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“IL DIAVOLO IN CORPO” DI RAYMOND RODIGUET



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“IL diavolo in corpo” di Raymond Rodiguet



Biografia dell’autore


Raymond Rodiguet nacque nel 1903 a Parigi e morì nel 1923, a causa di una malattia improvvisa.

Della sua breve vita ci lascia soltanto tre volumi: “Il diavolo in corpo” (1921), “Il ballo del conte d’Orgel” (1922) e “le guance in fiamme” (1919).

Grazie alla fama del suo primo libro conobbe alcuni degli artisti più importanti dell’epoca (Picasso, Cocteau, etc..).



Nella sua vita ebbe varie storie amorose, tra cui Luise (la Marthe del “Diavolo in corpo”).


Sintesi del brano


Il romanzo inizia quando il nostro protagonista non aveva che dodici anni. Ne facciamo conoscenza tramite l’espulsione dalla sua scuola dovuta ad un comportamento inadatto alla sua età. Il padre ne prese le difese e dopo tre anni di studio a casa lo iscrisse al liceo “Henry IV”. Là rincontrò il suo amico Renè che aveva conosciuto l’anno precedente durante le sue vacanze in camna. Diventarono come fratelli e questo portò loro a passare tre anni senza altra amicizia.

Una domenica d’aprile del 1917 cambiò la vita di François in modo quasi radicale, poiché conobbe insieme ai genitori la famiglia Granger. Essi avevano una lia, Marthe, che lo affascinò dal primo momento.

Cominciò subito a corteggiarla, benché sapesse che ella si doveva di lì a poco sposare con Jacques Lacombe, chiamato a combattere per la Francia nella I Guerra Mondiale. François la seguiva ovunque dandole consigli su qualsiasi cosa, perfino sui mobili di casa. Marthe cominciò a volergli bene e alla fine modulò davanti a tante premure. Cominciarono così a trovarsi a casa di Marthe tutti i pomeriggi e sempre ad intervalli più brevi. Jacques riuscì a farsi accordare un permesso di pochi giorni, e arrivato a Parigi sposò la sua amata. Quando questo periodo terminò, Jacques fu chiamato dall’esercito e niente poté più fermare la loro passione, neanche l’occhio indiscreto dei vicini che cominciarono a parlare di ciò che succedeva a casa di Marthe.

Jacques, ottenuta una licenza di pochi giorni tornò dalla sua amata, si accorse che qualcosa non andava, ma accecato dall’amore la difendeva davanti a tutti. Ripartì a malincuore e neanche le lettere che avrebbe ricevuto più tardi lo consolarono.

Marthe rimase incinta e quando lo disse ai suoi genitori credettero che fosse il lio di Jacques, non dando mai troppa importanza alle indiscrezioni sul conto della lia.

François sentiva già suo quel bambino, ma qualcosa dentro di lui lo rendeva come un qualcosa di estraneo.

Nel frattempo arrivò la notizia che Jacques si era ferito ed era stato portato in un ospedale, così Marthe il 12 luglio partì per andare a trovare Jacques; per coincidenza proprio in quei giorni doveva venire a farle visita un’amica, Svea. François, approfittò dell’assenza di Marthe per stare da solo con lei.

Naturalmente, di quello che successe quella sera Marthe non seppe mai niente né da François né da Svea, che ripartì subito per la Sa.

Gli ultimi giorni di agosto Marthe tornò a Parigi, ma preferì non tornare alla sua residenza, infatti, andò a casa dei suoi genitori. Questo non solo per la voglia di tenerezza da loro, ma anche per non destare più sospetti nei suoi vicini. La “vacanza” di Marthe servì anche per sostenere la bugia costruita sui mesi di gravidanza di Marthe.

Pochi giorni dopo passò a trovarla suo cugino Paul. Marthe era da sempre stata legata a lui ed, infatti, lui fu l’unico a cui raccontò tutta la sua storia d’amore con François.

La magica atmosfera che si era creata attorno ai due innamorati svanì nel 1918, quando Marthe peggiorò. Jacques, tornato dalla Guerra, fece appena in tempo per vederla partorire e morire pochi istanti dopo. Poiché Marthe morì invocando il nome di François, il marito decise di chiamare suo lio in questo modo, perché credeva che ella gli stesse dicendo il nome che avrebbe desiderato per il loro bambino.

Questo portò a François, ormai cresciuto e diventato più responsabile, un incredibile vantaggio, perché il vedovo credeva di essere il padre naturale del bambino e dato il suo grado sociale avrebbe potuto dargli un’esistenza ricca di bei momenti e di lusso. 


Periodo storico della vicenda


La vicenda si sviluppa all’inizio della I Guerra mondiale e finisce al termine di essa.

La I guerra mondiale scoppiò dopo un attentato in cui rimase coinvolto l’erede al trono austriaco. Questo fece scaturire un conflitto nel quale Germania e Austria combatterono contro Francia, Russia, Inghilterra e poi anche Italia e Stati Uniti. La Germania contava di scongere rapidamente Francia e Russia, ma non ci riuscì e la guerra si protrasse per quattro anni. Il governo italiano decise che l’Italia avrebbe partecipato alla guerra (1915), benché la maggioranza della popolazione fosse contraria e l’esercito non avesse né addestramento, né i rifornimenti necessari. Dopo due anni di guerra di posizione, l’esercito italiano fu costretto a ritirarsi, cedendo agli austriaci una parte del Veneto (1917), che fu recuperata solo nel 1918. Al momento in cui gli Stati Uniti entrarono in guerra (1917), la sconfitta dell’Austria e della Germania divenne inevitabile: gli Stati Uniti avevano un esercito forte, armi e rifornimento in abbondanza. Nel 1917 scoppiò in Russia una rivoluzione la quale portò al potere il Partito socialista rivoluzionario bolscevico: divenne perciò uno stato socialista. In seguito in Russia ci fu perciò una lunga guerra civile, che peggiorò le condizioni del paese. Milioni di persone morirono di fame e solo dopo anni di crisi la Russia, divenuta URSS (Unione delle Repubbliche Socialistiche Sovietiche), poté riprendersi. Nel 1918 la guerra finì e l’Austria e la Germania furono costrette ad accettare le condizioni imposte dagli stati vincitori. La Germania perse molti territori ad est, che entrarono a far parte della Polonia. L’impero Austriaco fu diviso in tre stati (Austria, Ungheria, Cecoslovacchia). L’Italia ottenne Trento, Trieste, Alto Adige, Venezia Giulia e la parte interna dell’Istria. Dopo la guerra, una grave crisi colpi in tutta l’Europa le industrie, perché il commercio si era ridotto e la povertà dilagava. La disoccupazione aumentò e i soldati che ritornavano dal fronte si trovarono senza lavoro. Ci furono perciò molte proteste, scioperi, manifestazioni in tutti gli stati europei. 


Personaggi principali e secondari


I personaggi principali sono: François e Marthe Grangier.


I personaggi secondari sono: i genitori François e di Marthe, Carmen (il primo amore del protagonista), i comni di scuola del protagonista, la famiglia Marechaud e i Marin (rispettivamente i vicini di casa di François e di Marthe), Renè, la famiglia Lacombe, Svea e Paul.




Il protagonista


François è un ragazzo di 12 anni, di corporatura esile. All’inizio del racconto aveva una personalità immatura, ma alla fine cambia e riesce a pensare al futuro del lio e di chi gli sta attorno.


Trasformazione del personaggio


François, che all’inizio del racconto, era un adolescente diventa un uomo sotto ogni aspetto sia fisico, sia psicologico.


Ambiente geografico


La storia si sviluppa in Francia, presso Parigi.




Ambiente sociale


La storia si sviluppa nella media borghesia.


Punto di vista


Questa storia viene raccontata dal protagonista, quindi si ha un narratore interno.


Corrente letteraria


Il libro non appartiene a nessuna corrente letteraria poiché il suo autore ha avuto una vita letteraria molto breve, quindi non ha potuto subire influenze importanti del periodo.


Messaggio


Si vuol esprimere il messaggio che l’amore anche se viene ostacolato non si può fermare mai.


Commento personale


Dopo aver letto questo libro abbiamo capito che rimarrà nei nostri ricordi come il libro che ha dimostrato l’esattezza dell’aforisma “solo l’amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto” di Anne Dickson. Questo perché Marthe, convinta all’inizio del romanzo dell’amore per Jacques, cade tra le braccia di François che la ama nonostante i problemi e le malignità che potrebbero scaturire dal loro rapporto.



















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