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DESERTI ARDENTI



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DESERTI ARDENTI


Il Sarah si trova in Africa centrale e, con i suoi 9milioni di Km2, è il più vasto deserto del mondo, qui le temperature possono variare tra i circa 40°C – 45°C di giorni e pochi gradi sopra lo zero di notte. Su alcune rocce sono stati ritrovati graffiti rafuranti animali quali:antilopi nere, giraffe, mandrie di bovini, etc . . Questi graffiti hanno circa 5000 anni, e questo significa che a quell’epoca si poteva vivere nel Sarah perché non si era ancora trasformato in un deserto, era presente anche molta vegetazione che diede di cosa cibarsi a molti animali. Le piante che crescevano in questa zona così tanti anni fa potevano vivere fino a 3000 anni e sopravvivevano estraendo l’acqua dal suolo a profondità immense. Ora il Sarah è cambiato perché, dopo la fine dell’ultima glaciazione, i ghiacciai si ritirarono verso Nord e fece lo stesso anche la zona umida che abbandonò queste zone. Il principale fattore della forte escursione termica diurna sta nelle nuvole che scaricano tutta l’umidità sull’equatore, penalizzando così le zone a Nord e a Sud di quest’ultimo: i Tropici, dove si formano i principali deserti tra cui il Sarah. Questa mancanza di nuvole si riscontra anche di notte, infatti, quest’ultime non sono presenti e, quindi, non intrappolando il calore, si arriva a temperature vicine allo zero. Nel Sarah riescono a sopravvivere anche alcuni animali ma, principalmente nelle ore del tramonto, in quelle notturne e in quelle mattutine. Verso il tramonto, quando l’aria diventa più fredda, sbucano dalle tane le volpi del deserto e le iene striate, tutte e due dovranno sfamarsi per superare il giorno successivo. Di notte il deserto si popola di gechi (piccoli camaleonti), topi delle piramidi, linci del deserto chiamate karaca, vedove nere alla caccia di scorpioni e branchi di lupi. Appena spunta il sole tutti gli animali tornano nelle proprie tane. Nel deserto dell’Arizona vivono animali che escono dalle tane solamente durante il giorno. Il gila, un sauro velenoso, come tutti i rettili, essendo a sangue freddo, ha bisogno del sole e caccia di mattina i topi gerbillo, perché a mezzogiorno il sole è troppo forte per rimanere si rintana. Insieme al gila convivono enormi tartarughe che, per scarsità di cibo, si nutrono prevalentemente di margherite. Durante la giornata riescono a sopravvivere solo delle specie di piccioni chiamate succiacapre, grandole e corridori del deserto. Questi uccelli non disperdono calore ed energia rimanendo immobili e anche grazie ad un movimento della gola che riduce la traspirazione. Un fenomeno curioso è rappresentato dal modo in cui il maschio di grandola porta da bere ai propri piccoli: compie un percorso a volte lungo anche 40 Km per raggiungere una pozza d’acqua, se ne riempie lo stomaco e i tessuti spugnosi delle penne addominali e riaffronta il lungo viaggio di ritorno. I corridori del deserto, invece, rigurgitano il cibo ai propri li, rimangono appollaiati su di essi per rinfrescarli e si coprono dal sole con la coda. L’unica pianta che sopravvive nel deserto dell’Arizona è il cactus, perché a volte non cade una goccia d’acqua per quasi dieci anni. Qui i cactus arrivano a 200 anni, raggiungono i 15 metri di altezza e vengono chiamati saguar. Hanno un forte spirito di adattamento, infatti, quando piove il fusto si dilata per accumulare una riserva d’acqua che può arrivare sino ad una tonnellata, il fusto è verde per poter effettuare la fotosintesi. Le foglie si sono trasformate in aghi per ridurre la superficie di traspirazione. Si difendono dai nemici grazie agli aghi e all’acqua che contengono che è velenosa. In Africa meridionale, nel deserto del Namib, vivono diverse specie di animali, tra cui gli scoiattoli che si riparano dal sole con la coda e ricci, gazzelle, volpi, conigli che hanno unna caratteristica comune: hanno orecchie molto grandi su cui distribuiscono vasi sanguigni per far raffreddare il sangue più velocemente. Qui vive un solo tipo di pianta: la velviccia che può essere sia maschio che femmina, solitamente muore intorno ai 1500 anni e per far allungare le sue foglie di 2 metri impiega 70 anni. Per sopravvivere usa le foglie per assorbire acqua dalla nebbia mattutina. In California si trova la zona in cui si è registrata la temperatura maggiore del globo: 94°C nella Valle della Morte, nessun essere vivente vive permanentemente qui; in zone limitrofe a questa valle sopravvivono alcune specie di piante con un forte adattamento. Le piante inclinano le loro foglie di 70° permettendo così l’esposizione al sole solo di mattina e sera. L’agrifoglio ricava il sale dal sottosuolo e ne ricopre le sue foglie in modo che riflettano il sole. La larvea tridentata è molto particolare perché è stata la prima pianta del deserto, estrae l’acqua tutt’intorno ad essa in modo che non crescano altre piante accanto a lei. I nuovi fusti si aggiungono intorno alla base, che poi se, formando così, col tempo, un anello. È stato trovato un anello di questa pianta di 23 metri di diametro risalente a 10-l2mila anni fa. Anche le popolazioni umane che vivono nel deserto riscontrano enormi difficoltà nel trovare acqua. I Boscimani del Kalahari ottengono l’acqua spremendo la polpa di un tubero che devono cercare sottoterra.










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