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Verbale delle lezioni svolte su 'La maschera della Morte rossa'



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Verbale delle lezioni svolte su 'La maschera della Morte rossa'


-Abbiamo iniziato l'analisi del racconto dal primo capoverso che, abbiamo notato, ha lo scopo di presentare la Morte Rossa come una 'ura' fisica (e non come una semplice malattia) e di metterne in evidenza alcune caratteristiche. Il testo inizia con una frase molto breve: 'Da tempo la 'Morte Rossa' devastava il paese.', contenente un verbo decisamente negativo e un'indicazione di tempo che accentua l'effetto di tale verbo, che presenta la ura come forte e terribile. E' successivamente messo in risalto il 'marchio' della Morte Rossa (il colore rosso - sangue che le da anche il nome) sia indirettamente, con numerosi riferimenti al rosso e al sangue, che esplicitamente, con una frase particolare: 'Il sangue era la sua manifestazione e il suo suggello, il rossore e l'orrore del sangue'. Abbiamo notato, infine, che nell'ultimo periodo del primo capoverso viene evidenziata la forza e la rapidità di uccidere della malattia: 'E l'attacco, il progredire e la conclusione del male si risolvevano nello spazio di mezz'ora'.

In seguito abbiamo preso in analisi la connotazione del 'fuori e dentro', che si inizia ad individuare dal secondo capoverso. Il 'Ma' iniziale ci indica che ciò che è espresso successivamente riguarda un tentativo di opporsi a quello che è stato precedentemente descritto: il principe Prospero e altri privilegiati si chiudono in un castello pensando, così, di lasciar fuori la 'Morte'. A questo punto abbiamo costruito uno schema che mettesse in evidenza la situazione descritta:







TENTATIVO


(di chi?) Privilegiati (il principe Prospero e un migliaio di amici) Felicità (Dentro)




Popolo (gli esclusi) Morte Rossa (Fuori)



(come?) Attraverso una chiusura





Prima di proseguire l'insegnante ci ha fatto notare che non si ha alcuna precisazione sul luogo o sul tempo in cui si svolge il racconto anche se, data la presenza di principi e castelli, si potrebbe ipotizzare un'ambientazione medioevale. Questo permetterebbe, a ciò che la Morte Rossa rappresenta, di non apparire limitato in un passato o in un luogo lontano, ma lo renderebbe un problema presente sempre e ovunque.

Continuando con l'analisi delle connotazioni nel testo abbiamo notato che il 'chiuso' del castello appare anche come una prigione in cui la vita si svolge in maniera molto differente da come avverrebbe fuori nella normalità. In effetti all'interno della fortezza si trova solo una ristretta cerchia di privilegiati che vive nel lusso e nella felicità ma che deve anche nutrirsi di scorte di cibo accumulate in precedenza e che non può avere alcun contatto col mondo esterno. Questa situazione si mantiene inalterata finché non avviene un fatto che stravolge l'ordinario, e che consiste in un grande ballo in maschera a cui partecipano, chiaramente, solo tutti coloro che si trovano all'interno del castello. In questa occasione si muta la situazione generale con l' 'interno' che diviene uguale a ciò che prima era tenuto fuori. Osservando questa fase del racconto abbiamo preso in esame la parte in cui si ha la descrizione delle stanze in cui si svolge la festa e in particolare di quella nera, in cui la Morte Rossa 'si manifesta'. L'ambiente appare strano, grottesco, artificiale, in cui gli uomini irriconoscibili dietro alla loro maschera sono paragonati a personaggi fantastici, dei sogni. Abbiamo visto che ogni stanza ha un unico colore che la caratterizza, ad esclusione della stanza nera, la quale ha le finestre di un rosso scarlatto che provoca effetti di luce particolari e inquietanti. Sempre in quest'ultima stanza è presente un orologio a pendolo che 'rappresenta' lo scorrere del tempo e che con i suoi rintocchi provoca smarrimento e incertezza in tutti gli astanti. Quando il pendolo batte dodici colpi, indicando la mezzanotte e quindi, la fine della giornata, introduce anche la maschera della 'Morte Rossa' che si avvicina al principe senza che nessuno possa fermarla e porta la morte all'interno del castello. Questo fatto ci ha indotti ha pensare che la stanza nera potrebbe rappresentare la morte, mentre le altre stanze, a partire da quella turchina, la vita nelle sue fasi. Questo sarebbe confermato anche dalla disposizione che vede a oriente (cioè dove sorge il sole) la stanza turchina e ad occidente la stanza nera.

Abbiamo concluso dicendo che la Morte Rossa potrebbe rappresentare l'inevitabile morte, incubo di tutti gli uomini. Quindi per quanto Prospero e gli altri privilegiati abbiano cercato di evitarla isolandosi dal mondo esterno non sono riusciti ad impedirla ma, forse, solo a ritardarla.






-La Morte Rossa, rappresentando più in generale la morte, può essere ricondotta nell'immaginazione alla ura classica dello scheletro col mantello nero e la falce, ma dalla descrizione iniziale del testo viene aggiunto un elemento assente generalmente in questa immagine: il sangue. L'autore stesso fa 'apparire' alla fine la Morte Rossa, che si manifesta con l'aspetto delle sue stesse vittime: un cadavere ricoperto di macchie scarlatte e di sangue. Dopo aver letto il primo capoverso del racconto contenente la descrizione degli effetti della malattia, era proprio quest'ultima immagine che ho iniziato ad associare alla Morte Rossa.

La Morte Rossa uccide tutti coloro che si trovavano nel castello e sembra quasi voler punire il loro tentativo di sfuggirle e, in particolare, l'ideatore di tale tentativo, che per primo perde la vita. In seguito alla vista di questa prima morte alcuni uomini, che fino a quel momento erano rimasti distanti e immobili per il timore, cercano di fermare l'individuo mascherato ma non ne sono in grado perché quest'ultimo 'non ha alcuna forma tangibile'. Questo fatto mi ha portato a paragonare la Morte Rossa ad un Dio della mitologia greca, in grado di decidere della vita degli uomini ma anche irascibile e vendicativo nel caso in cui questi gli disobbediscano cercando di ottenere gli stessi poteri o le stesse ricchezze degli Dei.

Per quanto riguarda le stanze e i colori che le caratterizzano, penso che, come abbiamo affermato anche in classe, la stanza nera rappresenti la morte, oltre che per la sua posizione (si trova più a Occidente delle altre) e i colori che la caratterizzano (il rosso e il nero che indicano rispettivamente, in questo contesto, il sangue e la morte), anche per la presenza in questa stanza dell'orologio che, con i suoi rintocchi, scandisce il trascorrere del tempo e, quindi, l'avvicinarsi di un'inevitabile 'fine'. Le altre sei stanze sono tutte caratterizzate da colori piuttosto chiari (turchino, porpora, verde, arancione, bianco, violetto) che sembrano essere stati scelti e ordinati senza un particolare motivo e che rappresentano probabilmente la vita suddivisa in sei fasi, in cui la nascita corrisponde alla stanza turchina. In effetti, proprio in quest'ultima stanza si trovava Prospero al momento dell'apparizione della maschera, che era invece nella stanza violetta (la sesta e penultima), e proprio da quella egli si muove, attraversando tutte le altre, fino a raggiungere la Morte Rossa che si era nel frattempo spostata nella stanza dai drappeggi di velluto nero. E' possibile notare che l'autore 'inserisce' tra ogni stanza 'una brusca svolta' come a separare ulteriormente questi ambienti già distinti nel colore.

Leggendo la descrizione dell'aspetto interno del castello e della disposizione delle stanze è molto difficile ottenerne un'immagine mentale che tenga conto di ogni particolare, di conseguenza l'idea che ho ottenuto è quella di un labirinto molto tortuoso.

Come già abbiamo detto in classe nella lezione del 25/2, l'autore ha voluto omettere ogni indicazione di tempo e di luogo per evitare di circoscrivere in un'area ristretta la Morte Rossa. In effetti, si può collegarla con problemi della realtà attuale in cui, per fare un esempio, potremmo paragonare la Morte Rossa ed una malattia incurabile come l'AIDS o il Cancro.








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