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Catone

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Catone

5.1 L'annalistica in lingua greca

Verso la fine del III sec. a.C. si ebbero le prime forme di opere annalistiche da parte di Quinto Fabio Pittore e Cincio Alimento. Di queste opere non abbiamo molti dati, ma possiamo affermare che l'opera più importante è quella di Quinto Fabio Pittore (Annales).

La narrazione negli Annales parte da Enea fino a giungere agli avvenimenti  della seconda guerra punica (217 anno della sconfitta subita dai Romani a Canne). Fabio Pittore scrive la sua opera in greco, ma probabilmente in passato ne esisteva un'altra versione in latino; questi scrive la sua opera per motivi proandistici infatti occorreva prevenire le accuse di espansionismo imperialistico provenienti dal mondo greco.

Parlando di Cincio Alimento si può dire che narrò la storia di Roma fin dalle origini fino alla seconda guerra punica e la sua opera aveva gli stessi motivi di quella di Fabio Pittore, l'unica notizia pervenutaci di lui è quella secondo la quale fu catturato dai Cartaginesi ed ebbe un colloquio con Annibale.




5.2 L'oratoria in Roma

Fin dall'antichità a Roma la politica e l'oratoria dovevano avere un gran legame, infatti le decisioni principali venivano prese in assemblea attraverso discorsi e orazioni. Sicuramente l'oratore più insigne dell'età arcaica è Marco Porcio Catone che fu anche il primo a scrivere e a far pubblicare i suoi discorsi trasformando l'oratoria in un vero e proprio genere letterario.


5.3 Catone

5.3.1 La vita e le opere

Catone era soprannominato il Censore per la sua severità e su di lui possediamo fonti abbastanza ampie attraverso una biografia di Cornelio Nepote e a delle altre opere di Tito Livio e  Cicerone.

Catone visse nel periodo della guerra romana contro Cartagine e fu protagonista sia politicamente che nella storia della letteratura latina. Catone nasce nel 234 a Tusculum (Frascati) e durante l'adolescenza si occupava dei campi e delle coltivazioni della famiglia. Successivamente fu arruolato soldato e combatté contro Annibale nella battaglia del Metauro. Finita la guerra si dà alla politica:

199 Edile della plebe

198 Pretore in Sardegna

195 Console viene incaricato  di portare a termine alcune operazioni di guerra in Sna per le quali sarà poi portato in trionfo

191 incaricato di una missione diplomatica ad Atene decide di parlare in Latino con l'aiuto di un interprete anziché in greco

190 accusa un legato filoellenico del partito di Scipione dando così inizio ai processi contro l'aristocrazia romana

187 Catone costringe i tribuni della plebe a mettere sotto accusa Publio Cornelio L'Africano e suo fratello Lucio i quali però sfuggono alle accuse e però si ritirano in esilio volontario

184 Diviene censore e proprio per la sua eccessiva severità venne messo sotto accusa per 40 volte e seppe sempre difendersi

La posizione politica di Catone era dalla parte del ceto dei possidenti e contro la nobilitas filoellenica . Nonostante il suo volere di calma nella politica estera sospinge alla guerra contro Cartagine per motivi economici poiché l'olio africano ne aveva fatto crollare il prezzo riducendo molto i suoi guadagni. Morì nel 149 tre anni prima della completa distruzione di Cartagine.

5.3.2 Le orazioni

Catone si dedicò all'oratoria fin dalla giovinezza però il suo più antico scritto in nostro possesso risale al 195 anno del suo consolato. Catone usava l'oratoria sia per la politica che per le cause giudiziarie e nel suo pensiero c'era l'assoluta importanza dei contenuti e la noncuranza della forma. Ad una prima analisi infatti le orazioni catoniane appaiono semplici ma in realtà sono molto più complesse con un'assoluta padronanza degli artifizi retorici.

Cicerone analizzando l'opera catoniano elenca i suoi aspetti fondamentali : la concisione, la vivacità e la brillantezza delle espressioni, l'asprezza e l'elegante semplicità. D'altro canto elenca anche i fattori negativi: il linguaggio arcaico, l'assenza del ritmo, anche se non manca la cospicua presenza di ure retoriche.

5.3.3 Opere pedagogiche e tecnico-didascaliche

Il De agri cultura  è il primo trattato di economia e tecnica dell'antichità e fu scritto probabilmente intorno al 160 a.C. ; questo è formato di 162 moduli più l'introduzione.

Nel proemio Catone dice che l'agricoltura è la migliore di tutte le arti e difende la tradizione dell'aristocrazia romana che stava basando sempre di più i suoi profitti sui possedimenti immobiliari con l'espansione nel Mediterraneo; l'agricoltura era talmente tradizionale che una legge limitava le attività economiche dei senatori alla coltivazione dei campi (lex Claudia).

Dopo l'introduzione Catone fornisce al lettore una serie disordinata di consigli su come amministrare i suoi possedimenti e su come far progredire la propria azienda; tutti questi suggerimenti portano ad un unico scopo: il profitto.

Lo stile dell'opera è molto rozzo in confronto a quello delle orazioni e si presenta con la forma arcaica molto colloquiale, ripetitiva ed elementare. Quest'opera fa parte, con altre opere, di una specie di enciclopedia indirizzato al lio di catone Marco poiché Catone riteneva di dover insegnare a suo lio una educazione tradizionale romana proponendo un nuovo modello educativo in contrapposizione a quello filoellenico che si stava formando.

5.3.4 Le Origines

Negli ultimi anni della sua vita Catone scrisse le Origines (dopo il 174 a.C.) . L'opera era composta di sette libri:

I libro fondazione di Roma

II-III libro origini delle principali città italiche

IV-V libro la prima e la seconda guerra punica

VI-VII libro tutti gli avvenimenti successivi fino al 151 a.C.

La storia scritta da Catone si concludeva dunque con la sua vita.

L'opera presenta alcuni caratteri innovativi come l'uso del latino, l'uso della narrazione anziché del metodo annalistico e dando importanza all'aspetto dell'unificazione delle popolazioni italiche.

Questa opera si distingue dalle altre dello stesso tipo anche perché Catone non nomina nessuna delle personalità importanti chiamandole non per nome, ma con il rispettivo grado militare o carica civile (Annibale viene chiamato dictator Carthaginiensium) e infine Catone fa solo un nome di un soldato sconosciuto che compie un atto eroico e questo è il simbolo del populus Romanus.

E' provato che Catone per questa opera usò anche fonti greche e ciò si può rilevare soprattutto dall'impostazione geo-etnografica dell'opera e infatti catone ebbe sotto mano le opere di Timeo di Tauromenio e di Polemone D'Ilio che trattavano la fondazione delle più importanti città Italiane e Siciliane. Infine si può dire che nonostante Catone usi delle forme elleniche nella sua opera lui cerca di creare una dimensione romano-italica da contrapporre a quella del mondo greco.





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