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Origine dei volgari



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Origine dei volgari


Per capire come si siano originati i vari volgari, dovremmo rifarci alla romanicità classica, durante quindi le varie conquiste dei romani.

Essi a man mano che conquistarono i territori europei vi si accamparono e spesso il latino parlato (e non quello scritto e letterario) dei soldati si fondeva con la lingua del luogo dando origine a una lingua volgare (chiamata in senso dispregiativo poiché nata da un imbarbarimento della lingua).

Invece dove le legioni romane non riuscirono a tenere per molto tempo il potere, la lingua del luogo non influì derivazioni da quella latina e di conseguenza non riuscì a far nascere il “volgare”, come ad esempio in Inghilterra.

Infine i diversi volgari si differenziarono ancora di più e nacquero le lingue neolatine come il Portoghese, il Catalano, la lingua d’oil (Francia del nord) e la lingua d’oc (Provenza, Francia del Sud). Successivamente si svilupparono i vari dialetti che ancora oggi esistono in Italia, in Francia .

Il volgare fu ormai tanto diffuso che nell’813 un “modulare Carolingio impose l’uso del volgare durante la predica della Messa.

Altri documenti importanti furono i Giuramenti di Strasburgo, che furono il primo documento scritto della nuova lingua francese.


Primi documenti del volgare italiano


Non abbiamo grandi documenti che ci possono fare apprezzare a pieno il volgare italiano come lingua parlata.



Tra il VIII-IX secolo viene fatto risalire il cosiddetto “Indovinello Veronese”:

Se pareba boves, alba pratalia araba

Albo versorio teneba, negro semen seminaba.

Si spiega in questo modo:

Egli spinge innanzi i buoi (la penna), arava i bianchi prati (carta), teneva un bianco aratro (penna d’oca), seminava un seme nero (l’inchiostro).

All’incirca del 960 è invece il cosiddetto “Placido capuano”; un atto notarile tra il convento dei Benedettini di Montecassino e un certo Rodelgrimo.

Esso spiegava che quelle terre, entro un certo limite per trent’anni le aveva possedute il Convento dei Benedettini.

Si deve prestare però attenzione al fatto che questi documenti non riproducono la vera lingua parlata poiché dovevano essere stati redatte da persone colte.








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