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OPERETTE MORALI - DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE



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OPERETTE MORALI


DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE


Riassunto ina 1166


Un islandese mentre ve errando per le regioni interne dell’Africa, incontra la natura.Segue un dialogo, durante il quale l’uomo spiega alla sua interlocutrice come la sua vita sia stata sempre infelice. Infatti, fin dalla prima gioventù si era persuaso della vanità dell’esistenza e della stoltezza degli uomini, i quali si procurano vicendevolmente infiniti mali. Ma dalla molesta degli uomini fu facile liberarsi , perché egli si separò dalla loro società e visse in solitudine. I guai tuttavia continuarono ad assisterlo: tempeste spaventevoli di terra e di mare, minacce di vulcani , paura di incendi e altre calamità resero la vita inquieta e tormentata; né valse mutare luoghi e climi.

Egli dovette sopportare il caldo, il freddo, le tempeste, i venti, i turbini smodati , le infermità e i tanti pericoli giornalieri , tanto che non si ricorda d’aver passato un giorno solo della vita senza pena.

E conclude dicendo alla natura:”tu sei nemica scoperta degli uomini e degli altri animali, e di tutte le opere tue, ora c’insidii, ora ci minacci, ora ci assali , ora ci pungi, ora ci percuoti, ora ci laceri, e sempre o ci offendi , o ci perseguiti.. e già mi veggio vicino il tempo amaro e lugubre della vecchiezza, . cumulo di mali e di miserie gravissime”

Di fronte a queste accuse la natura rimane impassibilmente fredda, precisando all’ingenuo islandese che il mondo non è stato fatto per la specie umana e che se essa ha mirato sempre “ a tutt’altro che alla felicità degli uomini o all’infelicità”;la sua indifferenza per la sorte dell’umanità è tale che , se anche le capitasse di estinguere tutta la specie umana , ella non se n’accorgerebbe neppure, essendo unicamente occupata a mantenere inalterato quel “perpetuo circuito di produzione e di distruzione” , che è la vita stessa dell’universo.



L’ultima domanda dell’islandese (a chi piace , o a chi giova cotesta vita infelicissima dell’universo , conservata con danno e con morte di tutte le cose?) non trova risposta.

Mentre così ragionano , giungono due leoni magri ed affamati , che hanno appena la forza di mangiarsi l’islandese: così possono tenersi in vita per quel giorno.

Alcuni invece dicono che un fortissimo vento, levatosi all’improvviso, stese a terra l’islandese e lo seppellì sotto un cumulo di sabbia, dove più tardi fu trovato mummificato e posto in un museo di non so quale città d’Europa.


TEMI FONDAMENTALI:


VANITA’ E STOLTEZZA DEGLI UOMINI,che procurano infiniti guai


PERENNE INFELICITA’ DEL GENERE UMANO e più in generale di tutte le creature


ASSOLUTA INDIFFERENZA DELLA NATURA per la sorte degli uomini e degli altri esseri viventi


MECCANICA COSTITUZIONE DELL’UNIVERSO , che è un “perpetuo circuito di produzione e di distruzione”


INCONOSCIBILITA’ DEL REALE e del fine a cui è diretto l’umano soffrire

È questo il PROBLEMA TEOLOGICO che , enunciato chiaramente nell’ultima domanda dell’islandese







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