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La storia del disco

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La storia del disco


L'invenzione della registrazione sonora si fa risalire al francese Charles Cros che precedette di qualche mese il brevetto di Thomas Alva Edison (1877); quest'ultimo riguarda peraltro un cilindro (incisione sulla faccia laterale) mentre l'impiego del disco (incisione sulle basi) è associato al grammofono di Berliner (1889). Il successo di questa soluzione costruttiva fu legato alla facilità di duplicazione in grande serie e alla tecnica, la galvano-plastica, che permette di incidere su matrici metalliche. Nel 1925 nacque la registrazione elettrica con microfono e amplificatore (e con testine

prima magnetiche e poi piezoelettriche per la riproduzione) e questa svolta tecnologica porto a reincidere tutto il repertorio, specialmente quello classico; oggi un fenomeno analogo sta avvenendo con la registrazione digitale. Ulteriori progressi si verificarono con l'invenzione (1951) del microsolco 33 giri (al minuto) che rispetto, ai 78 giri dell'epoca, aumentò la durata da 4 minuti per facciata a circa 25 minuti. Il passo del disco deve essere tale da evitare la sovrapposizione delle

incisioni di due solchi adiacenti alle massime intensità sonore; si comprende quindi come per alte fedeltà, cioè nei dischi microsolco a 33 1/3 giri/min, si adotti un passo variabile con l'intensità. Quasi contemporaneamente l'alta fedeltà allargò lo spettro sonoro all'intera gamma di frequenza dell'orecchio umano(da 16 a 20000 Hz) e ridusse drasticamente il rumore di sottofondo. Nel 1958, con la stereofonia, che si basa su un solco a due componenti che registrano due sorgenti sonore distanziate, si realizzò la ricostruzione dello spazio musicale. I dischi stereofonici, cioè adatti a



catene elettroacustiche di registrazione e di riproduzione a due canali, sono incisi con deviazione obliqua secondo due direzioni, una per canale, formanti angoli di circa 45 con la verticale; il fonorivelatore ha un'unica puntina e i due segnali vengono separati mediante decomposizione nelle due direzioni della forza agente sulla puntina. Nel 1980 venne infine commercializzato il C.D., un'incisione digitale con prestazioni superiori per fedeltà, durata e assenza del rumore. Non si conserva più nel solco una copia analogica della vibrazione sonora ma quest'ultima viene

trasformata in bit e impressa nel C.D. in miliardi di alveoli microscopici che individuano una sequenza di zeri e uno.










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