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LA PRIMA METÀ DELL’OTTOCENTO - IL ROMANTICISMO, L’INGHILTERRA, L’ITALIA



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LA PRIMA METà DELL’OTTOCENTO



IL ROMANTICISMO

Gli artisti romantici, spesso in aperta polemica con i neoclassici, si ispirarono soprattutto ai soggetti storici, alle leggende popolari medievali, alla storia dei propri Paesi e a un tumultuoso e inquieto rapporto con la natura.



La seconda, sviluppatasi in Francia e in Italia, nacque in parallelo al clima della Restaurazione (1816), vale a dire della caduta di Napoleone e della “Restaurazione” delle vecchie monarchie, e quindi fu fortemente segnata dalla necessità etica di ricomporre le lacerazioni politiche e sociali degli anni antecedenti.

Il Romanticismo della prima tendenza coinvolse i più diversi campi culturali, tanto da far sorgere il problema di definire quale mezzo artistico fosse più adatto per esprimere i nuovi ideali, basati sull’espressione dei sentimenti individuali. La musica ebbe senz’altro il posto privilegiato, perché molto vicina per sua stessa natura ai principi romantici. Subito dopo la musica, la preferita fra le arti visive fu certamente la pittura, perché aveva la capacità di cogliere il carattere misterioso della natura trasformandolo su una semplice tela.

Il Romanticismo della seconda tendenza si assunse il compito di creare una disciplina etica e di esortare all’impegno civile. Perciò privilegiò lo studio del passato come fonte di educazione per il presente e la rappresentazione di temi della storia della propria nazione.



LA GERMANIA

Primi a dichiararsi romantici furono alcuni poeti e filosofi tedeschi alla fine del Settecento, ed è appunto in questo Paese che le teorie romantiche furono formulate. Esse trovarono piena applicazione nei dipinti di Caspar David Friedrich, che fece diventare suo unico soggetto pittorico il rapporto tra l’uomo e la natura. Per questo pittore compito dell’artista romantico era quello di esprimere un personale sentimento e non di rappresentare fedelmente l’ambiente naturale.

In quasi tutti i suoi quadri sono presenti ure umane che, volgendo le spalle all’osservatore appaiono in assorta contemplazione di un paesaggio, un cielo, il mare, dei monti. Questi panorami trasmettono allo spettatore un senso di universo infinito, universo che l’uomo non può conoscere e per questo si sente angosciato e in balia della natura.



L’INGHILTERRA

Già a metà del Settecento il pittore Thomas Gainsborough era stato definito “romantico”, per i suoi malinconici soggetti pastorali. Ma il tema naturalistico si sarebbe sviluppato all’inizio dell’Ottocento con i due protagonisti del Romanticismo inglese William Turner e John Constable.  La pittura di Turner fu caratterizzata da vortici di colore e da una luce che si irradia per tutta la scena, solitamente composta da bufere e tempeste. Turner insomma rappresenta momenti eccezionali della natura con una pittura luminosa.

Constable, invece, ebbe maggior interesse per la realtà, impegnandosi in uno studio costante e approfondito della natura, per alcuni versi anticipando l’impressionismo francese e la pittura della macchia dell’Italia.



LA FRANCIA



Le opere francesi non potevano non riflettere gli importanti avvenimenti storici e sociali di questi anni così particolari. Fu la stessa storia politica ed umana di Napoleone, così importante per la diffusione del Neoclassicismo, che ispirò gli artisti romantici francesi, come Antoine-Jean Gros, Pierre-Paul Prud’hon, Théodore Géricault.

Ma il protagonista di questa stagione artistica fu senz’altro Eugène De La Croix, il quale basò la propria opera sul tema della lotta, rappresentata con uno stile che esprime inquietudine e con forti e scuri colori a rivelare la sincera partecipazione emotiva dell’artista agli eventi rivoluzionari dell’epoca.



L’ITALIA

L’arte romantica italiana fu interessata ai temi di storia civile e della pittura di paesaggio. Quest’ultima però si ricollega alla tradizione settecentesca dei paesaggi napoletani o dei vedutisti veneziani e dunque non ha nulla in comune con la malinconica pittura del Romanticismo tedesco.

La pittura di storia attirò molti artisti italiani, soprattutto perché si prestava a diventare un mezzo per esprimere sentimenti patriottici. Nella prima metà del secolo, però, per motivi politici, non fu possibile rappresentare scene storiche del presente. Fu così che gli artisti crearono tele con scene della storia passata, soprattutto medievale e rinascimentale, allusive al momento presente, ma apparentemente non pericolose agli occhi dei nemici. Di solito si sceglievano episodi che avessero un carattere esemplare, che mostrassero, per esempio, già in antica data, il sentimento nazionale.

Molte pitture di questo genere furono eseguite da Francesco Hayez, protagonista del Romanticismo italiano, come si può vedere nei vespri siciliani o in Pietro Rossi e l’inviato dei veneziani. Hayez comunque fu anche un raffinato ritrattista di personaggi suoi contemporanei, come si può osservare nel conosciutissimo ritratto di Alessandro Manzoni, lo scrittore celebre per aver scritto il primo romanzo storico italiano: I promessi sposi.



Analisi del quadro “Il bacio” (1859), di Francesco Hayez

L’opera apparentemente si inserisce nel filone dei soggetti sentimentali, così tipici del Romanticismo; ci sono però nel quadro alcuni elementi insoliti che permettono una lettura differente della scena.

Il giovane con il suo abbigliamento ha un’aria di fuggitivo; mette il piede sul primo scalino perché è visibilmente all’erta e pronto a fuggire via.

Nel 1859, all’indomani della seconda guerra d’indipendenza, il pubblico, abituato ad interpretare in senso politico dipinti apparentemente non pericolosi, non fece difficoltà ad intravedere nel giovane del Bacio il combattente per la causa risorgimentale.







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