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Arte romana - Colonna Traiana (110-113), Il Pantheon, La colonna di Marco Aurelio, La statua equestre di Marco Aurelio

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Arte romana


Colonna Traiana (110-l13)

La colonna traiana celebra le virtù dell’imperatore. Il monumento è imponente: tra la base, il fusto e la statua misura quasi 40 metri. All’interno è percorsa da una scala a chiocciola. All’esterno è come avvolta da un fregio scolpito che si dipana a spirale, senza interruzione, dalla base alla cima. La base era destinata a contenere le ceneri dell’imperatore. Gli spigoli alla base sono decorati con 4 aquile mentre la superficie è ricoperta da bassorilievi che rafurano armi dei Daci.

L’opera quindi aveva 2 funzioni:

glorificare l’imperatore per la vittoria sui Daci

mantenere e conservare le ceneri dell’imperatore

Il lunghissimo rotolo scolpito (bassorilievi) è composto da 17 blocchi di marmo bianco, narra con precisione le gesta di Traiano in Dacia. Sono stati selezionati solo gli episodi più importanti e più salienti. Il rotolo mani a mani che vai in alto cresce per sembrare che la dimensione del rotolo sia uguale.


Il Pantheon

Adriano era molto appassionato di arte e in parte anche dell’architettura. Il Pantheon è infatti un tempio dedicato a tutti gli dei (7). L’edificio esternamente si presenta imponente, compatto eccessivamente pesante. E’ formato da 3 corpi distinti, uniti senza troppa armonia:

una massa cilindrica sormontata da una cupola

un avancorpo rettangolare, con due nicchie ai lati dell’ingresso;

un pronao classicheggiante con otto colonne corinzie sormontate da un timpano triangolate in stile revival greco.

L’interno è completamente diverso e sembra uno spazio grandioso. La cupola dentro si dispiega completamente, con una superficie in cassettoni, finte finestre, riquadri e nicchie. L’oculo che si apre sulla sommità rafforza l’effetto di solennità grandiosa: illumina l’interno e mette simbolicamente in comunicazione il luogo sacro con il cielo. Le pareti della cupola sono in cemento a cui fu aggiunta della pomice nell’impasto.


La colonna di Marco Aurelio

Fu eretta dall’imperatore Comodo tra il 180 e il 192. è evidente che il monumento utilizza come modello la colonna Traiana: uguale è la tipologia della colonna coclide, uguale l’altezza, uguale la finalità celebrativa. Nei rilievi della colonna di Marco Aurelio prevale un andamento e si nota una repetività delle ure. Questi sono indizi che permettono di capire come si stiamo perdendo i concetti di realismo e di razionalismo. Qui viene rappresentato, con poetica ingenuità, un essere sovrannaturale vagamente mostruoso e con le braccia spalancate. E’ il benigno dio della pioggia che permette la vittoria, il senso del miracolo ha sostituito la bravura del comandante.



La statua equestre di Marco Aurelio

L’imperatore Marco Aurelio viene celebrato anche in un monumento equestre in bronzo, che ha da sempre destato grande ammirazione. Creduto un ritratto di Costantino, il monumento di Marco Aurelio divenne il prototipo della tipologia del monumento equestre. L’imperatore è rafurato su un cavallo finemente bardato e Marco Aurelio è rafurato nel gesto del adlocutio. Egli appare solenne e benigno, il volto dall’espressione intensa, è finemente cesellato. La tunica presenta morbide pieghe e l’anatomia del cavallo è attentamente eseguita.






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