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Dal Simbolismo al Decadentismo

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Dal Simbolismo al Decadentismo


“Contemporanea all’operazione compiuta da Flaubert nell’ambito del romanzo è la svolta operata da Baudelaire nel campo della lirica con la concezione della realtà come universo di simboli di cui spetta al poeta cogliere il significato profondo. A Baudelaire si rifanno numerosi cenacoli di giovani poeti trasgressivi (maledetti) che danno vita alla corrente del Simbolismo. Da questa nuova sensibilità nasce in Europa un clima culturale, il Decadentismo, al cui interno si delinea la propensione all’estetismo, cioè all’esaltazione della bellezza e della vita raffinata, vissuta come un’opera d’arte.


La poesia simbolista

Per comprendere le caratteristiche e i temi tipici del Decadentismo, è necessario risalire ad alcune tendenze del gusto che precedono e preannunciano il movimento decadente affermatosi in Europa tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

La nascita della poesia moderna viene generalmente collegata alla pubblicazione della raccolta poetica I fiori del male (1857) del fracese Charles Baudelaire.




Baudelaire esprimeva attraverso i componimenti, il disagio del poeta nella società moderna: privo ormai della funzione di guida illuminata del genere umano, il poeta non è più compreso dal pubblico borghese, è guardato con indifferenza e irriso per l’impaccio con il quale si muove nella società moderna. La sua esistenza è dominata da insofferenza e da malinconia: la noia (sleen) appare il sentimento fondamentale della sua vita. Baudelaire non mira a imitare e a riprodurre una realtà che non appare pià decifrabile in ogni suo aspetto e regolata da ben precise leggi scientifiche. Se il mondo circostante è pervaso dal mistero, la poesia dovrà cercare di esprimere questo mistero, attraverso la forza magica della parola, in grado di evocare e di scoprire le misteriose corrispondenze fra le cose (corrispondenze è un titolo dei testi fondamentali di Baudelaire).

La lezione di Baudelaire viene ripresa in Francia dai poeti simbolisti: Jean Moréas, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e da Stéphane Mallarmé, (nel 1874 pubblicarono l’antologia intitolata I Poeti Maledetti) che cercavano con il mondo circostante un rapporto puramente sensoriale, non meditato dalla ragione.


L’origine del Decadentismo

Il simbolismo rappreenta la fase inizale del Decadentismo, cioè della corrente letteraria che dalla Francia si diffuse in Europa a partire dal decennio 1880-90. In Francia diversi cenacoli letterari si impegnarono nella pubblicazione di riviste e nell’elaborazione in forma programmatica dei presupposti culturali e delle indicazioni di poetcica già presenti nelle opere di Baudelaire e dei poeti maledetti.

Tra i temi ereditati e sviluppati ci sono la predilezione per l’arte in genere e per la letteratura, in particolare dei periodi tradizionalmente considerati di decadenza. Si trattava di un atteggiamento provocatorio e anticonformistico che esprimeva il proposito di una consezione aristocrativa della cultura. Negli ambienti culturali “ufficiali” del tempo i periodi storici di decadenza venivano richiamati solo per trovare affinità con aspetti di decadenza della civiltà contemporanea. Gli eredi dei poeti maledetti riconoscevano all’arte dei periodi di decadenza un livello di raffinatezza e di sensibilità superiore a quello raggiunto dall’arte dei celebrati periodi di splendore.

La critica ufficiale incomincia a qualificare come “decadenti”, con intento denigratorio, i giovani intellettuali dei cenacoli simbolisti, che però fanno una bandiera di quello che doveva essere un termine offensivo, tanto che nel 1886 a Parigi incomincia a essere pubblicato un periodico chiamato proprio “Le Décadent”. Da qui l’origine di “decadentismo”, un termine che non ebbe fortuna in Francia e che con il passare del tempo si è imposto invece come denominazione del movimento nellasua dimensione europea.

Il Decadentismo si sviluppa in Europa nell’ultimo ventennio dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, aggiungendo due ulteriori precisazioni:

  1. dal 1880 al 1905, la pubblicazione dei testi fondamentali del Decadentismo s’intreccia con quella di opere legate al realismo. (i Malavoglia di Verga testo fondamentale del verismo, Malombra di Fogazzaro si avvicina alle caratteristiche del decadentismo)
  2. alcuni scrittori vissuti nella seconda metà dell’800 e nei primi anni del nuovo secolo, abbiano composto, in un primo momento, opere più legate alle temperie naturalista e verista e, in un secondo momento, abbiano accentuato i propri legami con la poetica del Decadentismo.

Irrazionalismo e mistero.

L’irrazionalismo sta alla base della visione del mondo decadente. Viene così radicalmente rifiutato il Positivismo. L’artista decadente ritiene che la scienza non sia capace di dare una spiegazione della complessa realtà: essenza del reale, infatti, si trova al di là delle cose, in una dimensione misteriosa ed enigmatica, con la quale è possibile entrare in relazione attraverso illuminazioni e folgorazioni momentanee o, comunque, attraverso stati abnormi della coscienza.

Negli anni in cui si diffonde la sensibilità decadente acquista importanza la dimensione onirica; attraverso l’irrazionalità del sogno è possibile entrare in contatto con dimensioni segrete del reale e con l’essenza stessa della realtà. Anche altri stati di alterazione della coscienza, indotti dall’uso di sostanze stupefacenti, consentono di superare le “barriere” della ragione e di vedere il mistero che sta al di là delle apparenze ( grazie alle droghe: oppio e alcol).

Rinunciare a un approccio razionale con la realtà significava prendere le distanze da una poesia che procede secondo criteri e discorsi logico-concettuali: l’arte diventa un momento privilegiato della sconoscenza. L’artista decadente si distingue dalla massa degli uomini che non sono capaci di vedere al di là della facciata del reale: in questo senso l’arte decadente è opera di soggetti aristocratici che s’innalzano al di sopra della gente comune.

L’arte, nella concezione decadente, non deve rappresentare in maniera oggettiva la realtà né ha il compito di produrre opere capaci di provocare sensazioni piacevoli grazie alla loro bellezza. L’arte diventa la voce del mistero, la suprema illuminazione. Non deve descrivere, ma alludere a una realtà che sta oltre il mondo visibile; non mira a essere comunicativa e facilmente comprensibile, ma vuole suscitare emozioni, evocare il mistero che circonda l’uomo. La parola poetica vuole essere suggestiva e capace di evocare dimensioni irraggiungibili mediante strumenti razionali. Le immagini lasciano il posto al vago, all’indefinito. La chiarezza comunicativa lascia così il posto alle libere associazioni. La parola finisce per assumere una funzione magica: rivela l’ignoto. Per accrescere la suggestività dei testi poetici, lo scrittore decadente privilegia la scelta di parole musicali. La musicalità diventa una delle caratteristiche della poesia e la musica viene considerata l’arte suprema, perché dotata di misteriose potenzialità evocative.




Caratteri e temi del Decadentismo

Contesto storico:

vengono a meno le certezze legate alla fiducia nella scienza e nel progresso, anche in seguito alla crisi industriale che si sviluppa a partire dal 1873 e che viene indicata generalmente come “grande depressione”;

la realtà che circonda l’uomo e il carattere stesso dell’uomo non appaiono più regolati da leggi ben precise: il mondo non risulta più conoscibile ma dominato dal mistero.

Carattestiche fondamentali:

Ø            il rifiuto della razionalità e della scienza come unico strumento per conoscere la realtà. (la realtà che circonda l’uomo appare dominata dal mistero.)

Ø            il carattere soggettivo dell’arte e l’individualismo del poeta (l’artista può esprimeere il proprio rapporto con il mondo misterioso che lo circonda; si distinque dalla massa, percorre sentieri solitari alla ricerca di un contatto con l’universo che sta oltre le apparenze. Il carattere aristocratico dell’esperienza artistica viene sottolineato anche dalla nascita della ura del Dandy, che disprezza il popolo e si costruisce la propria vita come se fosse un’opera d’arte.)

Ø            la centralità del simbolo. (la realtà che circonda l’uomo è misteriosa. È una foresta di simboli. Il poeta può tentare di scandagliare questa realtà in cui gli oggetti non hanno più valore in quanto tali ma assumono significati simbolici. Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Giovanni Pascoli)

Ø            il tema della malattia e della morte. (i temi delle opere realizzate in questi anni spicchi quello della malattia e della morte. La malattia nervosa e la malattia in generale diventano metafora di una condizione storica. Tipica del decadentismo è l’attrazione verso tutto ciò che è corrotto e impuro: una città come Venezia diviene emblema della bellezza che si mescola allo sfacelo, della raffinatezza che si sposa con la putredine)

Ø            l’estetismo. (il senso del vuoto generato dalla caduta di ideali in cui credere e di certezze alle quali appigliarsi, porta alcuni scrittori a rifugiarsi nel culto della bellezza A ritroso di Huysmans, il ritratto di dorian gray di wilde, il piacere di d’annunzio.)

Ø            i miti del superuomo e del santo. (di fronte al senso di vuoto che si percepisce si può reagire anche creando nuovi miti, come quello del superuomo. Il testo fondamentale del superomismo è il romanzo di D’Annunzio, Le vergini delle rocce, che preannuncia la nascita di una nuova era in cui un uomo riuscirà a sollevarsi al di sopra delle masse e a dominarle. Tra i miti dobbiamo ricordare anche quello del santo proposto da Antonio Fogazzaro, secondo il quale la crisi presente sarebbe stata superata attraverso la nascita di uno Stato dominato dai principi cristiani.









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