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Leggi attentamente la seguente affermazione di Susanna Tamaro ed esprimi le tue considerazioni



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Leggi attentamente la seguente affermazione di Susanna Tamaro ed esprimi le tue considerazioni


“Coltivare la gioia non vuol dire non vedere le brutture e i guasti del mondo; al contrario, vuol dire vivere nelle consapevolezza estrema. La gioia non è un linguaggio di parole, ma contagia. Si cessa di essere giudici, ci si accetta e si accetta il commovente mistero della vita. La gioia è potentemente eversiva, perché è eversivo l’amore”



L’idea di gioia di Susanna Tamaro è un concetto vero e positivo, anche se difficile da applicare in realtà.

Nella vita quotidiana gli eventi negativi ci condizionano a tal punto da farci perdere fiducia in noi stessi, nel mondo intero e nella vita stessa.

Per non rimanere delusi non bisogna rinchiudersi in un mondo proprio, facendo finta di non vedere il male, bisogna, invece, trovare un ideale gioioso indipendente.

La gioia deve provenire da dentro, non dalle cose o, per lo meno, bisogna acquisire un nuovo metodo di giudicarle e valutarle.

Spesso, commettiamo l’errore di non saper apprezzare ciò che abbiamo e chi ci sta intorno e vediamo nei piccoli fallimenti e nei desideri irrealizzati delle enormi tragedie. Volgendo lo sguardo a questioni più serie ci accorgeremmo che in fondo siamo fortunati.

Sarebbe utile anche apprezzare le piccole cose come un sorriso, una giornata di sole o il cinguettare degli uccellini. Sembra un concetto banale, ma, secondo me, la contentezza si trova nelle cose più semplici, che frequentemente perdiamo di vista.




Coltivando questo pensiero di positività si può affrontare la vita in maniera migliore e trasmettere la nostra gioia di vivere a chi ci circonda.

Le parole servono, ma non bastano; esse devono essere sorrette da gesti, anche semplici: una gentilezza, un consiglio, un sorriso possono bastare.

In questo modo passeremo un po’ della nostra gioia ai famigliari, agli amici e ai conoscenti, così essi sapranno rispettarci, valutarci ed apprezzarci ancor di più.

Per rendere partecipi gli altri occorre prima aver sviluppato la consapevolezza dei nostri limiti. Innanzitutto dobbiamo accettare noi stessi con i nostri difetti e poi sapremo rapportarci agli altri senza sentirci superiori o inferiori, quindi senza giudicarli poco o eccessivamente.

Un atteggiamento positivo non può, però, prevenire le avversità, ma sicuramente darà loro un senso e ce le farà superare.

Il dolore e le delusioni fanno parte della vita, non si può far altre che accettarle, piangendo un po’, magari, ma le lacrime scalfiranno solo temporaneamente la gioia dell’animo.

Essa esploderà e contagerà ancora, anche coloro che ci hanno provocato sofferenza perché la gioia interna rifiuta il rancore o la vendetta, sarebbe una contraddizione che la renderebbe falsa; comporta invece un desiderio d’amore che rompe le regole, va al di là di tutto, anche del male.







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