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Relazione di “IL QUARTIERE” di Vasco Pratolini



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Relazione di “IL QUARTIERE” di Vasco Pratolini



Il romanzo IL QUARTIERE narra dell’adolescenza e della prima giovinezza di un gruppo di ragazzi abitanti nel rione di Santa Croce a Firenze.

All’inizio del romanzo le vicende del gruppo sembrano essere le uniche protagoniste di tutto il libro.

Fino a circa metà del libro si incontra il continuo intrecciarsi di relazioni affettive come se le  vite dei giovani del quartiere fossero stimolate solamente da tutto ciò che può riguardare l’amore, rimanendo completamenti indifferenti ai problemi sociali e morali del tempo.

Sono Arrigo, Carlo, Giorgio, Gino e loro comne, Luciana, Marisa, Olga ed il narratore Valerio i protagonisti di queste relazioni sentimentali  che durante tutto il corso della vicenda subiranno molteplici variazioni.

Anche se adolescenti questi ragazzi sembrano già possedere un comune senso di lealtà, dell’amicizia, la volontà del lavoro, il bisogno di affetto reciproco.

Le loro vite sono regolate da bisogni e aspirazioni comuni facendo in modo che il destino di ognuno sia legato a quello di tutto il gruppo.




Nel romanzo essi vengono presentati mentre avviene una scazzotata causata da un’esplicita dichiarazione di preferenza amorosa da parte di Carlo verso Maria, sorella di Arrigo.

Valerio, il narratore, è in un certo modo il personaggio autobiografico del romanzo.

Egli è il più giovane del gruppo, dotato di una notevole intelligenza che ad un certo punto comincerà a mettere  a frutto dedicandosi a serie letture, animato da un gran desiderio di conoscere la vita.

Valerio gode dell’affetto della nonna e dell’amicizia del padre, uomo con idee politiche ben precise e un notevole senso di comicità.

Egli, nonostante sia l’io narrante, nel libro, non prevale affatto sugli altri personaggi, è messo alla pari di tutti i suoi comni.

Nel romanzo ci sono poi Carlo che, a causa di un’irregolare situazione familiare (la madre divenuta una prostituta dopo la morte del marito in guerra) ha sviluppato, dentro di sé, dei forti complessi sessuali e psicologici.

Arrigo persona semplice e lavoratrice.

Gino con la sua personalità irrequieta e subdola si spingerà verso l’omosessualità o poi all’assassinio.

Giorgio, che pur essendo un grande idealista, è già dotato, nonostante la giovane età, di una notevole capacità di giudizio critico acquisita dai discorsi col padre finito al confino e con l’amico Berto di tendenze socialiste.

E’ l’unico ad avere già dall’inizio una visione più seria dei problemi e a stabilire con Maria un sincero rapporto affettivo, nonostante lo scandalo causato dalla ragazza rimasta a dormire per una notte fuori casa.

La vita sentimentale delle ragazze non è meno irrequieta.

Maria vanesia e superficiale, viene aiutata da Giorgio prima che entri a far parte del campo della prostituzione.

Marisa onesta e impulsiva, si dà facilmente a Valerio.

Luciana, seria e ingenua non emerge particolarmente nelle vicende sentimentali del gruppo.

Nel romanzo, parallelamente alla presentazione delle vicende personali dei giovani, c’è un costante inserimento della vita del quartiere nella trama.

Dapprima viene presentato come punto di riferimento per i giovani più consapevoli Giorgio, Valerio e Marisa.

Poi, il quartiere, diventa sempre di più un luogo di sofferenza.

Infatti il corso del romanzo cerca di inquadrare la vita del quartiere nella situazione storica contemporanea.

L’introduzione di Gino nella seconda parte del libro segna un mutamento nella vita di ogni ragazzo del gruppo.

Gino, orma distaccato dal quartiere e dal gruppo, sembra vivere in una dimensione diversa come se la comnia dei suoi vecchi e veri amici non lo soddisfacesse più.

A questo proposito Gino tiene una discussione con Giorgio in cui, quest’ultimo prende le difese del quartiere e dei suoi comni.

Se per Gino la vita ha valore solo se vissuta al di fuori delle mura del quartiere, per Giorgio invece, avevano molta importanza le qualità positive di esso, il senso dell’amicizia e dell’affetto, delle comuni speranze.

Le allettanti proposte di Gino non convincono Valerio e gli altri, così Giorgio diventa la persona che cercherà di portare tutti i suoi comni alla sua stessa maturità e al suo stesso pensiero.

Questa maturità comprende però anche la conquista di affetti stabili, infatti Giorgio sposa Maria; Arrigo si fidanza con Luciana e Valerio scopre il vero amore per Olga dopo aver lasciato Marisa. L’introduzione del personaggio di Olga nella trama del libro sembra portare una ventata di freschezza e di candore nelle vite sentimentali dei protagonisti.

Olga è una ragazza piena di grazia e di delicatezza, intatta nella sua ingenuità sebbene avente una madre prostituta ed un fratello irrequieto ed insoddisfatto della propria vita.

Essa costituisce per Valerio l’equilibrio psicologico e sentimentale che il ragazzo non era riuscito a trovare con Marisa a causa della loro sensualità.



L’occasione che mette alla prova il processo di maturazione dei ragazzi arriva con la guerra d’Abissina.

Tra i giovani del quartiere, ormai pronti per la leva, sono pochi quelli capaci di una valutazione razionale della situazione.

Il più esaltato è senza dubbio Carlo in parte succube della retorica fascista e in parte spinto da motivazioni sentimentali, perché amando Marisa, la ragazza di Valerio, parte per dimenticarla.

Anche Valerio sarebbe per partire per la guerra, ma ci sono il padre, Giorgio e l’amico di questi, Berto, a fargli notare l’irrazionalità della sua posizione.

La guerra comunque lascia un segno nella vita di ciascun ragazzo del gruppo, anche per chi aveva deciso di non affrontarla.

Carlo muore.

Giorgio e Berto vengono inviati al confino e la speculazione edilizia porta allo sventramento del quartiere.

Valerio, fatto soldato di stanza, viene mandato ad Arezzo, ma ritornato a Firenze mostra di aver raggiunto una propria maturità, quindi decide di legare il proprio destino a quello del gruppo, al contrario di quello che aveva fatto Gino che abbandonando il quartiere si era privato anche della solidarietà degli amici e dell’ambiente.

Nel libro lo scrittore lascia che la realtà si presenti per quella che è, con la miseria, con le sue disgrazie e i traviamenti, ma anche con le sue virtù e qualità positive della solidarietà, dell’affetto, dell’attaccamento al quartiere come luogo dove si consuma il destino di tutti.

Valerio il narratore si immerge nella vita popolare che si attua nelle strade del quartiere, fa parte di tanti piccoli eventi a cui tutti partecipano, si nutre del senso di solidarietà, di appartenenza, ad una condizione sociale ricca di storiche tradizioni di lotta e di sacrifici, come se l’io narrante fosse diventato “noi” perché Valerio parla dall’interno di questa vita di quartiere.

Egli è coinvolto nei loro fatti e nei loro problemi.

Il romanzo si sviluppa su due principali parti: da una la vita di un gruppo di giovani e il loro sviluppo sentimentale e psicologico, e dall’altra la vita del quartiere e più lontanamente la realtà storica del tempo, il quale sembra essersi chiuso sul quartiere dove gli eventi si ripetono e sulla miseria degli abitanti incombe un’atmosfera stagnante.

Tuttavia questi abitanti organizzano la propria vita nella dimensione del luogo e trovano la loro sicurezza solo all’interno delle mura del quartiere.

Esso è un luogo isolato e lo scrittore ne evidenzia i lati negativi, sia nella presenza delle carceri e del bordello cittadino, sia nelle condizioni di miseria e di ingiustizia sociale alle quali gli abitanti si sono assuefatti.

Pur non avendo idee rivoluzionarie questi abitanti del quartiere possiedono naturalmente il senso della solidarietà, l’attaccamento al lavoro, alla casa e alla famiglia, la capacità di un amore sincero, qualità umane che concorrono a dar un senso alla loro vita.

Il Quartiere è dunque un romanzo che vuol drammatizzare il sofferto sviluppo di maturazione sentimentale e ideologica di un gruppo di ragazzi all’interno del quartiere la cui percezione della sua realtà si muove dall’inerzia alla resistenza contro il regime fascista.

Il romanzo è un’opera compatta e unitaria, a cominciare dall’uso di immagini perfettamente in sintonia con la personalità dei protagonisti, all’impiego frequente di descrizioni paesistiche indicatrici del movimento stagionale, all’alternarsi di ambienti esterni ed interni della vicenda e soprattutto alla elaborazione di una scrittura chiara e trasparente e  dalla continua presenza dell’elemento autobiografico e memoriale.

Così alla descrizione della vita del quartiere, dell’attualità di miseria e di dolore, di solidarietà, di amicizia in cui si consuma il destino di tutti si unisce l’atmosfera favolosa  dei riferimenti al lontano passato quanto del tempo privilegiato e quasi eroico dell’appena superata adolescenza.

Il libro è un’opera con una predominante componente narrativa che ripropone protagonista del mondo l’uomo comune e un mondo subalterno in forza di una loro dignità morale, che affronta i problemi di una realtà alquanto complessa.







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