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IL VULCANESIMO, L'INSTABILITA' GEOLOGICA, COME DIFENDERSI



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IL VULCANESIMO

Il vulcanesimo è un insieme di fenomeni che, isolatamente o in concomitanza, rappresentano manifestazioni interni dell’attività endogeno. Tali fenomeni consistono essenzialmente nella fuoriuscita da spaccature del suolo di sostanze magmatiche più o meno fluide di materiali frammentati, solidi o pastosi, di svariate dimensioni, di sostanze gassose, varie e di acque calde contenenti in soluzione sostanze minerali.All’interno della crosta terrestre vi sono zone in cui le rocce, sottoposte a un calore elevatissimo, si sono fuse, e sono diventate più o meno fluide, cioè più o meno liquide. Queste rocce fuse formano la lava e mescolate a gas formano il magma che a contatto con l’aria si raffredda. Gli stati rocciosi sovrastanti pesano sul magma e lo comprimono; il magma tende a liberarsi da questa pressione, quindi , quando trova delle fenditure nella crosta terrestre, esce all’esterno. Escono gas, vapore e ceneri, che possono alzarsi altissimi nell’atmosfera, escono lapilli, che sono ciottoli che vengono lanciati in alto insieme ai gas, ed esce il materiale roccioso fuso, cioè la lava. Dapprima la lava è come un fiume, che scorre veloce, se i materiali sono molto fluidi, oppure lento, se i materiali sono più compatti e viscosi; poi, al contatto con l’aria, le temperature elevatissime si abbassano, la lava si raffredda e si solidifica. Così si formano i vulcani, monti sovrastati da un cratere e attraversati da un camino da cui fuoriesce il magma, e si verificano le eruzioni. Il più grande vulcano italiano è l’Etna, che si trova in Sicilia nei pressi di Catania. L’Etna ha un grande cratere centrale e numerosi crateri laterali. Le sue eruzioni possono durare anche alcuni mesi e sono molto frequenti, la lava è densa e la sua discesa dai versanti del vulcano è piuttosto lenta. L’Etna è più pericoloso per le cose che per le persone: infatti generalmente la popolazione si può allontanare in tempo, mentre invece vi possono essere danni gravissimi alla vegetazione, alle coltivazioni o alle costruzioni che l’uomo ha eretto ai piedi del vulcano o persino sui suoi versanti. Il secondo vulcano italiano è il Vesuvio, che si erge in Campania, nei pressi di Napoli.




L'INSTABILITA' GEOLOGICA

I vulcani si trovano lungo i bordi delle piattaforme continentali, quando esse si spostano, anche leggermente, la frizione produce calore, il quale, insieme all'energia, provoca un terremoto o un eruzione. Le eruzioni possono essere di vari tipi: parasiano e stromboliano caratterizzate da attività vivace ma regolare che dura per un periodo di anni. L'eruzione di tipo Pliniano studiata da Plinio il Vecchio è preceduta da esalazioni di gas e ceneri. Un tipo di eruzione è chiamata piena basaltica, durante questo tipo di eruzione il magma fuoriesce da lunghe fenditure invece dal cratere esce il fiotto di cenere. Le eruzioni possono essere, inoltre, anche di tipo effusivo, con emissioni di colate di lava, o esplosivo, con la veloce espulsione di gas e materiali incandescenti. Nell’Italia appenninica le attività vulcaniche hanno dato notevoli contributi alla modellazione del territorio; in particolare esse hanno inciso nella formazione di molte aree pianeggianti e di molte aree collinari. Le zone confinanti ai vulcani, inoltre, sono molto fertili; è per questo motivo che le aree vulcaniche, pur essendo a volte molto pericolose, sono spesso densamente popolate, come succede nell’aria intorno al Vesuvio.



COME DIFENDERSI

A difenderci dai vulcani oggi ci aiutano varie tecniche: le simulazioni al computer, l’osservazione via satellite, audaci tentativi di deviazione delle lave e, quando non c’è proprio altro da fare, piani di evacuazione per le popolazioni minacciate. Quando un vulcano è effusivo, scarica gradualmente le energie. Quando è esplosivo, sbotta con la forza di migliaia di bombe atomiche. Come vincere la sfida con le forze primordiali del nostro pianeta? La prima regola è: sorvegliare. I gas che sfuggono dai vulcani attivi sono segnali importanti, quantità e composizione delle emissioni gassose sono ricche di informazioni. Nel 1944, sull’Etna, uno strumento chiamato spettrometro ha permesso di accertare che dal vulcano esce un flusso di gas contenente da 1000 a 25000 tonnellate di anidride solforosa al giorno. Il degassamento è un indizio di ciò che sta succedendo sottoterra: serve quindi a prevedere nuove eruzioni. Poi ci sono i satelliti Gps. Questi sono una ventina e possono misurare una deformazione del cono vulcanico di qualche centimetro: altro prezioso indizio di quanto la natura sta tramando in profondità. Prima o poi l’eruzione arriva. Nel caso dell’Etna, essendo prevalentemente effusive, le eruzioni lasciano qualche possibilità di intervento. Franco Barbari e Letterio Villari nel 1992, quando l’Etna aveva già vomitato 150milioni di metri cubi di lava, con opportune cariche di esplosivo riuscirono a deviare il flusso del magma e salvarono la cittadina di Zafferana. Fu la prima vittoria dell’uomo su un vulcano.





















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