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MARZIALE



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MARZIALE


Marziale è contemporaneo e conterraneo di Quintiliano; è nato intorno al 40 d.C. ed è morto intorno al 100 d.C.( 104 d.C.) in Sna, a Bibilis ( vicino a Barcellona).

Studiò grammatica e retorica e si trasferì poi a Roma. Qui entra in contatto con Seneca, i Pisoni, Lucano( poeta rammentato da Dante, nipote di Seneca. Poesia epica); tutti costretti al suicidio dopo la congiura dei Pisoni. Marziale rimase senza protettori, senza sostegno economico e fu costretto a cercare aiuto e protezione presso le persone altolocate riducendosi a fare il cliens( ruotava intorno all’orbita di un signore benestante ricevendo benefici economici in cambio di elogi, ossequi e assicurandogli pubblicità). Questo atteggiamento ossequioso venne tenuto anche nei confronti degli imperatori della dinastia dei Flavi; fu uno dei pochi che celebrò anche le lodi di Domiziano. Ricevette un aiuto da questi imperatori, soprattutto dopo che nel 80 d.C. venne pubblicato il suo primo libro di epigrammi: “ Liber spectaculorum” ( o “ de spectaculis”). Componimenti scritti in occasione dell’inaugurazione dell’anfiteatro Flavio( sotto Tito); è una raccolta di epigrammi in cui si celebrava l’apertura della manifestazione e si descrivevano i giochi. Successivamente scrisse altri due libri di epigrammi: “Xenia”, “Apophoreta”.

Xenia sono i doni per gli ospiti; gli Apoforeta sono i doni da portare via. Gli epigrammi accomnano questi doni (componimenti d’occasione che dovevano accomnare i doni da inviare agli amici e quelli che il padrone di casa faceva ai suoi invitati). Gli epigrammi più famosi sono quelli scritti successivamente, raccolti in 11 libri; questi ebbero subito un grande successo e anche qualche invidia. Marziale non era però soddisfatto di fare sempre il cliente, si lamentava della confusione che c’era a Roma. A un certo periodo della vita decise di ritirarsi a Imola per stare più tranquillo, però la confusione di Roma gli mancava allora decise di tornarci.




Sotto i Flavi ebbe un certo aiuto, soprattutto ebbe il diritto del Ius Trium Liberorum; venivano dati degli aiuti economici a chi aveva più di tre li. Questo diritto, emanato da Augusto, divenne però con il tempo una scusa poiché venivano dati aiuti anche a chi non aveva li( Marziale). Venne anche eletto tribunus militum, anche se in realtà non lo fece.

Dopo la morte di Domiziano si ebbero gli imperatori Nerva e  Traiano. Marziale cominciò a ossequiare anche loro nella speranza di ottenere privilegi, ma non fu così. Forse perché si era compromesso elogiando Domiziano, si era alienato così le simpatie dei nuovi imperatori. Decise allora di tornare in Sna, a Bibili; qui poté risolvere i problemi economici sposando Marcella, una ricca vedova. Era destino che non fosse mai soddisfatto, cominciò a mancargli l’ambiente, la confusione di cui si era sempre lamentato.

Abbiamo di lui 15 libri di epigrammi: “ Liber de spectaculorum”, “Xenia”; “Apophoreta”, raccolta degli 11 libri di epigrammi a cui aggiunse un dodicesimo dopo il suo ritorno in Sna.








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