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MENAECHMI



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MENAECHMI


Tito Maccio Plauto, ”Menaechmi”, Oscar Mondatori, pp. 111, euro 8,40


IL libro “Menaechmi” narra degli equivoci dovuti all’incredibile somiglianza di due gemelli, Menecmo I e Menecmo II, separati fin dalla fanciullezza

Un mercante di Siracusa smarrisce a Taranto uno dei due li gemelli, Menecmo, e ne muore. Questi, allevato da un ricco mercante di Epidamno, vive ora diviso tra la moglie gelosa e la meretrice Erozio. Ma ecco che giunge a Epidamno il gemello MenecmoII,che va alla sua ricerca.Prima però che i due s’incontrino e si riconoscano,si ha una lunga e complicata serie di equivoci, perché i due fratelli eguali di nome e d’aspetto,vengono continuamente scambiati l’uno con l’altro.

Il riconoscimento dei due gemelli avviene grazie al servus callidus(Messenione).

Questa è appunto chiamata commedia degli equivoci ed è scritta con un linguaggio popolare.




Possiamo mettere a confronto “ menaechmi” con un’altra commedia Plautina “Amphitrùo”, che anch’essa narra dello scambio di persona.

In “ Menaechmi” il tema principale è quello dei Simillimi,e in “Amphitrùo” è quello dello sdoppiamento dell’io.

Nel libro c’è la presenza di parodie,doppi sensi e giochi di parole.

La commedia mi è sembrata abbastanza divertente, ma poco interessante, soprattutto per la trama, a mio parere, troppo scontata. La lettura è stata scorrevole e veloce, anche grazie alle numerose note riportate.








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