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Intelligenza - Esercizio



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Intelligenza

Esercizio 1

Candela sta a cera come pneumatico sta a:

  1. Automobile
  2. Rotondo
  3. Gomma
  4. Cavo

Esercizio 2




Completate questa serie:

0,75 ½ __?__

  1. Tutto
  2. Un ottavo
  3. Un quarto

Esercizio 3

Completate questa serie:











Esercizio 4

Vi trovate ad un party di persone che dicono sempre la verità e di persone che mentono sempre.

Incontrate una persona nuova che vi dice che ha appena ascoltato una conversazione in cui una ragazza diceva che era una bugiarda.

Questa persona che avete appena incontrato, è tra coloro che dicono sempre la verità o tra coloro che mentono sempre?


Che cos’è l’intelligenza

Nel 1921 gli editori del Journal of Educational Psycology chiesero a 14 famosi psicologi che cosa fosse l’intelligenza.

Anche se le risposte furono diverse tra loro, si ritrovarono due elementi comuni: l’intelligenza è la capacità di apprendere dall’esperienza e di adattarsi all’ambiente.

Quando nel 1986, Sternberg e Detterman riproposero la stessa domanda a 24 psicologi cognitivi, le risposte sottolinearono l’importanza di questi due elementi, includendo nella definizione di intelligenza un'altra caratteristica: la metacognizione, la comprensione e il controllo da parte dell’uomo dei propri processi mentali.

A ciò, gli esperti aggiungono l’importanza della componente culturale, che attribuisce accezioni dell’intelligenza, che variano da cultura a cultura.

Quindi l’intelligenza potrebbe essere definita come la capacità delle persone di apprendere dall’esperienza e di utilizzare processi metacognitivi per adattarsi in un certo ambiente situato, ovvero collocato socialmente e culturalmente.

Tuttavia, la questione della definizione del concetto di intelligenza rimane aperta e problematica

Alcuni studiosi, nei primi anni del XX secolo, hanno definito l’intelligenza come abilità di pensiero, soluzione di problemi e ragionamento.

Negli anni ’70 gli psicologi hanno sottolineato che l’intelligenza dovrebbe includere abilità e competenze trasversali importanti per il successo in ogni cultura, collegate ad esempio al saper trattare con gli altri o al destreggiarsi con successo nella vita quotidiana.

Molti esperti infine concordano con la definizione di Sternberg (1985) che definisce l’intelligenza come un’attività mentale diretta ad adattarsi intenzionalmente a contesti reali rilevanti per la vita del soggetto. In questo costrutto sono incluse le capacità di risoluzione dei problemi e di costruzione dei contesti di vita.


L’intelligenza è una o molteplice?

“Intelligenza generale, determinata e misurata oggettivamente” (Spearman)

ma: esiste un fattore generale (o fattore ‘g’) di intelligenza?

piuttosto tante abilità separate e poco correlate tra loro? (Thorndike)

capacità mentali primarie (Thurstone)

struttura dell’intelligenza come complessa combinazione di contenuti, prodotti e operazioni diverse (Guilford)

teoria ‘triarchica’ (Sternberg)

‘molteplici intelligenze’ (Gardner)

importanza della ‘componente emotiva’ dell’intelligenza (Goleman)


I diversi approcci per studiare l’intelligenza

Analisi fattoriale

Culturale

Sistemico


Approccio basato sull’analisi fattoriale

L’analisi fattoriale è un metodo statistico che suddivide un costrutto, in questo caso l’intelligenza, in un certo numero di fattori ipotetici o abilità che il ricercatore ritiene costituiscano la base delle differenze individuali nella prestazione in un test.



Naturalmente, i fattori specifici che vengono derivati dipenderanno sempre dalle specifiche domande che vengono poste e dai compiti che vengono valutati.

L’analisi fattoriale è basata sugli studi sulla correlazione.



Spearman

Spearman, inventore dell’analisi fattoriale (1927) ha concluso che l’intelligenza può essere compresa sia nei termini di un singolo fattore generale implicato nella prestazione in tutti i test di abilità mentale, che nei termini di un insieme di fattori specifici, ciascuno dei quali è implicato in un tipo specifico di test di abilità mentale.

Per Spearman il fattore generale etichettato con “g”, che riteneva fosse riconducibile all’energia mentale” rappresenta la chiave per la comprensione dell’intelligenza.



Thurstone (1887-l955)

Thurstone ha concluso (1938) che il nucleo dell’intelligenza non risiede in un singolo fattore ma piuttosto in sette fattori o abilità mentali primarie:

Comprensione verbale: misurata dai test di vocabolario

Fluidità verbale: misurata dai test con limiti di tempo che richiedono che il soggetto sottoposto al test pensi al numero maggiore possibile di parole che iniziano con una determinata lettera

Ragionamento induttivo: misurato dai test basati su analogie e da compiti di completamento di serie di numeri

Visualizzazione spaziale: misurata dai test che richiedono la rotazione mentale di rafurazioni di oggetti

Abilità numeriche: misurate da test di calcolo e da test di risoluzione di problemi matematici semplici

Memoria: misurata dai test di richiamo di ure e parole

Rapidità percettiva: misurata dai test che richiedono che il soggetto sottoposto al test riconosca piccole differenze nelle ure, oppure che cancelli una lettera target in stringhe composte da varie lettere.


Guilford

Il modello della struttura dell’intelletto (structure-of-intellect, SOI) di J.P. Guilford (1967,1982), che comprende fino a 150 fattori mentali in una delle versioni della teoria, si trova all’estremo opposto rispetto al modello del singolo fattore “g” di Spearman.

Secondo Guilford, l’intelligenza può essere intesa nei termini di un cubo che rappresenta l’intersezione di tre dimensioni: le diverse operazioni, i contenuti e i prodotti.


Tre dimensioni dell’intelligenza

Le operazioni sono processi mentali semplici, come i processi della memoria e della valutazione.

I contenuti rappresentano i tipi di termini che compaiono in un problema, come i problemi semantici (parole) o visivi (ure).

I prodotti sono il tipo di risposte richieste, come le unità (singole parole, numeri o ure), le classi (gerarchie) e le implicazioni.

Il contributo di Guilford più prezioso è consistito nella proposta di considerare i vari tipi di operazioni, contenuti e prodotti mentali, nelle nostre prospettive e nelle nostre valutazioni relative all’intelligenza.


Cattell

Secondo il modello di Cattell (1971) l’intelligenza generale comprende due sotto-fattori principali:

l’abilità fluida: la velocità e precisione del ragionamento astratto, in particolare per i nuovi problemi

l’abilità cristallizzata: le conoscenze accumulate ed il vocabolario.

Questi due sotto-fattori principali riassumono diversi fattori più specifici.


Carroll

Più recentemente, Carroll (1993) ha proposto un modello gerarchico dell’intelligenza basato sulla sua analisi di più di 460 insiemi di dati ottenuti tra il 1927 e il 1987. La sua analisi include più di 130.000 soggetti con differenti situazioni di vita e paesi d’origine.

Il modello proposto da Carroll in base al suo colossale lavoro è composto da una gerarchia a tra strati:

- lo strato I comprende molte abilità specifiche e ristrette (ortografia e velocità di ragionamento)

- lo strato II comprende varie abilità generali (intelligenza fluida, intelligenza cristallizzata)

- lo strato III consiste in una intelligenza unitaria e generale somigliante al fattore “g” di Spearman


Approccio culturale

Cole, Glik e le tribù africane (1971)



La cultura Puluwat dell’oceano Pacifico

Goddard (1917) e i “deboli di mente”

Sarason e Doris (1979) e il QI nelle popolazioni di immigrati

Ceci (1991) e l’assimilazione culturale

Wagner (1978): contenuti e strategie

Ceci: i contesti sociale, mentale e fisico influiscono sulla prestazione


Culture free e culture fair

I tentativi di costruire test Culture free cioé liberi da influenze culturali hanno dato risultati insoddisfacenti.

E’ invece possibile costruire test costituiti da prove comuni alle diverse culture, quindi strumenti transculturali.

Test che vengono definiti Culture fair: equi ed imparziali rispetto alle diverse culture.

Ma, nonostante questi tentativi, le differenze culturali continuano a persistere. Meglio quindi ricorrere a tarature specifiche nelle diverse culture


Teorie sistemiche

Sin dai primi anni ’90 alcuni psicologi hanno provato a sviluppare teorie dell’intelligenza che fossero più estensive delle teorie dei fattori, nelle quali l’intelligenza fosse vista come un sistema complesso.

Due importanti teorici dell’approccio sistemico sono Gardner e Sternberg


Gardner e le intelligenze multiple

Gardner ha proposto sette differenti tipi di intelligenza:

Intelligenza spaziale (Picasso)

Intelligenza musicale (Stravinskij)

Intelligenza linguistica (Eliot)

Intelligenza logico-matematica (Einstein)

Intelligenza interpersonale (Gandhi)

Intelligenza intrapersonale (Freud)

Intelligenza fisica e cinestetica (Stefi Graf)



























Sternberg e la teoria triarchia


Secondo la teoria triarchica, l’intelligenza comprende tre aspetti relativi alla relazione fra l’intelligenza e:

Il mondo interno dell’individuo (metacomponenti – componenti della prestazione – componenti di acquisizione della conoscenza)

L’esperienza (processi automatici)

Il mondo esterno (adattamento – modellamento – selezione)








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