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Pre-romanticismo, La cultura romantica



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Pre-romanticismo


Si parla tanto di pre-romanticismo; questo concetto si è formato

Abbastanza di recente nella critica europea, e designa quell’insieme di tendenze che nella seconda metà del ‘700 contrastano la dominante mentalità razionalistica e sembrano anticipare quelli che saranno gli atteggiamenti tipici del Romanticismo.

È stato notato soprattutto da studiosi francesi che già nel periodo illuministico si diffondono correnti irrazionalistiche e mistiche, come il pietismo, portatrici di una concezione dell’universo e della vita umana molto diversa, e accanto ad essa profonde correnti di sentimentalità malinconica e pessimistica, che reagiscono ad una visione della realtà considerata troppo schematica, meccanica e superficiale, incapace di cogliere la sostanza più intima delle personalità individuali. Queste correnti si incarnano in forma eccezionale nella personalità di Rousseaux, il quale contro la ragione e la cultura esalta lo stato di natura, contro la riflessione, l’abbandono alla vita del sentimento e della fantasia, contro l’indifferenza e le negazioni religiose dei filosofi, il contatto immediato ed estasiato con Dio in seno all’innocente natura.



Quali sono i momenti più significativi della letteratura pre-romantica europea?

La poesia cimiteriale inglese e la poesia ossianica che svilupparono il gusto per il malinconico, il cupo, il sepolcrale e predilessero i temi della notte, del chiaroscuro lunare, dell’ambientazione medioevale

L’opera di Rousseaux, soprattutto la novella “nouvelle eloise” che sviluppò i temi del sentimento, dei paesaggi solitari, del sogno.

“I dialoghi del giovane Werther” di Goethe, romanzo traboccante di passioni e di sentimento, che introduce il tema di “amore” e di “morte”.

Il movimento dello Sturm und Drang (tempesta e assalto) che polemizzò soprattutto contro il razionalismo della cultura francese dominante in Germania e contro il classicismo, definiti artificiosi, falsi e anti nazionali, accusati di soffocare la libertà creativa dell’artista, con la loro minuziosa e arida precettistica. I giovani dello Sturm und Drang rivalutarono per contro la poesia popolare e nazionale tedesca, rintracciandone le origini nella civiltà medioevale germanica; notevole importanza diedero all’individualità, alla passionalità, alla fantasia, alla libertà assoluta della creazione dell’artista, “genio della spontaneità e dell’invenzione.




La cultura romantica



Nella prima metà dell’800, l’Europa vive in successione il trionfo e la sconfitta della Francia napoleonica; la Restaurazione, con il congresso di Vienna dell’ancien regime; la nascita dello spirito nazionale; l’esplosione dei moti liberali e democratici del 1848.

La nuova classe sociale, la borghesia, alla testa del rivoluzionamento della vita economica e materiale, si batte per affermare la propria direzione politica sullo stato, proponendo nuovi ideali e una nuova cultura: l’ideale della libertà (nei rapporti economici, nei diritti del cittadino, nel costume stesso) e l’ideale della nazione (come diritto del popolo alla libertà e all’indipendenza).

La cultura romantica è l’espressione dei nuovi ideali e della nuova sensibilità sorti all’inizio del secolo, ed in particolare dà forma compiuta all’ideale di nazione come insieme di persone unite dalla stessa storia, lingua e tradizione. La rivendicazione dell’identità nazionale nasce in primo luogo in opposizione al dispotismo napoleonico e dovrà, poi, scontrarsi, lungo tutta la prima metà del secolo contro il legittimismo della restaurazione che calpesta il diritto alla libertà e all’indipendenza dei popoli.

La cultura romantica si definisce così al suo nascere come opposizione radicale alla cultura illuministica, che aveva prodotto la rivoluzione francese, il giacobinismo ed il dispotismo napoleonico. Essa si contrappone infatti all’astratta razionalità, al materialismo, all’ateismo, all’antistoricismo, al cosmopolitismo della cultura illuminista, ed esalta in opposizione il valore del sentimento, dello spirito, della nazione, della storia, del popolo, dell’individuo.

La filosofia idealistica fiorita in Germania all’inizio del secolo dà infine espressione teorica a questi orientamenti culturali. L’idealismo contrappone alla visione statica e analitica del razionalismo illuminista, una nuova concezione dialettica della realtà e della storia che esalta l’ideale etico della nazione e la libertà creatrice dell’io come momenti essenziali della realizzazione dello spirito Assoluto.



Il Romanticismo è un vasto e complesso movimento ideologico e culturale che produce un profondo rinnovamento nelle lettere, nelle arti, nel pensiero, nella sensibilità, nella politica, nel costume e determina una nuova concezione della vita, dell’uomo e della storia.

Il nuovo intellettuale borghese è l’interprete privilegiato di questo nuovo modo di sentire e pensare. Egli può riferirsi ad un pubblico sempre più vasto, non più ristretto alla cerchia nobiliare o a quella dei dotti, ma a tutti coloro che sanno leggere (per lo più borghesi, essendo l’analfabetismo ancora dominante tra le classi popolari). Egli diventa così ispiratore e guida dei nuovi valori liberali della borghesia in ascesa.

La nuova poetica romantica rivoluziona la tradizionale e secolare convinzione dell’arte basata sui principi dell’imitazione della natura e della verosimiglianza, e propone la nuova concezione dell’arte come espressione, come esaltazione della soggettività, della libera e spontanea creatività, della fantasia.

La poesia romantica ebbe la sua prima sistemazione teorica dai romantici tedeschi raccolti intorno alla rivista “Atheneum”, e da lì si diffuse poi in tutta Europa. Si definisce innanzitutto in opposizione al razionalismo classicistico, e così rifiuta le regole codificate della poetica classicistica e di conseguenza le regole pseudo aristoteliche dell’unità di tempo, di luogo, di azione nel teatro; l’uso della mitologia greco-romana, inadatta ad esprimere la sensibilità moderna; ogni argomento privo di valore etico. Inoltre rivendica la massima libertà espressiva che consente all’artista di esprimere la sensibilità dei tempi moderni e il proprio mondo interiore, di utilizzare una lingua accessibile a tutti, di raccogliere le testimonianze della storia e della cultura popolare.

Da tutto ciò scaturiscono i temi centrali della letteratura romantica come l’esaltazione del sentimento, e cioè della libera attività creatrice dell’uomo, inteso come istinto, affettività, fantasia, genio; come il recupero della spiritualità, e cioè di un’ansia religiosa che si traduce nel ritorno alle fedi tradizionali o nella tensione verso l’infinito e l’assoluto; come l’esaltazione  del popolo (della sua individualità storica, linguistica e spirituale), in quanto fonte genuina di poesia e depositario della identità culturale della nazione; come la rivalutazione della storia, in quanto solo il recupero delle tradizioni consente di cogliere l’anima e lo spirito della nazione. Di qui la rivalutazione del Medioevo, epoca in cui erano sorte le nazioni europee, dalla quale poter trarre ispirazione per riscoprire l’identità nazionale e culturale del popolo. Quest’insieme di temi dà vita ad una multiforme produzione letteraria, che si svolge lungo due linee di tendenza fondamentali:

- la tendenza soggettiva, o lirico-sentimentale, che concepisce la letteratura come espressione del mondo fantastico dell’artista e della sua irripetibile soggettività. Essa dà luogo all’effusione sentimentale o alla rappresentazione del dolore personale e cosmico, derivata dalla consapevolezza dell’insanabile contrasto tra ideale e reale, tra sogno e realtà. Questa tendenza trova espressione sia in una produzione poetica facile e divulgativa, legata a tematiche ingenuamente sentimentali e patetiche e a forme metriche elementari e popolari (ballate, novelle in versi . ), sia in una lirica di tono elevato tanto nella forma quanto nel contenuto, espressione di un profondo travaglio intellettuale ed esistenziale (Lord Byron, Leopardi, Novalis . )

- la tendenza oggettiva, o storico realista, che concepisce la letteratura come strumento per rappresentare la realtà contemporanea e quella storica, e per giudicare il popolo in nome della libertà e della nazione verso il progresso morale e civile. Questa tendenza si esprime soprattutto attraverso il romanzo psicologico e sociologico (Stendhal, Victor Hugo, Balzac . ) e quello storico (Manzoni, e Scott).

(la prima tendenza avrà il suo esito definitivo alla fine del secolo nella cultura del decadentismo, mentre la seconda sarà ripresa nella seconda metà edll’800 dal naturalismo)








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