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SCHEDA LIBRO - Jerome David Salinger, Il giovane Holden



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SCHEDA LIBRO


Dati bibliografici

AUTORE: Jerome David Salinger

TITOLO: Il giovane Holden

TITOLO ORIGINALE: The Catcher in the Rye

LUOGO DI EDIZIONE:  Farigliano (Cuneo)

EDITORE: Einaudi

DATA DI EDIZIONE: gennaio 2000 (33° edizione) –1° ed. italiana 1961

TRADUZIONE: Adriana Motti


Genere

Romanzo di formazione e d’analisi


Breve presentazione dell’autore




Jerome David Salinger, scrittore nordamericano, nasce a New York nel 1919 in una famiglia ebrea. Dopo aver frequentato l’Accademia militare ed essersi iscritto a due o tre università senza laurearsi, all’età di vent’anni viaggia per un anno in Europa. Durante la seconda guerra mondiale fa parte di una delle divisioni di fanteria che nel 1944 sbarcano in Normandia. Scrive i suoi primi racconti quando è ancora all’Accademia e raggiunge il successo nel 1951 con il suo romanzo più famoso: “IL giovane Holden”. Dal 1959 Salinger, ormai celebrato come uno dei più grandi scrittori viventi, si è definitivamente allontanato dalla società e adesso vive da eremita in qualche bosco del New Hampshire. Di lui non si hanno più notizie. Tra i suoi romanzi: “Nine Stories” (1953), “Raise high the roof, carpenters!” (1963), “Hapworth 16, 1924” (1965)


Breve riassunto della vicenda

Il protagonista del libro, nonché narratore del romanzo, è Holden Caulfield, un ragazzo di 16 anni che viene “sbattuto fuori” per scarso rendimento scolastico dall’istituto Pencey, una scuola di Agestown in Penslyvania. Il ragazzo l’avventura, durata tre giorni, che ha preceduto il suo ricovero nell’ospedale nel quale lo troviamo nelle prime ine del libro. Triste per la delusione che sa che darà ai suoi genitori quando sapranno che è stato nuovamente espulso da una scuola ( è la quinta volta ormai . ) e allo stesso tempo arrabbiato con il suo comno di stanza per il modo in cui tratta le ragazze, decide di prendersi tre giorni di libertà completa prima che arrivi ai suoi genitori la lettera che notifica la sua espulsione. Uscito di notte dall’Istituto, tra la neve e il gelo si avvia alla stazione per prendere un treno per New York e trattenersi lì un paio di giorni prima di tornare a casa. Arrivato in città, prende una camera in un albergo non troppo raccomandabile. Lì vive una brutta avventura con una prostituta e il suo protettore, da cui viene truffato e picchiato. Sempre più triste e solo, decide di telefonare ad un amica con cui aveva “filato” qualche tempo prima: Sallie. Con lei cerca di sfogarsi, esprimendole tutte le sue insoddisfazioni e confidandole tutte le sue aspirazioni, ma la ragazza non lo comprende per cui, dopo una lite, i due si lasciano ed Holden si trova nuovamente solo con i suoi dubbi e le sue paure. Successivamente incontra Carl Luce, un suo comno di studi di Whooton con cui trascorre qualche ora e scambia qualche idea. Anche con lui non trova alcuna soddisfazione, in quanto l’amico lo tratta da immaturo e gli consiglia addirittura di farsi psicanalizzare. Ancora più depresso e “schifato” dalla vita si ubriaca, piange e teme addirittura di morire. Avverte però un dolore straziante al pensiero del dispiacere che proverebbe la madre, che ha già perso un lio, suo fratello Allie, e alla disperazione della sorellina Phoebe. Decide quindi di vedere quest’ultima. Tornato di nascosto a casa sua la sveglia e si confida con lei. Phoebe è l’unica che riesce a comprenderlo ed è proprio a lei che Holden confida il suo sogno, cioè di essere “l’acchiappatore nel campo di segale” assurda idea natagli dal vago ricordo di una canzone: un grande campo di segale dove giocano numerosi fanciulli dove lui, sul bordo di un dirupo, controlla i ragazzini prendendo al volo tutti quelli che stanno per cadere. All’arrivo dei genitori si nasconde e poi fugge. Trova quindi ospitalità nella casa del professore Antolini, ma anche con lui, dopo un primo momento positivo, vive una situazione imbarazzante, per cui abbandona anche questa casa e finisce di trascorrere la notte alla stazione centrale. Dopo aver scritto una lettera alla sorellina in cui le comunica la sua decisione di andar via di casa, la incontra in un museo. E’ proprio lei che induce Holden alla ragione e lo persuade a rimanere. Nell’ultimo modulo, che riprende il primo, Holden ci parla da un sanatorio in cui è ricoverato e ci comunica che è aiutato da uno psicanalista e che in autunno tornerà a scuola.


Presentazione e analisi dei personaggi

HOLDEN: è un ragazzo di sedici anni, alto un metro e ottantanove, magro come un “chiodo”, con i capelli grigi. E’ un gran fumatore, poco studioso, talvolta bugiardo e sognatore ma intelligente, appassionato alla lettura e molto sensibile. Come tutti gli adolescenti sta attraversando un periodo di profonda crisi esistenziale. Nel raccontare le sue disavventure accadute nei tre giorni trascorsi da solo nella città di New York egli mette a nudo tutti i suoi pensieri. Un ragazzo come tanti che ha vissuto la brutta esperienza di perdere un fratellino e che fa fatica ad integrarsi in un mondo che vede pieno solo di brutture, meschinità, cattiverie e compromessi. Spesso, per superare momenti di maggior depressione, si rifugia nell’immaginazione e nella bugia in quanto soltanto in questo modo può attutire il dolore che la dura realtà riesce a provocare in lui. La sua vita priva di certezze lo rende insicuro ed infelice. Come tutti i ragazzi della sua età i suoi comportamenti sono spesso contraddittori: molto maturo sotto molti aspetti appare poco più di un bambino sotto tutti gli altri. Ha un rapporto conflittuale con il sesso: da una parte ne viene attratto, afferma infatti che “è un guaio che certe sconcezze siano proprio uno spasso”, ma dall’altra rispetta troppo le ragazze per approfittarsene, affermando che certe cose dovrebbero essere fatte solo con una persona con cui ci sia un’intesa non solo fisica ma anche intellettiva ed affettiva. L’unica persona in cui veramente crede è sua sorella Phoebe, che rappresenta quel mondo di purezza e d’innocenza a cui lui aspira. Il simbolo della ura del protagonista è in una frase in cui lui si definisce: “l’acchiappatore nel campo di segale”. Egli immagina di trovarsi in un ampio campo di segale sulla cima di un dirupo nel quale giocano frotte di bambini e lui Holden, si trova sulla cima ed acchiappa e trattiene i ragazzini dal cadere giù. Attraverso questa immagine simbolica si capisce il sogno del protagonista di proteggere l’innocenza e l’integrità del mondo dell’infanzia da quella vita che lui trova tanto avversa.



PHOEBE: è la sorella di Holden. Ha circa dieci anni, è alta, magra, con un portamento elegante, degli stupendi capelli rossi che d’estate porta cortissimi, lasciando scoperte le piccole orecchie ben fatte e d’inverno lunghissimi, spesso raccolti in splendide trecce. Ha un carattere vivace, vispo e intelligente, scolasticamente è “molto in gamba”, è amante del cinema e della lettura. Sa stare con la gente e, nonostante la tenera età, è sensibile e piena di buon senso, una persona con la quale è sempre piacevole parlare in quanto capace di ascoltare e comprendere. In certi passi del libro Holden per questa sua saggezza la definisce “la vecchia Phoebe” ma in altri mette in evidenza la sua natura di bambina con le sue ripicche e i suoi giochi. E’ generosa, affettuosa e molto affezionata al fratello per il quale prova un amore profondo. Dopo Holden si può definire il personaggio più significativo del libro, perché la sua presenze riveste un ruolo di primaria importanza: è infatti grazie a lei che Holden decide di non fuggire e ritornare a casa. Per il fratello lei rappresenta la purezza, l’innocenza cioè tutto quello a cui lui aspira e non riesce a trovare in un mondo dove tutto appare superficiale, meschino e pieno di compromessi. Holden vede lei come uno di quei bambini nell’immenso campo di segale che devono essere acchiappati, cioè salvati, per evitare che cadano nel baratro della vita.

ALLIE: nonostante nel libro non compaia mai se non nei ricordi di Holden, Allie, fratello minore del protagonista morto a 12 anni di Leucemia è sicuramente un personaggio di primaria importanza. Holden pensa continuamente a lui, lo stima a tal punto da ritenerlo un genio. Mantiene vivo il suo ricordo soprattutto grazie al suo guantone da baseball, su cui il bambino aveva scritto una poesia su ogni dito e alla propria mano, rimasta inabile dopo la frattura che si era procurato per la disperazione della sua morte. Il fatto di sapere, per propria esperienza, che un ragazzino, simpatico, intelligente e pieno di vita possa essere stroncato da una malattia inguaribile in tenera età ha fatto nascere in Holden tutti quei dubbi che lo caratterizzano.

IL PROFESSOR ANTOLINI: è il migliore insegnante che Holden ritiene di aver avuto. E’ un uomo giovane, brillante e sensibile sposato con una donna molto più anziana di lui. Aveva colpito Holden per il fatto di aver raccolto e ricoperto con la propria giacca un ragazzo, James Castle, che si era buttato dalla finestra. Nell’incontro con il protagonista ci appare una persona piuttosto profonda, capace di comprendere molto bene l’animo dei giovani. Si rende conto infatti del baratro in cui è caduto Holden e lo esorta a riflettere. Gli dice infatti di guardare bene in se stesso per capire ciò che gli piace e ciò che non li piace. Soltanto in questo modo potrà imparare a conoscere “le sue vere misure e a vestire la propria mente”. Holden ha del professore un giudizio ottimo, ma alla fine dopo aver vissuto con lui un’esperienza molto imbarazzante  se ne allontana immediatamente.



Ambiente e tempo

La vicenda si svolge principalmente a New York. Tramite la descrizione dei luoghi in cui si muove il ragazzo ci viene illustrata la società americana del dopoguerra. Inizialmente possiamo vedere il collegio, con le “squallide” camere, le “luride” docce etc . Successivamente entriamo nel cuore della città di New York con i suoi grattaceli, gli ascensori, gli alberghi, i bar, i ristoranti, i musei, lo zoo etc. . Tutto ciò sottolinea che la vita frenetica e l’indifferenza proprie della grande città acuiscono il senso di solitudine, ribellione e impotenza. Dato che è stato pubblicato nel 1951 possiamo localizzarlo nel periodo dell’America del dopoguerra.


Tecniche narrative

Narrazione in 1° persona. Il ritmo narrativo è molto veloce, in gran parte dialogato, le descrizioni sono spesso brevi e essenziali. L’intero romanzo è un lungo flash-back.


Stile e scelte linguistiche

Analisi effettuata su . 137

Prevalenza di periodi brevi, prevale la coordinazione. Il lessico è quotidiano, il registro colloquiale.


Tematiche trattate dall’opera



Il rapporto tra fratelli, tra coetanei, con i genitori, l’adolescente che si mette a confronto con il mondo, la morte.


Citazioni dal testo

“mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera, eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’e nessuno altro, nessun grande, voglio diren soltanto io. E non devo far altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli.”



RECENSIONE DEL LIBRO

“IL GIOVANE HOLDEN”

Leggendo “Il giovane Holden”, capolavoro di Jerome David Salinger, nessuno sospetterebbe che è stato scritto cinquant’anni fa. L’attualità dei temi che Salinger fa trattare al suo protagonista, il sedicenne Holden Caulfield, è sorprendente.

Holden ci racconta la sua avventura, durata tre giorni, che ha preceduto il suo ricovero nell’ospedale nel quale lo troviamo nelle prime ine del libro. Espulso dall’ennesima scuola per scarso rendimento scolastico, consapevole della delusione che provocherà ai suoi genitori quando lo scopriranno e adirato con il suo comno di stanza per la poca considerazione con cui parla di una sua, di Holden, vecchia amica, decide di prendersi “una piccola vacanza” e lascia la scuola di notte senza dire niente a nessuno. La solitudine che prova nei tre giorni che passa a New York lo porta a cercare un qualsiasi tipo di contatto con le diverse persone che incontra (“Le andrebbe di bere un bicchierino con me?”), ma alla fine l’unica persona che riesce davvero a capirlo e la sua sorellina di dieci anni, Phoebe, con la quale è molto unito.

Infatti “Il giovane Holden” è sicuramente anche una bellissima storia sull’amore fraterno. I sentimenti che legano Holden e Phoebe e in parte anche loro fratello maggiore D.B., scrittore di sceneggiature per Hollywood, sono molto sinceri e molto forti e fanno da contrasto alla sensazione di distacco con cui sembra che il protagonista tratti il mondo intero. La ragazzina in particolare, che ci viene rappresentata come “una persona di buon senso”, ricopre per Holden un ruolo molto importante, in quanto rappresenta l’infanzia tanto cara al ragazzo al punto di volerla salvare dalle brutture che vede nel mondo come spiega il titolo originale: “The Catcher in the Rye”, “l’acchiappatore nel campo di segale” (“mi immagino sempre tutti questi ragazzini che fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera, eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’e nessuno altro, nessun grande, voglio diren soltanto io. E non devo far altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli.”, “è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare”). Altro ruolo molto importante nella vita del giovane uomo, lo ricopre sicuramente il fratellino morto di leucemia ad appena dodici anni, Allie, che è sempre nei suoi pensieri e che amava molto (“Non solo era il più intelligente della famiglia. Era anche il più simpatico”, “Dio era un ragazzo in gamba però”). La perdita di Allie lo ha segnato molto ed è forse uno dei principali motivi dell’avversione che spesso prova per la vita.

Forse è proprio questo che rende questo libro così bello: Holden Caulfield sembra una persona vera, con i suoi pregi e i suoi difetti. Non è una persona speciale, è un gran fumatore, poco studioso, talvolta bugiardo e sognatore, intelligente, appassionato alla lettura e molto sensibile. Come tutti gli adolescenti sta attraversando un periodo di profonda crisi esistenziale. Un ragazzo come tanti che ha vissuto la brutta esperienza di perdere un fratellino e che fa fatica ad integrarsi in un mondo che vede pieno solo di meschinità, cattiverie e compromessi. Spesso, per superare i momenti di maggior depressione, si rifugia nell’immaginazione e nella bugia in quanto soltanto in questo modo può attutire il dolore che la dura realtà riesce a provocare in lui. Ha un rapporto conflittuale anche con il sesso: da una parte ne viene attratto, afferma infatti che “è un guaio che certe sconcezze siano proprio uno spasso”, ma dall’altra rispetta troppo le ragazze per approfittarsene, affermando che certe cose dovrebbero essere fatte solo con una persona con cui ci sia un’intesa non solo fisica ma anche intellettiva ed affettiva.

In fondo qualsiasi adolescente può riconoscersi in qualche suo pensiero o atteggiamento. Molti lo possono trovare ipocrita, infantile e a volte persino odioso (non si può mettere in dubbio che è piuttosto duro nei suoi giudizi e non sempre risulta simpatico), c’è chi lo compatisce per la dura perdita che ha affrontato, ma il risultato è sempre lo stesso non si riesce a finire il libro e restare indifferente nei confronti di questo ragazzo.

Consiglio a tutti di leggere questo romanzo perché si può imparare a conoscere un po’ meglio sé stessi e gli altri. E forse anche perché anch’io mi sono già un po’ affezionata al protagonista.

“Non so di preciso cosa voglio dire con questo, ma voglio dire proprio questo”








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