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IL TENNIS - Le origini, Sviluppo e diffusione del gioco, I campioni e il professionismo, Il tennis in Italia, Caratteristiche tecniche ed organizzazio



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Il  tennis


l Le origini

Nella forma attuale il tennis è nato in Inghilterra nel secolo scorso, ma le sue origini, in forme diverse, si fanno risalire addirittura al 1555.

Il tennis deriva dall’antico jeu de paume francese e poi dal royal tennis, gioco che è ancora oggi praticato in Inghilterra. Circa l’origine del nome sono state preposte varie teorie, la più valida delle quali vuole che la parola tennis derivi dall’antico francese tenetz. Più incerte sono invece le origini del singolare punteggio; è probabile che 15, 30, 40 (probabilmente un’abbreviazione del più logico 45) siano da considerarsi i quarti (quattro punti per un game) di un’unità valutata 60, secondo il sistema adottato anche nella misurazione del tempo.



Altri dubbi sorgono sulla paternità del tennis moderno, che da alcuni storici viene attribuita a Wingfield, mentre altri sostengono che egli non abbia fatto altro che brevettare un gioco che già da tempo veniva praticato, traendone anche vantaggi economici.

Nel luglio del 1869 sei inglesi si riunirono presso la sede del giornale inglese “The Field” per fondare un club chiamato All England Croquet Club, dapprima riservato alla pratica del croquet, che venne però ben presto soppiantato dal tennis. Il Club, stabilitosi in Marple Road, vicino all’impianto di Wimbledon, dopo aver cambiato il suo nome in All England Croquet and Lawn Tennis Club, organizzò nel luglio 1877 i primi campionati di tennis: il torneo, in cui era in palio una coppa di 25 sterline offerta dal “The field” vide ventidue partecipanti e fu vinto da S. Gore, passato alla storia come “il primo vincitore del torneo di Wimbledon”.

Il tennis venne giocato anche alle Olimpiadi, dalla prima (1896) fino all’edizione del 1924 a Parigi. Nel 1928 non fece invece la sua sa ad Amsterdam, fatto che da alcuni viene spiegato con un dissidio sulla marca delle palle da usare, ma che quasi sicuramente nasconde delle cause più profonde, ad esempio l’atteggiamento degli inglesi, che non volevano che le Olimpiadi (per le gare di tennis), seppur quadriennali, divenissero più importanti dei loro tornei. L’ipotesi di riportare il tennis alle Olimpiadi è resa difficile dalle regole, che, prevedendo un dilettantismo seppur in molti casi solo formale, impedisce la partecipazione dei migliori tennisti, dichiaratamente professionisti, creando anche conseguenze sul livello di gioco.



l Sviluppo e diffusione del gioco

èWimbledon

La storia di Wimbledon coincide, per molti aspetti con quella del tennis. Fin dagli inizi fu introdotto il sistema Challenge Round, secondo il quale il vincitore dell’anno prima attendeva che dalle eliminatorie uscisse il suo sfidante; questo sistema, rimasto in vigore a Wimbledon fino al 1921 e nella Coppa Davis fino al 1971, facilitò le vittorie a ripetizione, come quelle di Renshaw, che vinse per sei anni consecutivi e poi ancora tre anni dopo.

Il primo doppio maschile fu giocato per la prima volta nel 1879, il singolare femminile nel 1884, il doppio femminile e il doppio misto nel 1913. Wimbledon, che ha celebrato il centenario nel 1977, è ancora oggi il torneo più prestigioso del mondo.

Il tennis negli Stati Uniti

Si dice che il tennis sia arrivato negli USA nel 1874 in una cassa: il maggiore Wingfield, già citato, per diffondere il tennis aveva creato delle casse contenenti il necessario per una partita (racchette, palle, rete), che vennero poi vendute a cinque sterline. Si suppone quindi che alcune di queste casse siano sbarcate in America, dove il tennis ha trovato un terreno molto fertile. In pochi anni nacquero dei tornei, primo fra tutti, non per “anno di nascita”, ma di certo per importanza, la Coppa Davis.


La Coppa Davis



È considerata il più antico campionato del mondo a squadre. Nacque nel 1900 per volontà di un gruppo di amici di Boston, uno dei quali, D. Davis, donò 217 once d’argento, che vennero poi trasformate nel celebre trofeo, oggi comunemente chiamato “insalatiera”.

All’inizio la Coppa Davis era soltanto una sfida tra americani e inglesi, che ne furono i soli protagonisti nelle prime edizioni. Nel 1904 si iscrissero Francia e Belgio, ma non vi parteciparono gli Stati Uniti. Dalla sua nascita il torneo si disputa annualmente, tranne in alcune occasioni in cui non è possibile organizzarlo, come ad esempio nel 1901, nel 1910, dal 1915 al 1918 e dal 1940 al 1945. La formula è sempre la stessa: quattro incontri di singolare incrociati tra i primi due giocatori di ogni squadra e un incontro doppio.

Fino al 1973 la Coppa Davis fu vinta solo da quattro stati: Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Australia, che sono poi diventate le grandi “potenze” del tennis, sia per gli atleti che per i tornei.




l I campioni e il professionismo

I primi grandi campioni del tennis furono i gemelli inglesi Renshaw, i fratelli Doherty, inglesi pure loro, e l’americano Sears, che vinse le prime sette edizioni dei Campionati degli Stati Uniti. Qualche anno dopo si affermarono l’australiano Brookes, che prese parte a ben otto Challenge Rounds e il neozelandese Wilding, che vinse il torneo di Wimbledon consecutivamente dal 1910 al 1913, ma che morì in guerra nel 1915. Verso gli anni Venti sorsero due fenomeni, considerati ancora oggi da alcuni come i più grandi tennisti di tutti i tempi: l’americano Tilden e la francese Suzanne Lenglen. Tilden vinse tre volte Wimbledon, la prima volta nel 1920 e la terza dieci anni dopo, nel 1930, impresa mai riuscita a nessuno. La Lenglen, prima di diventare professionista nel 1926, perse un solo incontro, nel 1921 a causa di un ritiro. Nel 1927 la Francia sconfisse per la prima volta gli Stati Uniti in Coppa Davis e portò il trofeo in Europa. Per onorare l’impresa dei tennisti, in Francia, a Parigi, venne costruito lo stadio Roland Garros, dove ancora oggi si giocano i Campionati internazionali di Francia.

Il più grande tennista di tutti i tempi però (anche se questa è una qualifica priva di valore e significato) è considerato da molti B. Borg. Nato nel 1956, nel 1974, a soli diciotto anni, vinse i Campionati d’Italia e di Francia; ha vinto Wimbledon per 5 anni consecutivi (dal 1976 al 1980) e il Roland Garros cinque volte in sette anni. Non ha mai vinto l’open degli Stati Uniti e ha inseguito per molto tempo il grande slam (la vittoria in una sola stagione dei Campionati d’Australia, del Roland Garros, di Wimbledon e del Campionato degli Stati Uniti.

Fino al 1968 i vari tornei tennistici e la Coppa Davis erano aperti, come le Olimpiadi, solo ai dilettanti. Da quell’anno però la partecipazione agli eventi sportivi di tennis fu libera e si aprirono così le porte ai campioni di tutto il mondo, che portarono in queste manifestazioni gioco ad alti livelli e giri d’affari di svariati milioni di dollari (si diceva ad esempio che lo svedese Borg guadagnasse 6-7 milioni di dollari l’anno.



l Il tennis in Italia



Il tennis è arrivato in Italia verso la fine del secolo scorso, importato dagli inglesi che venivano in vacanza sulla riviera ligure, non a caso il primo circolo italiano è stato quello di Bordighera. Il primo tentativo di fondare una federazione del tennis fu fatto nel 1894 ma non ebbe successo e si dovette aspettare fino al 1910 per vedere costituita di fatto la Federazione Italiana Tennis, che ebbe sede prima a Milano e poi a Roma.

All’inizio il tennis veniva considerato uno sport d’élite e pertanto veniva praticato solo dai nobili e dai ricchi; poi si avvicinarono i raccattapalle, che avevano la possibilità di giocare di nascosto nei circoli dei ricchi, ma solo tempo dopo è diventato accessibile a tutte le classi sociali.

Oggi il tennis è abbastanza praticato in Italia, anche a livello dilettantistico, ma purtroppo tra i praticanti e i buoni giocatori non si può stabilire un rapporto proporzionale.



l Caratteristiche tecniche ed organizzazione

Il tennis si gioca su un campo rettangolare diviso da una rete alta 1,06 m ai lati e 0,91 m al centro. Il campo è lungo 23,77 m e largo 8,23 m per il singolare e 10,97 m per il doppio. La linea di servizio è posta a 6,40 m dalla rete.

L’attrezzo fondamentale per giocare è la racchetta; nella sua versione tradizionale è un attrezzo di legno con un manico lungo 34,3 cm e una testa ovale attraverso la quale sono tese, nei due sensi, corde di budello o nylon. Complessivamente una racchetta è lunga 68,6 cm. Oggi però si usano racchette in fibre sintetiche, fibra di carbonio, grafite e fibra di vetro. Nel 1977 un tecnico tedesco costruì delle racchette le cui corde, intrecciate in modi anomali, consentivano effetti sensibili; queste racchette vennero però bandite dalla Federazione internazionale, dopo che alcuni giocatori le avevano utilizzate ottenendo anche risultati sorprendenti.

La palla da tennis è di gomma, cava e ricoperta di panno; deve avere un diametro compreso tra 6,35 e 6,67 cm e deve pesare tra 56,7 e 58,5 g; la pressione interna deve essere tale da consentire alla palla un deformazione compresa tra 0,56 e 0,74 cm se sottoposta a un peso di 8,165 kg. Le palle possono essere gialle o bianche. Nei tornei vengono cambiate dopo i primi 7 (9) games e poi ogni 9 (11) games.

Le superfici di gioco si dividono in quattro categorie: la terra battuta - rossa in Europa, verde e artificiale negli USA -, il cemento (o composizioni simili), l’erba - diffusa in Gran Bretagna e sulla quale si gioca il torneo di Wimbledon - e i tappeti sintetici, sui quali si svolgono tutti gli incontri indoor. Tra una superficie e l’altra corrono notevoli differenze, in particolare riguardo al rimbalzo della palla e quindi alla velocità del gioco.

Una partita di tennis si può giocare al meglio dei tre sets o al meglio dei cinque sets. Gli incontri femminili e misti si giocano al meglio dei tre sets. Ogni set è formato da sei games; per conquistare un game bisogna fare quattro punti ma con un vantaggio di due sull’avversario. Se si arriva a 40 pari, chi vince il punto successivo guadagna un vantaggio, che si trasforma in game con un altro punto, altrimenti si torna “vantaggio pari” e così via.

Anche per vincere un set è necessario un vantaggio di due games, per cui se si arriva 5 pari si prosegue fino al 7, se si arriva 6 pari si va all’otto e via di seguito. Nel 1970 è stato introdotto il tie-break (rottura di parità), che prevede sul 6 pari un game speciale per vincere il quale bisogna conquistare 7 punti, avendo sempre però il vantaggio di 2 sullo sfidante. Il tie-break non si gioca nella Coppa Davis e in molti tornei non si gioca nemmeno il set decisivo.







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