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ANTROPOLOGIA ED ECONOMIA

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ANTROPOLOGIA ED ECONOMIA


Lo scopo dell’economia politica era quello di descrivere i meccanismi di produzione e di distribuzione della ricchezza nelle società capitalistiche industriali dell’epoca.

Così all’inizio l’economia politica voleva essere anche una teoria sociologica, essa ragionava in termini di classi economiche ovvero in termini di posizioni differenti dei gruppi sociali nell’appropriazioni dei mezzi di produzione e nella ripartizione del prodotto sociale.

Tuttavia assai rapidamente l’economia politica elimina dalle sue preoccupazioni ogni analisi di tipo sociologico ; senza legame sociale l’economia politica postula che ogni attore dispone di una certa quantità limitata di mezzi per soddisfare bisogni illimitati, ciascun individuo agisce razionalmente cioè combina i mezzi limitati di cui dispone per soddisfare al meglio i suoi bisogni illimitati, per massimizzare le sue soddisfazioni. Infine essa riduce la società al mercato, allo spazio in cui si collocano l’offerta e la domanda: il mercato è il luogo d’incontro di una serie di individui le cui relazioni sono mediate dagli oggetti e dagli interessi complementari che scambiano.

La nozione di bisogno deve essere fondata sulla base di una ricerca ativa che illumini le somiglianze e le differenze fra le società.



Ciò che costituisce il bisogno umano come distinto dal bisogno animale è il fatto che l’oggetto sia investito di un valore simbolico o sociale.

Il tipo di investimento culturale nel nutritivo, così come in altri bisogni, varia da una società all’altra. Per esempio una certa società considera la consumazione di carne di maiale come lecita e un’altra come interdetta.

Il bisogno sociale è il bisogno quale è interpretato dai valori sociali e culturali del momento che crea la rarità come rarità sociale e non l’inverso.

I lavori antropologici e particolarmente quelli di Marshall Sahlins hanno mostrato che le nozioni di rarità e di bisogno sono tutte relative alle diverse culture; che non corrispondono in alcun caso a contenuti oggettivi, misurabili in maniera universale, infine, che non possono definire indifferentemente i processi e i comportamenti economici  ovunque e in qualsiasi società.

Nello schema generale dell’analisi di Marshall Sahlins ciò vuol dire che ogni società definisce la soglia dei suoi bisogni, che il bisogno così socializzato crea la rarità o l’abbondanza, e non il contrario.

L’antropologia mette in luce il forte coefficiente culturale  e sociale nella determinazione nella determinazione dei bisogni e, più in generale, nel processo di produzione e distribuzione delle ricchezze.

E’ dimostrato che il sistema economico della produzione di merci crei artificialmente dei bisogni, sia per rilanciare la produzione, sia semplicemente per farla funzionare ad alto regime.

I meccanismi di un tale sistema sono, per esempio il continuo lancio sul mercato di prodotti corrispondenti al medesimo bisogno, la creazione di bisogni a catena, l’obsolescenza accelerata degli oggetti e degli apparecchi industriali ecc . .

I bisogni sono programmati nell’atto della produzione, che è essa stessa culturalmente determinata.

Noi abbiamo in effetti un sistema culturale che, in un primo tempo, definisce, organizza e suscita dei bisogni, in un secondo tempo, determina, orienta e programma la produzione.



Fra i bisogni e la produzione, vi è la mediazione del culturale e del sociale.

Il ruolo del marketing moderno, rafforza questa analisi.

In effetti la pubblicità ha il più delle volte, come compito essenziale, non già quello di informare obiettivamente sul contenuto e l’utilità di un prodotto bensì quello di far corrispondere la sua immagine commerciale alle immagini che circolano nel pubblico basandosi per esempio sui miti del momento.

Il sistema culturale che definisce i bisogni e il tipo di produzione nella società industriale moderna, si traduce in una struttura gerarchizzata del consumo. Questa struttura gerarchica è determinata da un’insieme di valori e di pratiche d’ordine storico, sociologico, psicosociologico, economico, e divide la società in classi e categorie distinte secondo il loro comportamento.

Dunque i bisogni sono indotti dal sistema socio-culturale e dalla classe sociale ai quali appartiene o vuole identificarsi il soggetto.

Il cittadino consumatore della società industriale non può essere ridotto al profilo dell’homo-economicus descritto dalla scienza economica che aspira a massimizzare i suoi fini.   Egli obbedisce anche ad una logica sociale volta verso la competizione – distinzione.

Bourdieu ne “la distinction” parla di gusto piccolo-borghese, gusto aristocratico, gusto popolare.

La riflessione sociologica ed antropologica nel campo dell’economia, rimette in discussione uno dei postulati fondamentali dell’economia politica classica, vale a dire l’universalità del comportamento economico razionale, fondato sul rapporto generale fra mezzi e fini, e sulla massimizzazione delle soddisfazioni ricercate.

Ogni comportamento economico, in effetti, è inserito in un tessuto sociale più largo che fa intervenire le dimensioni + diverse quali la competizione, la distinzione, l’ineguaglianza, il prestigio, il potere, lo spreco, il lusso, l’ostentazione.




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