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L’IDEALE E LE FORME EDUCATIVE A ROMA, S. AGOSTINO

L’IDEALE E LE FORME EDUCATIVE A ROMA, S. AGOSTINO


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L’IDEALE E LE FORME EDUCATIVE A ROMA


Dalle origini la società romana  è caratterizzata dalla stabilità delle norme istitutive dalla tradizione, il mos maiorum, ed è diretta da un’aristocrazia rurale. Il fine dell’educazione romana delle origini è il rispetto della tradizione e del costume espressi nel mos maiorum e condensati nelle “Leggi delle Dodici Tavole”, che costituiscono la base del sistema educativo.


Questo sistema entra in crisi a partire dal III secolo, quando Roma ampliando i propri confini, giunge a contatto con il mondo grecoÞapertura mentale. Si comprende l’importanza della retorica e della formazione letterariaÞ nasce un sistema scolastico ed educativo di tipo ellenistico.





31 a.C. battaglia d’Azio pone fine all’età della Repubblica. La pax romana risveglia il senso di una umanità comune e in quest’opera di unificazione culturale e riorganizzazione politica rientrano anche gli interventi a favore della scuola. La cultura viene influenzata dalla caduta delle libertà repubblicane e tende a trasformarsi in otium x la classe colta. La necessità di avere funzionari a servizio dello Stato vengono aperte scuole e vi è un incremento delle attività educative. Il sistema educativo tende alla decadenza dovuta dalla povertà di ideali formativi che dal tramonto della stessa istituzione scolastica e della classe politica romana. A questa decadenza corrisponde lo sviluppo all’interno dell’impero dell’ideale pedagogico cristiano.


S. AGOSTINO


E’ il maggior rappresentante dei Padri della Chiesa e della pedagogia del Cristianesimo antico e uno straordinario mediatore fra cultura classica e cultura cristiana. Agostino nasce a Tagaste e riceve una formazione classica che lo porta all’incontro con la filosofia . Iniziata la professione di insegnante di retorica, decide di partire x l’Italia in comnia della madre, sua prima educatrice cristiana. Trascorre un primo periodo a Roma e poi si trasferisce a Milano. Qui si accosta alla predicazione di Ambrogio e alla filosofia neoplatonica. Si converte completamente al Cristianesimo. Le sue opere sono: Confessioni, De Ordine, De Magistro, De Musica, De Trinitate, Civitas Dei, De doctrina christiana, De libero arbitrio

Il De Ordine: cultura classica e cultura cristiana

Nel De Ordine è affermata l’esigenza dell’intero ciclo delle Arti liberali. Lo studio delle Arti del Trivio e del Quadrivio ha una funzione propedeutica: il fine è sempre la filosofia, che ha per oggetto l’anima, Dio e nient’altro. Le Arti del Trivio e del Quadrivio vanno considerate come mezzi x confutare i principi del Paganesimo. Non possono essere considerate fini a se stessi. Se venissero ritenute tali condurrebbero all’amore x la vita materiale, quindi possono essere ritenute valide solo se vengono ritenute subordinate alla religione. Agostino progetta un’enciclopedia delle arti liberali che però non riesce a completare.

Il De Magistro: il maestro interiore:

Nel De Magistro Agostino dialoga con il lio Adeodato sulla funzione e la possibilità di insegnamento del maestro umano. Il problema è la comunicazione linguistica: il maestro non può insegnare se non x mezzo di parole. Xò le parole non comunicano se il loro non è già noto o se non vengono associate alle cose alle quali si riferisconoÞsolo l’autoformazione può essere il motivo centrale dell’educazione. L’insegnamento è impossibile: o l’allievo sa già quello che il maestro gli comunica e allora lo capisce o non lo sa e x lui le parole sono prive di significato. Poi persiste anche un altro problema: se l’alunno comprende come fa a giudicare le verità delle sue affermazioni? L’educazione è autoeducazione nel senso che l’individuo trova la verità al proprio interno. La verità non è prodotta dall’individuo, quanto piuttosto donata dal Maestro interiore: Dio che ci illumina. Il compito del maestro è quello di essere di stimolo all’animo del discepolo nella ricerca della verità.



Il De catechizandis rudibus

L’amore che lega l’alunno ed insegnante, un amore che si basa sulla conoscenza delle caratteristiche psicologiche dell’alunno, sulle loro motivazioni ad apprendere, sull’individualizzazione degli interventi. Il maestro deve tener conto di questi principi x avviare il discepolo lungo la via che conduce alla Verità.

Le Confessioni

Agostino tratta dei propri peccati e della Grazia ricevuta della fede, x innalzare la propria lode a Dio. Il libri contengono inoltre la descrizione psicologicamente raffinata della propria biografia, la riflessione su temi teologici, lo scandaglio di alcune problematiche che oggi diremmo di psicologia dell’età evolutiva o di pedagogia.

I significati e i motivi pedagogici

La lettura pedagogica delle Confessioni può avvenire su 2 livelli:

Come narrazione di una conversazione a Dio, le Confessioni hanno la finalità di mostrare le caratteristiche di un itinerario di autoeducazione spirituale che tutti dovrebbero seguire. Agostino si propone di educare alla ricerca della fede.

Le Confessioni sono uno scritto che reca in + punti riflessioni sull’educazione, sui suoi contenuti ed elementi.

Nella parte + autobiografica dell’opera, Agostino ci lascia un ritratto vivissimo della sua esperienza scolastica, vista come esempio di incapacità pedagogica e di inutilità contenutistica, in quanto fondata su un curricolo di elementi e valori privi di senso. Fede e Ragione diventano parte di un unico itinerario, in cui la Ragione devo porsi al servizio della Fede.

De doctrina christiana

Agostino giunge alla conclusione che tutte le conoscenze debbano convergere nello studio delle Sacre Scritture. Solo la Parola divina merita impegno e studio.



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