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Romanzo storico: origine e sviluppo



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Romanzo storico: origine e sviluppo

Alle origini del romanzo storico in Italia stanno le opere dello scrittore scozzese Walter Scott, che lanciò la moda di questo genere letterario in Europa. Esso si diffuse in età romantica soprattutto per la nuova attenzione riservata alla storia delle nazioni e per una curiosità specifica verso il Medioevo. E' una forma di romanzo centrata sulla rappresentazione di vicende e personaggi che appartengono ad epoche storiche precise e ricostruite con cura. Sul modello di Scott si fa usa del pittoresco medievale di gusto romantico, gli sfondi storici e di maniera (castelli, prigioni, trabocchetti..), un gusto didascalico incentrato sulla divulgazione storica, il continuo movimento narrativo fondato sulla suspence, sui colpi di scena.

Nasce il senso della storia e della nazione. Viene operata un'attualizzazione del passato, di momenti ed episodi della storia patria, in funzione nazionalistica e patriottistica. La ricerca a ritroso di fatti e momenti esemplari serve per fornire soluzioni ideali a problemi del presente. A volte vicende e personaggi sono storicamente reali, ma le prime si sviluppano lungo direzioni romanzesche e dei secondi viene messa al centro la dimensione passionale. Altre volte si tratta di vicende inventate ma inserite in un contesto storico reale, ricostruito non senza passione antiquaria. Una delle intenzioni del romanzo storico è, infatti, quella di ricostruire la fisionomia di un'epoca storica con documentazioni attendibili. In Italia il romanzo storico si affermò verso la fine degli anni Venti; ricordiamo i Promessi sposi di Manzoni, la Sibilla Odaleta di Carlo Varese, La battaglia di Benevento di Francesco Domenico Guerrazzi, Il castello di Trezzo di Giovanni Battista Bazzoni, il Marco Visconti di Tommaso Grossi, Margherita Pusterla di Cesare Cantù, i romanzi storico-patriottici di Massimo d'Azeglio (Ettore Fieramosca, 1833, e Niccolò de' Lapi, 1841) e Le confessioni d'un italiano di Ippolito Nievo



Il successo di questo tipo di narrazione deve molto all'impatto provocato dai Promessi sposi, benché il controllo linguistico e morale esercitato da Manzoni abbia fatto - tranne che per i moduli narrativi - ben poca scuola: i romanzi storici, schematici e poco sofisticati sul piano narrativo, puntavano soprattutto sulle emozioni forti, da lui dedicato a Manzoni.







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