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Lucrezio (98/94-55/51 a.c)

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Lucrezio (98/94-55/51 a.c)


Vita

Lucrezio nacque nei primi anni del I secolo a.C. in Campania e morì fra il 55 e il 51 a.C. Alcune informazioni della sua biografia ci giungono da Girolamo, il quale sostiene che Lucrezio impazzi dopo l'assunzione di un filtro amoroso e che si suicidò a 44 anni. In realtà queste accuse di follia sono frutto di una proanda anti - lucreziana nata in ambiente cristiano, al fine di screditare la dottrina antireligiosa del poeta. Si pensa che la sua formazione sia avvenuta presso il circolo epicureo di Filodemo a Ercolano.


Opere 

De Rerum Natura (6 libri divisibili in diadi per argomentazione): Nel I libro Lucrezio spiega l'essenza materiale delle cose. Descrive la teoria degli atomi che, muovendosi nel vuoto e aggregandosi danno origine alle cose e disgregandosi ne provocano la distruzione. Con il II libro spiega il movimento eterno degli atomi in grado di deviare leggermente dalla traiettoria compiendo svariate aggregazioni dando vita agli esseri viventi. Nel III libro c'è la descrizione dell'anima (sensibilità diffusa in tutto il corpo) e animus ( sede della ragione e dei sentimenti e sta nel petto). Con il IV libro egli spiega come il corpo emani delle immagini "simulcra"che danno luogo alle sensazioni e ai sogni che degenerano in paure, incubi e "follia" dell'amore. Il V libro parla della formazione del cosmo che non si è creato grazie all'intervento divino. In fatti esso è costituito da atomi e come l'uomo arriverà all'autodistruzione anche l'universo farà lo stesso. Il VI libro fornisce la spiegazione scientifica dei fenomeni meteorologi e naturali (tuoni, fulmini e terremoti)escludendo in essi l'intervento divino.          




Aspetti di Lucrezio e la filosofia epicurea

Lucrezio instaura una polemica contro i valori contemporanei della società romana come il lusso e il potere. L'accusa contro il potere è espressa con un tono ed un linguaggio che dovevano suonare esplicitamente offensivi per la società romana. Egli parla degli uomini che si arricchiscono con "il sangue dei concittadini".

La filosofia epicurea rappresentava per Lucrezio l'unica via di scampo al "tempus iniquum" della sua patria. Essa minava le fondamenta ideologiche stesse dello stato romano: la condanna del potere e delle guerre, il disprezzo per la religione, l'invito a vivere nell' isolamento.

Questa filosofia era un vero e proprio attentato alla società romana che dimostrava una certa ostilità verso la dottrina epicurea nella quale riconosceva elementi potenzialmente corrosivi dell'ordine costituito.

Tuttavia Lucrezio non vuole parlare solo alla società romana, ma a tutta l'umanità.

A tutti è rivolto l'invito a superare le ansie del vivere: le parole che esprimono le inquietudini che affannano gli uomini, così come quelle che indicano nella paura della morte la causa di infelicità, o quelle che descrivono le sofferenze dell'amore hanno valenza universale. Le parti finali dei suoi libri sono caratterizzati da scene cupe e desolanti di disperazione, di follia e di barbarie.

Con l'aiuto della dottrina epicurea egli vuole convincere i lettori che è possibile, tramite la ragione, condurre un'esistenza più felice. Occorre che gli esseri umani imparino ad accettare la vita in tutte le sue parti, senza chiedere aiuto agli dei e guardando in faccia con coraggio la natura e le sue leggi, in quella condizione di equilibrio che dà loro la retta conoscenza delle cose. Quando poi sarà il momento di morire, essi si allontaneranno dalla vita senza protestare, come un "convitato sazio".

La conoscenza della natura libererà l'uomo dalle cause prime dell'angoscia e dell'infelicità che sono il timore della morte ed il timore degli dei.

La vita e la morte sono i due aspetti in perpetuo ciclo di aggregazione e di disgregazione; la morte non è una minaccia che proviene all'uomo dall'esterno, ma in quanto disgregazione di atomi, fa parte dell'esistenza stessa.

I sensi sono l'unica fonte di conoscenza, perché nulla esiste se non possiamo "sentirlo".

La consapevolezza che la morte fa parte della vita e che è cosa naturale permette all'uomo di superare la sua ansia e lo spinge a vivere mirando a ciò che è veramente essenziale come il godimento dei piaceri naturali, l'indifferenza al potere e alla ricchezza e il raggiungimento dell'atarassia. Con la ragione e la conoscenza si può vincere la paura della morte.

La filosofia epicurea dimostra che l'unica legge che regola la vita e la morte è quella della materia e che gli dei esistono ma vivono separati dal mondo e ad esso sono indifferenti, in una condizione di perfetta imperturbabilità.

Lucrezio afferma che gli esseri umani non sono stati creati da dio e che l'umanità si è evoluta grazie alle proprie forze sia in positivo sia in negativo (corruzione).

Per Lucrezio un'altra causa di infelicità dell'uomo civilizzato è l'amore, che a causa del progresso si è discostato dall'istinto erotico divenendo artificiosamente complicato, trasformandosi in passione, tenerezza e persino masochismo. Per l'autore bisogna invece amare con la guida della ragione.


Stile di Lucrezio

Lo stile di Lucrezio è caratterizzato da frequenti ripetizioni, nelle quali si è visto un segno di immaturità stilistica. C'erano le formule di transizione usate quando gli inviti all'attenzione fatte al lettore dovevano essere reiterati spesso e i termini tecnici della fisica epicurea dovevano restare fissi. Lucrezio dovette anche ricorrere alle perifrasi nuove,alle coniazioni e talora anche a calchi diretti dal greco. Infine nel linguaggio di Lucrezio sono presenti molti arcaismi,soprattutto aggettivi composti, e vocaboli poetici(sempre legati allo stile arcaico)che creava egli stesso,rivelando una propensione verso gli avverbi e le perifrasi.   






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