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I NUOVI ANIMALI “DI CITTA’”, PROBLEMI DI SANITA’ PUBBLICA LEGATI AGLI ANIMALI NELLE ZONE URBANE



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I NUOVI ANIMALI “DI CITTA’”


Oltre ai suoi ospiti animali più usuali e “tradizionali”, come gli animali da comnia (cani, gatti, ecc.), la città dà alloggio e cibo a molte altre specie animali selvatiche le cui fortune “cittadine” seguono di pari passo l’ evoluzione del costume, del tenore di vita, persino degli eventi storici di cui la città stessa è coinvolta.

Il passaggio dei trasporti urbani dalla trazione animale a quell’elettrica o meccanica, ha coinciso con la ssa dei passeri dai centri storici, dove questi si alimentavano con gli escrementi dei cavalli che contenevano grandi quantità d’avena più o meno digerita ovvero con i depositi stessi di cereali destinati all’alimentazione dei cavalli.

La ssa dei passeri ha lasciato il posto(inizio 900, prima guerra mondiale)ai colombi di città, i quali in origine strettamente “torraioli”si sono successivamente mescolati al colombo domestico.

Il loro insediamento in diverse località ha coinciso con l’usanza particolarmente diffusa fra le due guerre mondiali, di celebrare ricorrenze nazionali con cerimonie che si concludevano con il lancio di colombi, i quali non tornavano più da dove venivano.



La minore quantità di cibo dell’ambiente urbano e quindi anche di rifiuti, la presenza pur modesta di predatori falchetti torraioli, era un fattore di limitazione per un elevato numero di volatili.

Non si dimentichi anche che in larghi strati della popolazione umana più povera soprattutto in tempo di guerra, la cattura dei colombi in sottotetti costituiva un evento.

In questa situazione si era creato uno stato d’equilibrio biologico fra popolazione di colombi e condizioni ambientali tale da contenerne il numero per unità di superficie entro valori relativamente ristretti.

Questo equilibrio si è via via disgregato negli anni successivi, sia per il maggior benessere delle popolazioni cittadine(rifiuti solidi con maggior valore nutritivo, minori motivazioni per il “bracconaggio urbano”)sia per la maggiore “recettività”della città in termini di possibilità di nidificazione.

Soprattutto quest’ultimo aspetto si riferisce allo stato d’ abbandono in cui versano parte dei centri storici delle nostre città, con sottotetti, talvolta anche senza infissi trasformati letteralmente in colombaie.

L’ambiente urbano è diventato ancora più caldo e luminoso, con modificazioni del foto e termoperiodo che favoriscono l’attività riproduttiva, fino a sopprimere le cadute stagionali.

I colombi non sono la sola specie animale che ha riscoperto i grandi centri urbani.

E’ il caso dei gabbiani di mare e di fiume, oggi concentrati soprattutto in prossimità delle discariche di rifiuti ovvero di attività con ampia dispersione all’aperto di rifiuti carnei(macelli, concerie, ecc.).

In modo del tutto analogo si comportano gli storni e le tortore che si sono insediati sui viali alberati, da cui partono all’alba per andare alla ricerca di cibo oltre la periferia per tornare la sera.

Questi animali hanno persino cambiato le loro abitudini, “dimenticandosi” di migrare verso l’Africa trovando nell’ambiente urbano protezione dalle intemperie, dai cacciatori e trovando cibo.


Modificazione nelle popolazioni animali urbane

Mutamento di “uso” degli animali allevati(non solo comnia, lavoro, caccia, ma anche Pet therapy)

Aumento dei cani randagi o rinselvatichiti

Aumento delle colonie dei gatti sinantropi

Aumento di storni, merli, tortore, piccioni, taccole e gabbiani

Riduzione delle rondini

Riduzione dei passeri

Diminuzione dei rospi

Aumento dei ratti

Aumento delle nutrie

Aumento degli scoiattoli

Aumento dei siluri

Aumento delle volpi

Diminuzione dei lupi

Si tratta di una situazione dinamica soggetta a continui cambiamenti.


Gli animali domestici d’affezione costituiscono soltanto una parte di quelli presenti in città.

Vi è stato infatti un inurbamento di molti altri animali che nelle città hanno trovato condizioni favorevoli al loro sviluppo.

Bisogna infatti tenere conto degli animali che vivono in contatto o in rapporto con l’uomo(sinantropi)verso i quali l’uomo




























PROBLEMI DI SANITA’ PUBBLICA LEGATI AGLI ANIMALI NELLE ZONE URBANE


Trasmissione di infestazioni e infezioni (zoonosi)

Contaminazione fecale dell’ambiente:

_animali domestici, fecalizzazione strade e dei              luoghi di gioco dei bambini

_colombi, la polverizzazione del materiale di deiezione     (guano)disperde germi patogeni

responsabili di zoonosi (salmonellosi, micoplasmosi, borreliosi, toxoplasmosi, ecc.,)

Allergie: pelo del cane e del gatto, feci , piume, desquamazioni cutanee, residui di uova dischiuse portano a sensibilizzazioni specifiche

Traumi: morsi, graffi e altre lesioni

Abbandono di animali (randagismo)

Incidenti stradali

Rumori: abbaiare dei cani, gatti in amore

Odori: gatti maschi, toelettatura, deiezioni

Spaventi e fobie

Dispersione di immondizie

Eliminazione di animali morti e di residui di origine animale



MALATTIE PROPRIE DEL:





CANE GATTO


CIMURRO CALICIVIROSI

EPATITE RINOTRACHEITE LEPTOSPIROSI PANLEUCOPENIA

PARVOVIROSI FIP-FIV

FETV

FILARIOSI


























PROTEZIONE ANIMALI: LEGISLAZIONE

Convenzione di Strasburgo, 13-l1-l987



L’uomo ha l’obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, l’animale ha specifiche esigenze, “bisogni etologici”.


CP art.727: maltrattamento di animali

La legge punisce chi incrudelisce verso gli animali. In tale articolo si tutelano i sentimenti di pietà e disgusto di fronte le sofferenze animali.

CP art.672:omessa custodia


CP art.659:disturbo


LEGGE 473/93: nuove norme contro il maltrattamento degli animali (modifica l’art.727 CP )

Si tutela l’animale inteso come essere vivente, un insieme psico fisico e si puniscono tutti i comportamenti ritenuti insopportabili e insostenibili per la sua natura e le sue caratteristiche etologiche.

6. LEGGE 281/91: Legge Quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.

Si disciplina la tutela degli animali domestici, condannano gli atti di crudeltà, i maltrattamenti e il loro abbandono.

controllo demografico

lotta al randagismo e abbandono animali

i cani vaganti catturati non possono essere soppressi ( solo se affetti da malattia incurabile  o di comprovata pericolosità), possono essere ceduti se non reclamati dopo 60 giorni, non possono essere destinati alla sperimentazione.

- competenza delle regioni: istituzione anagrafe canina, risanamento dei canili e costruzione dei rifugi, programma di prevenzione del randagismo con corsi di formazione e informazione.

competenza dei comuni: costruzione dei rifugi con i contributi

delle regioni.




Sanzioni

Per chiunque

Ø   abbandonaàda 300.000-l.000.000

Ø   non iscrive all’anagrafeà

Ø   non tatua à


LEGGE REG. 60/93 ottempera quanto previsto dalla L.281/91

istituzione anagrafe canina, affidata alle AULSS.

obbligo di iscrizione (gratuita) entro i primi  3 mesi di vita o 30 giorni dopo essere stati raccolti se randagi

obbligo di assumersi tutte le responsabilità civili e penali

obbligo di denunciare l’avvenuta cessione, ssa o morte entro 15 g. dall’avvenimento

entro 90 g. dall’iscrizione i cani devono essere tatuati


ora con il microchip (delibera 3682 del 98) avviene contestualmente anche l’iscrizione all’anagrafe canina)



8. CONVENZIONE DI WASHINGTON 3-3-73: protezione fauna e flora selvatica

Recepita nel 1975, ma solo con il D.M.31.12.79 si disciplinano le importazioni.

Nel 1996 D.M.dell’Ambiente vieta la detenzione di animali che possono costituire pericolo.


Obbligo di denuncia in Prefettura.





LEGISLAZIONE SPECIFICA

PER GLI ANIMALI DA REDDITO



D.Lvo532/92: tutela degli animali durante il trasporto  



D.Lvo333/98: protezione degli animali destinati alla macellazione




D.Lvo11/6/80:macellazione secondo i riti religiosi ebraico ed islamico.



















PET-THERAPY

TERAPIA MEDICA CON ANIMALI

Fin dai tempi dell’addomesticamento l’uomo, anche se all’inizio in modo inconscio, si è servito degli animali come “ausilio curativo”.

Non vengono usati solo animali d’affezione, ma anche cavalli, uccelli, piccoli roditori e persino delfini.

Questa disciplina di derivazione anglosassone e nordeuropea ha già trovato applicazione in qualche caso anche in Italia, nella cura di individui con problemi sociali, psicologici e fisici (dipartimento di pediatria Ospedale di Padova, istituti per handicappati).

Un animale può migliorare qualitativamente la vita dell’anziano, dell’handicappato e dell’emarginato.

Tale terapia deve essere seguita da un esperto che osservi la fase di conoscenza tra uomo e animale, che si assicuri dell’accettazione di uno dell’altra e che consideri l’animale come un coterapeuta.

Fondamentale è il ruolo del veterinario nella scelta dell’animale e nel controllo periodico del suo stato di salute.

I rischi per gli immunodepressi di contrarre malattie a contatto con gli animali si valutano inferiori ai benefici psicologici; è importante che l’animale sia accudito nelle sue fasi di pulizia da un’altra persona, che il veterinario controlli periodicamente lo stato di salute e che il malato segua le comuni norme igieniche, come il lavarsi le mani dopo aver toccato l’animale.








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