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CONTESTO STORICO CULTURALE - L’AMBIENTE CULTURALE DI FINE ‘800 - DIFFUSIONE DELLA TEORIA



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CONTESTO STORICO CULTURALE:

La psicoanalisi ha inizio con la pubblicazione dell’ “L’interpretazione dei sogni” Di Freud, il massimo esponente. In questo periodo si diffuse il termine “dinamico” per qualificare i disturbi di tipo psichico che non trovavano origine in malattie del sistema nervoso.


LA PSICHIATRIA DI FINE ‘800:

La psicoanalisi è considerata una teoria dinamica che imputa l’origine di fenomeni patologici all’azione di forze in interazione fra loro. Le forze a cui fa riferimento la psicoanalisi sono prevalentemente legate all’inconscio, ma agiscono anche forze di origine sociale e spinte motivazionali. Viene considerata psicologia dinamica perché la psiche è in continua evoluzione per le forze che sono presenti in noi: Es, Io, Super io.

La lotta tra Es e Super io porta a patologie (isteria . ).

La prima teoria sistematica relativa ad un approccio dinamico si fa risalire a Janet che formulò l’ipotesi che la genesi dei disturbi psichici dipendesse da cause psicologiche e non da cause biologiche. A lui Freud si riconnette. In ambito psichiatrico era già molto diffuso l’uso dell’ipnosi di cui Freud inizialmente si servì. Essa era utilizzata da Charcot, psichiatra francese. Freud dai dati osservati e curati con l’ipnosi trasse la convinzione che vi siano patologie riconducibili a cause psicologiche.


L’AMBIENTE CULTURALE DI FINE ‘800:



Trova uno spazio la ura femminile spesso legata a temi erotici e sessuali. Prima tutto ruotava intorno alla ura maschile. Si risente del clima positivista, soprattutto nelle parti in cui tenta di spiegare ogni fenomeno in termini di rapporti, di equilibri e disequilibri tra forze ed energie nel rigore dell’indagine scientifica applicata alla psiche.


DIFFUSIONE DELLA TEORIA:

La teoria psicoanalitica non ebbe inizialmente né il successo, ne la diffusione che Freud si attendeva. Nel movimento psicoanalitico ci furono molte defezioni e scissioni, in particolare quelle di Jung e Adler furono occasionate di amarezze e rimproveri reciproci; si staccano perché non accettano la teoria che tutto ruoti attorno alla sessualità. ½ furono delle reazioni negative, la Chiesa cattolica ripudiò la psicoanalisi. Osteggiata fu la psicoanalisi nel periodo della dittatura nazista e fascista. La psicoanalisi, per Freud, era:

Una teoria complessa della psiche che cercava di ricondurre a pochi concetti vari fenomeni;

Una metodologia di indagine della psiche;

Una tecnica terapeutica per il trattamento dei disturbi nevrotici.


A partire dal primo Novecento, fu recepita come una nuova “visione del mondo”.


OGGETTI DI STUDIO E CONCETTI CHIAVE:

Freud apportò modifiche ed elaborò la sua teoria fino alla fine della sua vita.

Due sono i concetti decisamente nuovi proposti dalla teoria psicoanalitica: l’inconscio e il determinismo psichico. L’inconscio è entrato nell’uso comune come testimonianza della larga diffusione di alcuni concetti psicoanalitici nella società occidentale. Con Determinismo psichico, nella vita psichica di un uomo, nulla accade per caso, ogni evento, anche banale, (es. sogno) può essere ricondotto ad un altro evento che l’ ha determinato.


APPROCCIO TOPOGRAFICO:

Freud paragona la psiche ad un territorio diviso in regioni, “parti” della mente che si trovano in relazione tra di loro e sono l’inconscio, il preconscio e il conscio. Viene utilizzata la metafora dell’iceberg: l’inconscio è la parte subacquea che sostiene la parte più superficiale (il conscio), ma non è visibile e per questo motivo può provocare gravi “incidenti”.

L’inconscio è l’insieme delle pulsioni di cui dispone ogni individuo e a pensieri e sentimenti inconsci sconosciuti e non immediatamente accessibili alla coscienza. 

Il preconscio è la linea di galleggiamento dell’iceberg, la linea di demarcazione tra conscio e inconscio. Può diventare conscio senza essere ostacolato dalla coscienza attraverso la formazione di immagini mentali o con il collegamento del linguaggio.

Il conscio è quando una persona è consapevole in un determinato momento. Sono pensieri, emozioni, sentimenti presenti nell’individuo su quali si agisce volontariamente. 


Queste tre zone subiscono modifiche nel corso dello sviluppo. La mente di un bambino piccolo è quasi tutta inconscia: con l’avanzare dell’età, preconscio e conscio si estendono. Con questa divisione Freud ha tentato di astrarre tre aspetti del funzionamento mentale che però interagiscono continuamente.


APPROCCIO STRUTTURALE:

All’interno di queste 3 zone emergono delle strutture che non coincidono con nessuna delle zone. Le 3 strutture, Es, Io e Super io,  mediano il rapporto tra pulsioni e comportamento.


L’Es è la parte più oscura e inaccessibile della nostra personalità. È presente fina dalla nascita e viene definita come la sede delle pulsioni che traggono origine dalla dimensione biologica dell’individuo. L’Es è anche la fonte principale dell’energia psichica. L’Es lavora seguendo il principio del piacere, vuole che ogni desiderio sia soddisfatto tramite un’azione su un oggetto o tramite un’immagine dell’oggetto che porta però ad una soddisfazione parziale. Ricrea a livello allucinatorio una realtà più soddisfacente della realtà oggettiva. Questo soddisfacimento allucinatorio del desideri è conosciuto come processo di pensiero primario. L’energia dell’Es è mobile è può investire un oggetto  un’immagine e successivamente trasferirsi su altri oggetti o immagini. L’Es continua ad operare per tutta l’esistenza e la sua azione è rintracciabile nei sogni notturni ed a occhi aperti, nell’immaginazione, in quei comportamenti impulsivi ed autocentrati che non prevedono alcuna forma di differimento dalla soddisfazione del desiderio.




L’Io si sviluppa quando ci si rende conto dell’incapacità dell’Es di produrre costantemente l’oggetto desiderato. L’Io rappresenta il punto di contatto tra il soggetto e il mondo reale e il suo sviluppo è necessario alla sopravvivenza fisica e psicologica. L’I agisce seguendo il principio della realtà. Fanno parte di queste attività i processi di percezione, pensiero psicologico, memoria, risoluzione dei problemi. L’Io è considerato anche la componente esecutiva della personalità in quanto è questa struttura che prevede la conseguenza di certe azioni, prende decisioni. L’Io per sviluppare le attività che gli sono proprie, non dispone di energia propria e deve sottrarla all’Es (serbatoio dell’energia psichica). L’Io sottrae l’energia all’Es tramite un processo, l’identificazione. Con lo sviluppo l’I acquisisce energia ed aumenta l’esperienza usando il processo secondario, contemporaneamente gli diviene anche più forte e differenziato. Il processo secondario non sostituisce mai completamente quello primario, si accomna ad esso. Il processo secondari di pensiero tende a diventare predominante rispetto a quello primario. Egli sente minacciosi i pericoli provenienti dal suo interno e si carica di angoscia.

Ci sono 3 tipi di angoscia: 

-Oggettiva: sensazione dolorosa di pericolo attribuibile a un pericolo vero, oggettivo;

-Nevrotica: quando nasce dal timore che l’Io non abbia la forza necessaria per tenere a bada l’energia istintiva dell’Es;

-Morale: deriva dall’individuazione da parte del conscio di un’azione per la quale ci si sente in colpa o ci si vergogna.


Freud considera principalmente l’angoscia nevrotica perché accomna molti disturbi psichici. Quando l’angoscia è forte e tale da minacciare l’Io, egli attiva in modo inconscio i meccanismi si difesa che, distorcendo la realtà, alleviano l’angoscia.


Meccanismi di difesa

In tutti i meccanismi di difesa: vi è una componente inconscia, impiegano energia psichica, hanno lo scopo di difesa del senso d’angoscia e si esprimono attraverso sintomi evidenti nel comportamento.

I principali meccanismi di difesa sono:

La rimozione: si impedisce ad un pensiero o ad un ricordo di divenire cosciente e lo si rilega a livello inconscio.

La proiezione: si attribuiscono pensieri, emozioni che causano angoscia ad altre persone o oggetti, piuttosto che a se stessi.

La regressione: si ritorna con il comportamento, il pensiero, ad un livello di sviluppo precedente.

La fissazione: si manifesta quando, durante lo sviluppo, una parte della libido rimane ancorata ad uno stadio precedente e impedisce al bambino di accedere allo stadio successivo.

La sublimazione: un fine o un desiderio socialmente inaccettabili sono trasformati in altri più accettabili per i quali non si prova un senso di colpa.

L’identificazione: l’individuo identifica se stesso con qualcuno che gli appare come desiderabile e ammirabile, con qualcuno che non può essere minacciato dall’angoscia dalla quale egli, si sente minacciato.


I meccanismi di difesa difendono l’individuo da una dose eccessiva di angoscia, possono risultare dannosi perché utilizzano dell’energia che potrebbe essere rivolta allo sviluppo dell’Io.


Il Super Io è l’istanza psichica che si sviluppa per ultima intono ai 5/6 anni e porta alla risoluzione del conflitto edipico. Il bambino assimila i divieti e le regole che i genitori gli propongono e si costruisce così una coscienza morale. Quest’ultima fa sentire la persona in colpa ogni qualvolta essa sente di aver commesso o anche solo pensato qualcosa di riprovevole. L’introiezione delle lodi e degli incoraggiamenti dei genitori è alla base della costruzione dell’ “Io ideale”. L’Io ideale sprona l’individuo a migliorarsi e raggiungere il massimo delle proprie possibilità. Il Super io si oppone alla altre due istanze della personalità perché: cerca di liberarsi dia dal principio del piacere che dal principio della realtà e il Super io non distingue tra ciò che è oggettivo e ciò che è soggettivo e per questo censura l’Io.



Il Super io permette alla società di raggiungere e mantenere l’ordine apprendendo quelle regole che impediscono al soggetto di manifestare comportamenti aggressivi verso gli altri e verso la civiltà.


APPROCCIO DINAMICO:  

Freud delinea una concezione dinamico-energetica dell’essere umano. La pulsione esprime le spinte dell’organismo verso determinate mete: trae origine da fonti di stimolazione interne al corpo, agisce con una forza costante e la persona non vi si può più sottrarre.

Nelle pulsioni possiamo distinguere una fonte, un oggetto e una meta.

La fonte della pulsione è uno stato di eccitamento del corpo.

La meta o lo scopo della pulsione è l’eliminazione di tale eccitamento per riportare l’organismo ad uno stato di equilibrio. Può avvenire se si verifica una soddisfazione del bisogno. 

Un oggetto su cui la tensione può scaricarsi: si verifica così l’investimento di energia lipidica su una persona reale; su un oggetto oppure sulla rappresentazione di una persona o di un oggetto.

La libido sospinge l’essere umano verso il piacere per cui la sua vita sarò attraversata dal conflitto tra il principio di piacere e il principio di realtà.

METODO:

Freud utilizza esclusivamente il metodo clinico, costruisce progressivamente una teoria a partire dall’analisi dei casi seguiti. Dopo una breve esperienza con l’ipnosi venne a conoscenza che Breuer applicava con successo un nuovo metodo ai casi di isterismo. Questo metodo “catartico” consisteva nel far parlare il paziente, durante lo stato ipnotico, sulla sa dei sintomi.


LE ASSOCIAZIONI LIBERE:

Freud sviluppò gradualmente un metodo originale: le associazioni libere. L’ipotesi di partenza è che nella mente nulla avviene per caso e tutto cioè che il paziente riferisce, soprattutto quello che evita di affrontare, può essere collegato dal terapeuta. Questo metodo esige che il paziente esprima tutti i suoi pensieri, deve parlare senza limitazione. Accade però che vi sia un blocco improvviso: qui si avverte che c’è qualcosa che non va, qualcosa che è stato rimosso per evitarne il ricordo.


L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI:

Freud formulò la teoria per cui il sogno è l’espressione di un lavoro della mente che si applica a dei contenuti e che fu espressa nel testo “L’interpretazione dei sogni”. Qui vi sono due scoperte fondamentali.

Gli eventi che compaiono nei sogni sono prodotti dal lavoro onirico, con lo scopo di fornire espressioni mascherate di desideri inconsci. Durante il sonno non c’è la censura, il sogno presenta come realizzati quei desideri inconsci scaricando la tensione. Il sogno viene definito come apamento del desiderio. Ogni sogno ha un contenuto manifesto, quello che viene ricordato al risveglio, e un contenuto latente, nascosto, il vero significato del sogno.

L’attività onirica funzionerebbe come un modello in miniatura di nevrosi. Esprimono entrambe impulsi inconsci che la parte conscia del soggetto ritiene minacciosi per cui censurando. Altri accadimenti della vita quotidiana possono offrire indicazioni sul lavoro della mente: i lapsus, dire qualcosa al posto di qualcos’altro, li atti mancati, le azioni che si dovrebbero compiere e non si fanno e forniscono indicazioni sui rapporti tra conscio e inconscio.


IL TRANSFERT:

Tramite il rapporto che si stabilisce tra analista e paziente quest’ultimo rivive sentimenti connessi ad esperienze vissute nella propria infanzia e l’analista deve fare i conti con emozioni e sentimenti che suscitano in lui.

Il transfert è quel fenomeno per il quale il paziente “vive” il suo analista come se fosse una ura significativa del proprio passato. Il transfert è utile al paziente nella guarigione, il paziente esprime sentimenti ed emozioni che non ha mai potuto esprimere al terapeuta come se fosse un’altra persona. Il transfert può essere positivo quando i sentimenti vissuti sono d’amore mentre può essere negativo quando sono sentimenti d’odio.

Con il controtransfert anche l’analista può tornare a ripetere sentimenti ed emozioni collegati ed esperienze infantili. Perciò ogni analista deve preliminarmente condurre un’analisi su se stesso e il rapporto tra paziente ed analista deve condurre alla guarigione. 








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