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PIAGET (1896-1980) - Concezione biologica della conoscenza



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PIAGET (1896-l980)

Concezione biologica della conoscenza


Struttura psicogenesi dell’intelligenza

EVOLUZIONE

Funzione conoscenza






Assimilazione

ADATTAMENTO   

Accomodamento




EMBRIOLOGIA DELL’INTELLIGENZA (leggi dello sviluppo cognitivo umano)



Già alla fine dell’ 800 si diffuse un certo interesse per la PSICOLOGIA DEL BAMBINO e sempre


verso la fine del secolo con la psicanalisi, l’infanzia era diventata un momento cruciale per


l’individuo.


Dopo la prima guerra mondiale ci fu una vera e propria esplosione d’interesse per questo


argomento.


PIAGET è stato a lungo identificato con lo studio della psicologia del bambino (psicologia


infantile). Piaget era un genio: a 10 anni sapeva tutto sui molluschi, lavorava moltissimo, sì


interessò ai bambini fin dall’inizio della sua carriera, tanto che sottopose i suoi li ad analisi.


La madre aveva dei problemi nervosi, fu anche per questo che lo ha spinto ad interessarsi di


psicanalisi (incentrata soprattutto sull’importanza dell’esperienza infantile. Si laureò in scienze


naturali ( nella sua vita si sentì sempre un  biologo).


Nasce come biologo, però è molto interessato anche alla filosofia, in un modo particolare, non nel


senso di conoscenza ma di saggezza. Per Piaget solo una parte della filosofia merita di essere


coltivata l’epistemologia = lo studio della conoscenza, dei modi in cui la conoscenza si sviluppa.


Il suo intento è di sviluppare una concezione biologica della conoscenza.


I suoi presupposti evoluzionistici e darwiniani lo portano a considerare l’uomo ( come tutti gli altri


esseri viventi) in continua interazione con l’ambiente. Secondo Darwin, l’organismo evolve e sì


adatta all’ambiente in toto, nel suo complesso, nella struttura e nella funzione, nel corpo e nella


mente.


Secondo Piaget, questi principi generali sono applicati alla struttura e alla funzione


psicologica:

la struttura psicologica è la struttura dell’intelligenza;


la funzione psicologica è il prodotto del funzionamento di questa struttura, cioè la


conoscenza.


In psicologia c’è un evoluzione, un cambiamento costante, evolutivo, adattativi della struttura


psichica e della funzione cognitiva. Il  progetto ambizioso di Piaget era di cercare di capire


in che modo si sviluppano le strutture dell’intelligenza e di pari passo in che modo si sviluppa la




conoscenza. Per capire questo l’impostazione ideale è quella ata: P. studiava la storia del


pensiero scientifico per individuare il modo in cui la conoscenza nel corso del tempo si è evoluta e


i modi in cui si stava evolvendo l’uomo ( dato che la conoscenza rispecchia le strutture psichiche


dell’uomo)


Con uno studio FILOGENETICO (nel mondo animale) e ONTOGENETICO (nello sviluppo


dell’individuo) si può ricostruire un grande affresco del modo in cui si è sviluppata la conoscenza


e l’apparato psichico umano. Questo Piaget lo chiama EMBRIOLOGIA DELL’INTELLIGENZA.


EMBRIOLOGIA studia lo sviluppo dell’individuo dall’embrione fino alla sua maturazione.


EMBRIOLOGIA DELL’INTELLIGENZA è una sintesi tra la biologia e l’epistemologia e consiste nel


tentativo di individuare la psicogenesi, cioè come si generano e come si sviluppano le strutture


psichiche. Il metodo di Piaget è anche  chiamato METODO PSICOGENETICO, poiché è interessato


a scoprire la genesi dell’apparato psichico e della conoscenza.


L’evoluzione è basata sul concetto d’adattamento, tutto questo applicato al piano psicologico


induce P. a dare una definizione d’adattamento riguardante le strutture psichiche e la


conoscenza.


ADATTAMENTO è l’equilibrio di due fasi:


FASE DELL’ASSIMILAZIONE


FASE DELL’ACCOMODAMENTO


L’adattamento regola l’interazione individuo-ambiente. Prima l’individuo assimila le informazioni


sul cambiamento dell’ambiente, poi in conformità a ciò che ha assimilato si modifica, si accomoda in


funzione di quello che è accaduto. Per individuare le fasi di questa psicogenesi si deve partire


dallo studio del bambino, si guarda in che modo evolve, cambia nel tempo, si tenta di individuare


la conoscenza delle leggi che regolano il suo sviluppo psichico. Piaget sui bambini usa una


metodologia particolare: conosce il colloquio clinico, conosce bene la tecnica dei test, ma lì


considera troppo rigidi; la semplice osservazione non va bene. Il metodo ideale è il


METODO CLINICO che è una combinazione delle varie possibilità di metodo che aveva


conosciuto. Si trattava di porsi davanti al bambino facendolo parlare,


sottoponendolo ad una serie di domande ( P. affermava che questo era


l’analogo del metodo sperimentale si parte da un’ ipotesi, s’imposta una


situazione sperimentale, si modificano una serie di variabili e si va a vedere


cosa accade). Il colloquio col bambino è mirato  e sulla base di come risponde


si fanno altre domande per tentare di verificare l’ipotesi di partenza.


In questo modo, Piaget è convinto di aver trovato delle leggi psicogenetiche , leggi che regolano lo


sviluppo delle strutture dell’ intelligenza.Questo sviluppo dovrebbe avvenire secondo una serie di


FASI ben determinate che si susseguono in modo lineare, rigoroso, uguale x tutti.


La variabilità consiste nel fatto che non è obbligatorio il punto d’arrivo, ma è obbligatoria la


concatenazione delle fasi.


FASE SENSO-MOTORIA. Dalla nascita fino ai 2 anni circa.


La prima cosa che si osserva in un neonato sono gli istinti (per es. suzione), alla base di questi     


c’è l’ azione,un’ azione di tipo automatico, dei comportamenti riflessi. Dopo un po’ di tempo i


riflessi si combinano tra loro e si creano delle abitudini (nucleo dell’azione volontaria); da


qui si comincia a generare l’azione volontaria.


Inizialmente il neonato è un tutt’ uno con l’ambiente, non si distingue dal resto,  non distingue


l’ io dall’altro; poi piano piano comincia a sviluppare l’ azione volontaria perché sviluppa la




coordinazione tra visione e prensione ( bambino cerca di afferrare gli oggetti, ma non ci riesce,


allunga la  mano ma non centra l’oggetto).


Affinché si possa generare un inizio d’attività psichica cognitiva, deve cominciare il processo


di decentramento ( bambino deve decentrarsi, distinguersi dal resto). Concentrandosi con


quello che c’è fuori deve raggiungere il concetto di permanenza dell’oggetto e  permanenza del


soggetto


FASE CONCETTUALE. Dai 2 ai 15 anni


C’ è la sa del linguaggio. Le strutture dell’intelligenza nascono nell’azione, sì


sviluppano attraverso questa faticosissima fase senso-motoria, in cui il neonato si dota degli


strumenti minimi per poter poi sviluppare la sua intelligenza che sarà sempre più logica, più


concettuale e il punto d’arrivo poi sarà la logica formale (ragionamento ipotetico-deduttivo).


La fase concettuale la possiamo suddividere in 3 PERIODI:


PERIODO PRE-OPERATORIO (dai 2 ai 7 anni): è la fase in cui si cominciano a


determinare le condizioni per effettuare una serie di operazioni;


PERIODO DELLE OPERZIONI CONCRETE (dai 7 agli 11 anni);


PERIODO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dagli 11 ai 15 anni).


Quando il bambino comincia a disporre del linguaggi, dei concetti di permanenza dell’oggetto e


del soggetto, a decentrarsi all’esterno, a decentrarsi sul piano cognitivo e anche su quello


affettivo comincia a sviluppare una reazione affettiva rivolta verso qualcuno o qualcosa.


Le strutture logiche dell’intelligenza si sono definite e agiscono all’inizio con delle operazioni


concrete (es. quando s’insegna al bambino a contare, si usano le dita x fargli vedere i numeri,


perché lui ha bisogno di un referente concreto). In questo periodo il bambino ha bisogno di un


riscontro immediato con la dimensione fisica, con il piano della concretezza. Il rapporto con


l’ambiente fisico è essenziale, poiché le strutture dell’intelligenza non sono ancora


sufficientemente mature tanto da consentirgli di svincolarsi del tutto.


Il punto d’arrivo (verso i 14-l5 anni) è il ragionamento ipotetico-deduttivo ( periodo delle


operazioni formali). Per es. porto l’ombrello, perché se dovesse piovere ne avrò bisogno.


Sulla base dell’ ipotesi, si compie una serie di decisioni, si è svincolati dal rapporto immediato


con la concretezza.


Piaget negli anni ’20 comincia a scrivere cose rilevanti in ambito psicologico, scrive “Il


linguaggio e il pensiero nel bambino”.


Negli anni ’50 a Ginevra fonda il Centro di epistemologia genetica. Questo centro venne


fondato con l’obiettivo di creare uno spazio interdisciplinare in cui possano convergere filosofi,


psicologi , pedagogisti, linguisti, logici, fisiologi, biologi, qualsiasi personaggio interessato a


capire come funziona la mente dell’ uomo, dunque il comportamento umano in chiave


disciplinare.










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