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Nominativo



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Nominativo

Il nominativo con l’infinito

Si parla di nominativo con l’infinito quando il predicativo del soggetto di un verbo copulativo, anziché essere un nome (videris beatus), è costituito da un infinito:

- quello del verbo sum + nome del predicato in nominativo

- infinito di qualsiasi verbo

Si tratta di un costrutto che interessa videor e altri verbi.


Il verbo videor

Costruzione personale




1)Con il doppio nominativo

ES: Haec tibi ridicola videntur     Queste cose ti sembrano ridicole

2)Con il nominativo + infinito

ES: Omnibus videris beatus esse    A tutti sembra che tu sia felice

Marcus tibi videtur errare A te sembra che Marco sbagli


Costruzione impersonale

Videor si trova anche usato alla terza persona singolare: ciò accade in alcune locuzioni incidentali, del tipo ut videtur (come sembra) e quando videor si comporta come verbo apparentemente impersonale. Ciò si verifica quando ha valore deliberativo (sembrar bene, opportuno) o si trova unito ad un aggettivo neutro, oppure quando è seguito da un verbo o da una forma impersonale.

ES: Coniurati, paratis, ut videbatur, magnis copiis . I congiurati, dopo aver preparato,

come sembrava, grandi truppe .

Nunc mihi est visum de senectute aliquid ad te conscribere

Ora mi sembra giusto scriverti qualcosa sulla vecchiaia

Mihi videtur de genere belli esse dicendum

Mi sembra che si debba dire del tipo di guerra


Altri verbi col nominativo + infinito

Come videor sono costruiti personalmente anche:

- i verbi appellativi (appellor, nominor)

- elettivi (creor, fio, eligor)

- estimativi (habeor, ducor, existimor)

- i verba dicendi usati al passivo

ES: Romulus optimum augur fuisse traditur Si tramanda che Romolo fosse un ottimo

augure

Questi verbi si trovano anche costruiti impersonalmente, seguiti da un’infinitiva:

- con la 3 persona singolare passiva o con la 3 plurale attiva

V enivano usati con la costruzione personale i verbi iubeo, veto, prohibeo, cogo, sino, usati alla forma passiva.

ES: Anthiocus Tauro tenus regnare iussus est Ad Antioco fu ordinato di regnare fino

al monte Tauro

Genitivo

Genitivo soggettivo e oggettivo

Si definisce soggettivo il genitivo che esprime l’agente dell’azione

ES: labor servorum    il lavoro degli schiavi(ovvero gli schiavi fanno fatica)

Si definisce oggettivo il genitivo che esprime l’oggetto del processo verbale

ES: conditor urbis il fondatore della città(ovvero l’uomo che fonda la città)

Nota: i genitivi mei, tui, sui, nostri e vestri del pronome personale e riflessivo sono sempre oggettivi: il genitivo soggettivo viene espresso con gli aggettivi possessivi in funzione attributiva.


Funzioni minori:
- appartenenza: esprime l’idea di appartenenza sia in senso proprio che urato
- possesso: precisa a chi appartiene una persona o una cosa
- epesegetico: indica a quale categoria, specie o insieme va riferito un nome; si trova spesso unito agli ablativi causa e gratia per indicare il fine di un’azione

- qualità: indica le qualità di una persona;vanno riferite al genitivo di qualità anche le locuzioni del tipo huius (eius) modi ”di questo tipo”, huius (eius) generis ”di questo genere”.

- di età: usato soprattutto in espressioni del tipo puer decem annorum “un ragazzo di 10 anni”

- di misura: usato in espressioni come classis ducentarum navium una fotta di 200 navi

- che segue una locuzione di tempo in sintagmi come pridie eius diei il giorno precedente

oppure post diem tertium eius diei tre giorni dopo

ES: Cimon, Miltadis filius, Atheniensis

Cimone, lio di Milziade, ateniese

Vulgare amici nomen sed rara est fides

E’ comune il nome di amico, ma rara la lealtà

C.Volusenus, tribunus militum, vir et consili magni et virtutis

Gaio Voluseno, tribuno militare, uomo di grande senno e valore


Genitivo di pertinenza

Indica la persona a cui tocca il dovere di fare qualcosa; è sempre usato in funzione predicativa col verbo sum e si rende con espressioni del tipo “è proprio di”, ”è dovere di”.

ES: Cuiusvis hominis est errare, nullius nisi insipientis perseverare in errorem

E’ proprio di qualunque uomo sbagliare, di nessuno, se non dello stolto, perseverare          nell’errore



NB: quando la persona a cui tocca il dovere di fare una cosa dovrebbe essere indicata con un pronome personale, questo è sostituito da un possessivo nominativo neutro.

ES: Meum est = è compito mio

Suum est (solo quando il pronome è riflessivo; altrimenti si usa eius est, eorum est)

È compito suo, di loro

Genitivo partitivo

Indica il tutto di cui viene presa solo una parte. Può determinare nomi, aggettivi, pronomi o avverbi che esprimono quantità come pars, multitudo, plerique, milia, quis?, multum aliquid .

ES: Satis eloquentiae, sapientiae parum Abbastanza eloquenza, poca saggezza

*viene usato come termine di relazione del superlativo relativo

ES: Iugurtha, homo omnium sceleratissimus Giugurta, l’uomo più scellerato di tutti

*valore partitivo ha anche il genitivo che specifica avverbi di luogo o di tempo come ubi (stato), quo (moto a), eo .

Nel latino postclassico è comune il costrutto: avverbio di moto a luogo + genitivo di un nome astratto, ad esempio eo amentiae pervenit ut “giunse a tal punto di pazzia che”.

Verbi di stima

I verbi aestimo, existimo, habeo, puto, duco, facio, se accomnati da un avverbio di quantità al genitivo (magni, parvi, minoris, pluris, tanti, minimi, maximi), assumono il valore di stimare; al passivo di essere stimato. Il verbo sum prende quello di valere, contare.

ES: Voluptatem virtus minimi facit La virtù non stima per nulla il piacere

Verbi di memoria

Si può trovare il genitivo dopo i verbi memini, reminiscore obliviscor; quando l’oggetto è rappresentato da un aggettivo o pronome neutro si trova sempre in accusativo.

Verbi di accusa e condanna

Accuso, insimulo, arguo = accusare, arcesso = porto in giudizio, convinco = dimostro la colpevolezza, damno, condemno, absolvo = condannare/assolvere, sono seguiti dal genitivo indicante la colpa.

ES: Nicomedes furti damnatus est Nicomede fu condannato per furto

*de repetundis per malversazione

*damnare capitis condannare a morte

Verbi di pienezza, abbondanza e privazione

Alcuni verbi di abbondanza (impleo, compleo, repleo), di bisogno (egeo, indigeo) sono talvolta seguiti dal genitivo.

Verbi e aggettivi che esprimono dominio

Si trova il genitivo dopo gli avverbi compos e impotens, con il verbo potior nell’espressione potiri rerum “impadronirsi del potere”; negli altri casi potior è costruito con l’ablativo.

Genitivo con interest e refert

I verbi impersonali interest e refert significano importare, interessare e sono costruiti con il genitivo della persona a cui interessa qualcosa (la cosa viene invece espressa con un pronome neutro), con un infinito o con una soggettiva (infinitiva, completava ut/ne + congiuntivo o interrogativa indiretta).

ES: Interest omnium recte facere A tutti importa agire bene

*quando la persona a cui importa qualcosa è rappresentata da un pronome personale vengono usate le forme del possessivo mea, tua, nostra, vestra. Per la terza persona è usato sua solo con valore riflessivo altrimenti si trovano eius, eorum, earum .

ES: Magni mea interest hoc tuos omnes scire Mi interessa molto che tutti i tuoi amici sappiano questo

*per esprimere quanto importi qualcosa si usano gli avverbi di quantità (multum, maxime, nihil) o avverbi con la terminazione al genitivo, come per i verbi di stima.

Nota: a tutti noi, a tutti voi importa si diceva omnium nostrum, vestrum


Dativo

Funzione di termine

Indica il destinatario dell’azione espressa dal verbo. Si trova dopo i verbi che significano:

*dare, donare, affidare (do, dono, committo, credo, tribuo); restituire (reddo, restituo); togliere, portar via (aufero, adimo, eripio)

*dire, narrare, rispondere(dico, narro, nunzio, respondeo); promettere (promitto, polliceor); mostrare (ostento, mostro)

ES: Tullius salutem dicit Terentiae suae Tullio saluta la sua Terenzia

Nota: verbi come circumdo, induo, exuo, venivano costruiti col dativo di termine. Ad esempio circumdare murum urbi = circondare la città con le mura

Alcuni verbi come mitto, scribo, respondeo, oltre che col dativo sono costruiti con ad + accusativo

Il verbo dono ammette due costruzioni:donare aliquid alicui /donare aliqua re aliquem

ES: Thessalicae civitates liberos Pelopidae multo agro donarunt Le città della Tessaglia donarono ai li di Pelopida molto terreno

Questa costruzione si trova anche coi verbi circumdo, induo e intercludo.

Funzione di attribuzione e interesse

Verbi e aggettivi che indicano sentimenti

*auxilior, succurro, subvenio; proficio, prosum, satisfacio = giovare; bene facere; placeo, bene, dicere, granulari; plaudo; assentior, blandior = adulare, blandire; fido, confido; noceo, obsum, insidior, male facere; minor, monitor = minacciare; invideo; obtrecto, male dicere; displiceo; diffido.

ES: Succurrit inimicus illi Vorenus et laboranti subvenit Lo soccorse il nemico Voreno e portò aiuto a lui che era in difficoltà.

Tibi gratulor mi congratulo con te

*ignosco, parco = perdonare risparmiare; indulgeo; tempero = frenarsi; irascor, succenseo. ES: Egomet mihi ignosco Io perdono a me stesso



*provideo, consulo;medeor=curare;suadeo, persuadeo.

ES: Qua re, patres conscripti, consulite vobis Perciò, senatori, provvedete a voi stessi

*aggettivi : utilis, inutilis, salutaris, noxius, amicus, inimicus, benevolus, malevolus, propitius, invisus

Verbi che indicano superiorità e inferiorità

Si trova il dativo dopo verbi che indicano in quale rapporto si trova una persona nei confronti di un’altra (impero, pareo; oboedio; servio; presto, praesum, excello = essere superiore)

Verbi e aggettivi che indicano disposizione, interesse, attitudine

Studeo = occuparsi di, essere interessato a; aptus, idoneus, accomodatus, propensus, proclivis.

ES: Vercingetorix in primis equitatui studet Vercingetorige per prima cosa si occupa della cavalleria

Verbi e aggettivi che indicano associazione, vicinanza, somiglianza

Associazione: iungo, coniungo, particeps, communis, conveniens, congruens.

Vicinanza: vicinus, finitimus, propinquus, proximus.

Somiglianza: similis, dissimilis, par, impar.

Espressioni impersonali che indicano un avvenimento o una condizione

Sono seguite dal dativo espressioni che significano accadere (accidit, contingit), piacere e dispiacere (placet, displicet), essere lecito, necessario (licet, convenit, bene/male est, opus est, nocesse est).

Il verbo nubo: significa sposarsi con (detto della donna), è accomnato da un dativo di interesse

ES: Haec mulier Oppianico nupsit Questa donna sposò Oppianico

Sposarsi con (x l’uomo) si diceva ducere aliquam uxorem.

Passivo impersonale

Verbi come invideo, persuadeo, consulo, succurro, sono intransitivi, esigono che l’oggetto a cui è indirizzata l’azione venga espresso in dativo e non ammettono la forma passiva (tranne quella impersonale). In italiano invece sono transitivi.

ES: mihi invidetur io sono invidiato

Multis propter sapientiam, multis propter iustitiam invidetur Molti sono invidiati x la saggezza, molti x la giustizia.

NB: Mihi persuasum est = sono persuaso     mihi persuadetur = vengo persuaso mihi persuasum fuit = sono stato persuaso

Costrutti particolari

Dativo di possesso: in unione col verbo sum indica la persona a cui appartiene una cosa

ES: Est locus uni cuique suus Ciascuno ha il suo posto

*le espressioni mihi nomen/cognomen est possono essere seguite dal nominativo e dal dativo

ES: Publio Scipioni Africano cognomen ex virtute fuit Publio Scipione fu soprannominato Africano per il suo valore

Dativo di vantaggio e di svantaggio: indica a vantaggio o a svantaggio di chi si verifica l’azione espressa dal predicato.

ES: Aliquid temporis tui sume etiam tibi Un po’ del tuo tempo prendilo anche x te

Dativo d’agente: è il dativo che accomna la perifrastica passiva.

ES: Caesari omnia uno tempore erant agenda Cesare doveva fare tutte le cose contemporaneamente.

Dativo di fine: viene usatoper esprimere il fine o l’effetto dell’azione.

ES: Caesar quae ad oppugnandum usui erant are coepit Cesare cominciò a preparare ciò che era utile all’assedio

Non vitae sed scholae discimus impariamo non per la vita ma per la scuola

Il complemento di fine si può esprimere con ad+accusativo o con genitivo + causa/gratia.

Doppio dativo: dativo di fine + dativo di vantaggio. Si trova in dipendenza da verbi come do, tribuo, mitto, venio, sum.

ES: T.Labienus decimam legionem subsidio nostris misit Tito Labieno mandò la decima legione in aiuto ai nostri

Cupiditates certoum hominum impedimento mihi fuerunt I desideri di certe persone mi furono di ostacolo


Accusativo

L’accusativo è il caso dell’oggetto diretto; non sempre l’uso latino corrisponde a quello italiano: molti verbi latini transitivi sono intransitivi in italiano. Ad esempio:

*iuvo, adiuvo: giovare a, piacere, aiutare

ES: Non omnes arbusta iuvant humilesque myricae Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici

Iuvo nell’accezione di “è bello” è usato come verbo apparentemente impersonale.

ES: Iuvat integros accedere fontes atque haurire. Iuvat novos decerpere flores

E’ bello avvicinarsi a intatte sorgenti e attingervi. E’ bello cogliere fiori novelli

*spero, despero: sperare, disperare

ES: Huius salus desperanda est Si deve perdere la speranza nella sua salvezza

*deficio: venir meno, abbandonare

ES: Hostes res frumentaria deficere coepit Ai nemici cominciarono a mancare le vettovaglie

*fugio, efio: sfuggire a, evitare

ES: Themistocles non effugit civium quorum invidiam Temistocle non sfuggì all’invidia dei suoi concittadini

*ulciscor: vendicarsi di; abdico rinunciare a; sequor, subsequor: tener dietro a; maneo: aspettare

ES: Statuerunt istius iniurias ulcisci Stabilirono di vendicarsi delle offese di costui

Accusativo con i verbi di movimento

I verbi di movimento composti da un verbo intransitivo (eo, venio, curro) e da un preverbo costituito da una preposizione seguita dall’accusativo come trans, circum, ad, in, ante, esigono un oggetto diretto all’accusativo.

ES: Ea pars nondum lumen transierat Quella parte non aveva ancora attraversato il fiume

Accusativo con i verba affectuum



Si trova l’accusativo in dipendenza da verbi come doleo, maereor, queror, gratulor, indignor, deploro, rideo, derideo, ludeo, stupeo.

ES: Non adflictam regiam condicionem dolebam Non mi dolevo dell’infelice condizione del re

Questi verbi (sia di movimento che affectuum) sono considerati transitivi e ammettono la forma passiva.

*anche verbi come oleo, redoleo (mandare odore); sapio, resipio (aver sapore di); sitio (aver sete di), sono costruiti con l’accusativo.

ES: Lucius sanguinem nostrum sitiebat Lucio era assetato del nostro sangue

Accusativo dell’oggetto interno

Alcuni verbi intransitivi ammettono un oggetto in accusativo purchè questo derivi dalla stessa radice del verbo (es: vivere vitam)

ES: Istam pugnam pugnabo Combatterò questa battaglia

*ire viam intraprendere una strada

Accusativo alla greca

Una forma particolare di accusativo di relazione è quella che viene usata per determinare un aggettivo o un verbo intransitivo.

ES: Longos turbata capillos Coi lunghi capelli scompigliati

Accusativo avverbiale

Molti avverbi di quantità (multum, paulum, tantum, plus, minus) in origine erano accusativi neutri usati per determinare un verbo. Altri sono: nihil, primum, ultimum, extremum, postremum, plerumque, iterum e tutti gli avverbi in e derivati da aggettivi della seconda classe.

ES: Bis terve summum Due o tre volte al massimo

A questa categoria si possono riportare alcune locuzioni in cui compaiono accusativi come partim, magnam (maiorem, minorem) partem, vicem meam (= per parte mia, al posto mio), id aetatis, id temporis, id genus .

ES: Quos ego id temporis venturos esse praedixeram Io avevo preannunciato che quelli sarebbero venuti in quel momento

Accusativo con i verbi impersonali

Miseret, paenitet, piget, pudet, taedet

Miseret = provare compassione, paenitet = pentirsi, piget = dispiacersi, pudet = vergognarsi, taedet = annoiarsi, sono costruiti con l’accusativo della persona che prova il sentimento e con il genitivo della cosa che determina il sentimento (con il nomin./acc. se la cosa è un pronome neutro).

ES: Me non paenitet consilii mei Non mi pento della mia decisione

Eos puduit Loro si vergognarono

Id Marcum pigebat Marco si dispiaceva di ciò

*nella perifrastica passiva la persona è in dativo

*quando la persona è rappresentata da un pronome personale di terza persona l’accusativo del pronome riflessivo viene usato solo nelle subordinate quando si riferisce al soggetto della reggente. Negli altri casi si usa is o ille.

ES: Dicit se paenitere Dice di pentirsi

Eum paenitet Si pente

*la cosa che provoca il sentimento può essere espressa anche da un infinito, da una completava introdotta da quod + indic./cong., da un’infinitiva.

*in unione con i verbi servili il verbo impersonale va all’infinito e il servile assume la forma impersonale

ES: Eos taedere solet Sono soliti annoiarsi

Se il verbo servile è un verbo di volontà resta costruito personalmente ed è seguito da un’infinitiva o da una completiva costruita con ut/ne + cong.

*per esprimere un’esortazione si usa il congiuntivo esortativo.

Decet, fallit, fugit, iuvat, praeterit .

Questi verbi vogliono l’accusativo della persona, insieme a latet e dedecet.

Si trovano costruiti personalmente con il soggetto alla terza persona.

ES: Te non citharae decent A te non si addicono le cetre.

Doppio accusativo

Alcuni verbi oltre all’oggetto diretto ammettono anche un accusativo di relazione.

*Doceo = insegnare, celo = nascondere:

Nella forma attiva si trovano costruiti con l’accusativo della persona e della cosa

ES: Quid nunc te, asine, litteras doceam? Perché ora asino dovrei insegnarti a leggere?

Nella forma passiva solo celo ha una costruzione personale: la cosa è espressa con de + ablativo o con un pronome neutro.

ES: Id Alcibiades celari non potuit    Alcibiade non potè essere tenuto all’oscuro di ciò

*verba rogandi:

Posco, reposco, flagito (chiedere, reclamare, chiedere con insistenza) sono costruiti con l’accusativo della persona e della cosa e al passivo ammettono la costruzione personale.

ES: Cotidie Caesar Aeduos frumentum flagitare Ogni giorno Cesare chiedeva con insistenza il frumento agli Edui

*oro, rogo, interrogo + acc della cosa o della persona:

ES: Id te oro Di questo ti prego

Con rogo si ha il doppio accusativo nell’espressione “aliquem rogare sententiam” (= chiedere un parere a qualcuno).

*peto, quaero:

I due verbi più usati per esprimere l’idea di chiedere sono peto (chiedere per avere) e quaero (chiedere per sapere). Petere aliquid ab aliquo, quaerere aliquid ex/ab aliquo.

L’oggetto di peto può essere rappresentato da una completiva costruita con ut/ne + cong., quello di quaero da un’interrogativa indiretta.

ES: A vobis, patres conscripti, peto ut benigne me audiatis Vi chiedo, senatori, che mi ascoltiate con benevolenza.

Quaerit ex proximo vicino num feriae essent Chiese al più vicino se fosse vacanza

Peto e quaero + accusativo prendono diversi significati: petere urbem “avvicinarsi alla città”, petere consolatum “aspirare al consolato”, quaerere salem, aquam . “cercare sale, acqua . ”

*cogo, moneo, accuso + accusativo

ES: Ego hoc cogor    Io sono costretto a ciò







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