella selva e confidavano nella notte. Si slanciano i cavalieri ai passaggi conosciuti da ogni parte e coronano (circondano) di un custode ogni passaggio. La selva era irta di cespugli e di nero leccio (neri lecci), che folti rovi avevano riempito da ogni parte; per la nascosta pista rilucieva qualche sentiero (nel senso che in alcuni sentieri oscuri, a tratti rilucevana il riflesso dell'elmo di Eurialo)

L'oscurità del bosco e la preda abbondante e il timore gli fa sbagliare strada. Niso va via, dimenticandosi dell'amico aveva evitato i nemici e i luoghi; che dopo dal nome di Alba, furono detti Albani (allora il re latino aveva alti pascoli) quando si fermò e invano cercò di guardare (trovare) l'amico mancante: <<Oh, infelice eurialo, per quale ragione ti ho lasciato? Per dove ti cercherò? Ripercorre tutta l'intricata strada della ingannatrice selva e nello stesso tempo rifà le orme atttentamente scrutate e vaga tra i cespugli silenziosi. Sente i cavalli, sente le grida, e i segnali degli inseguitori; non passo molto tempo quando un clamore arriva alle orecchie (-), che ormai tutto lo schieramento nemico lo rapisce (In questo momento Virgilio descrive Eurialo circondato dai nemici) sopraffatto per l'inganno dei luoghi e della notte, e che tenta invano molte uscite (molte vie) essendoci l'improvviso assalto impetuoso. Cosa dovrebbe fare? Con quale forza, con quale armi, dovrebbe osare salvare il giovane? Forse dovrebbe gettarsi pronto a morire in mezzo alle spade per cercare una bella morte per vi delle ferite.



Rapidamente ritratto il braccio e vibrando l'asta guardando l'alta luna prega così con la voce: <<Tu, dea, tu Latonia, custode dei boschi, decoro degli astri soccorri la nostra fatica. Se il Irtago ha offerto alcuni doni a mio favore sui tuoi altari, se io stesso ho aggiunto alcuni doni a te, con le mie cagioni, ho infissi al sacro frontone, permetti che io possa turbare questa schiera e guida i miei dardi per l'aria.

(Così) aveva detto , e appogiandosi su tutto il corpo lanciò il ferro: l'asta volando nella notte fende le ombre della notte e viene contro il petto di Sulmone e lì si ruppe, e con il legno spezzato trage il cuore. Vomitando dal petto un fiume di sangue caldo e con lunghissimi sussulti, ormai cadavere,agita i fianchi.








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