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BAROCCO

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BAROCCO


Movimento artistico che si sviluppò in Italia e in altri paesi d'Europa e dell'America latina nel XVII sec. e in parte nel XVIII.


Arte

Il barocco come cultura urativa si affermò a Roma nei primi decenni del Seicento e si sviluppò nel corso del secolo nelle maggiori città d'Europa. L'origine della parola non è stata chiarita, derivando per alcuni da “baroco”, termine con cui gli scolastici designavano una ura del sillogismo, per altri dal portoghese “barrôco”, tipo di perla non perfettamente regolare. Il termine, nato per indicare le arti urative del Seicento in generale, si diffuse tra gli storici della fine del Settecento (Milizia, Bettinelli, Winckelmann) e continuò nella critica accademica del primo Ottocento con significato spregiativo. Una serena valutazione del barocco è conquista del XXsec. I caratteri essenziali di quest'arte, sono soprattutto evidenti nell'architettura. L'architettura barocca si oppone all'ideale di sereno equilibrio del Rinascimento. Con la linea curva, col gioco delle sporgenze e delle rientranze, ottiene effetti chiaroscurali, illusionistici, che suggeriscono un concetto indefinito dello spazio. Ampie prospettive sempre rinnovantisi inquadrano le grandiose masse degli edifici, semplificati nei particolari per la concezione unitaria della decorazione (Bernini, colonnato di San Pietro; Fuga, cortile della Consulta in Roma). Preferite per le chiese le variazioni della pianta centrale: a croce, in cui si fondono le classiche strutture longitudinale e centrale (Borromini, Sant'Agnese in piazza Navona a Roma; Binago, Sant'Alessandro in Zebedia a Milano); ottagona (Guarini, San Lorenzo a Torino; Longhena, chiesa di Santa Maria della Salute a Venezia); ellittica (Borromini, San Carlino alle Quattro Fontane a Roma). La pianta centrale viene dilatata dagli effetti scenografici degli altari (altare di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria a Roma, del Bernini) e dei soffitti dipinti, aperti in scorci arditissimi verso l'infinito (Lanfranco, cupola della cappella di San Gennaro a Napoli; Andrea Pozzo, volta di Sant'Ignazio a Roma). Decoratori insigni, sulla via aperta da Annibale Carracci e dal Rubens, moltiplicarono nei soffitti la resa spaziale della luce. Anche le architetture dei palazzi si articolano in corpi ricchi di movimento: i vestiboli si fanno ampi (palazzo Barberini a Roma), le facciate si muovono (oratorio dei Filippini a Roma), gallerie prospettiche creano illusionismi scenografici (palazzo Spada, sempre a Roma). Nascono col barocco le più alte concezioni scenografiche di piazze e di giardini in cui lo schema architettonico, disceso dai grandi esempi cinquecenteschi, si allarga in effetti pittoreschi (giardino di villa Aldobrandini a Frascati; giardini Borromeo all'Isola Bella). Essenzialmente decorativa, la scultura barocca accentua i ritmi mossi delle architetture. Si ricordano la cattedra di San Pietro del Bernini, il tiburio di San Lorenzo a Torino del Guarini, l'interno della cappella del Val-de-Grace a Parigi e quello della cappella della Residenza di Würzburg, e infine il Transparente di Narciso Tomé nella cattedrale di Toledo. Gli effetti più mossi del pittoresco sono ottenuti anche dalla varietà dei marmi (altare di Santa Caterina a Magnanapoli in Roma) e dagli stucchi colorati (volta della chiesa del Gesù in Roma). Principe degli scultori fu il Bernini.



La fortuna del barocco e la sua forza di espansione furono grandissime: in Sna e nell'America latina (Messico e Brasile), nei paesi tedeschi (Baviera) e soprattutto in Austria; in misura minore nei Paesi Bassi, in Inghilterra, in Francia per l'architettura religiosa, giacché in quella civile il “gran secolo” restò classico (Louvre e Versailles) e il barocco si sviluppò solo nel Settecento con la “rocaille”.


Letteratura

Il termine fu ed è usato largamente anche dai critici letterari per indicare una maniera dominante nelle letterature d'Europa dagli ultimi decenni del XVI sec. alla fine del XVII sec., e si identifica con quello di secentismo. Barocco e secentismo definiscono quel tipo di espressione letteraria (comune nel tempo sopra indicato) nella quale, come afferma B. Croce, si sostituisce “la verità poetica e l'incanto che da essa si diffonde, con l'effetto dell'inaspettato e dello stupefacente, che eccita, incuriosisce, sbalordisce e diletta mercé la particolare forma di scotimento che produce”. La ricerca del nuovo costituisce l'aspetto fondamentale del barocco in letteratura: nei contenuti, con l'acquisizione di elementi della realtà ritenuti fino allora refrattari alla poesia (si vedano ad es. i numerosi sonetti del tempo su poco nobili insetti); nella forma, con l'impiego continuo, esagerato, talora ossessivo delle ure retoriche, soprattutto della metafora (in cui sembrò allora che consistesse essenzialmente la poesia). In Italia, il più caratteristico documento del gusto barocco è costituito dall'opera di Gian Battista Marino, onde presso di noi i termini di barocco e secentismo furono e sono spesso sostituiti da quello di marinismo. In Francia, in Sna e in Inghilterra i relativi movimenti assunsero i nomi di preziosismo, gongorismo, eufuismo.


Musica

Il termine fu introdotto quale partizione stilistica della storia della musica da parte della critica tedesca, intorno al 1920: si definisce barocca la musica composta tra la fine del 1500 (morte di Palestrina) e il 1750 circa (morte di Bach e di Händel), compresa quindi tra il Rinascimento e il sorgere dello stile galante. Il barocco muove dalle tarde espressioni dello stile rinascimentale e si impone con la nascita dello stile monodico (recitativo e aria), della forma della cantata, dell'opera, dell'oratorio, con lo sviluppo della tradizione strumentale (canzone, sonata per violino, sonata a tre, concerto grosso, ouverture e sinfonia, fuga, corale organistico, toccata e suite): fioritura formale, questa, di cui non si sa trovare l'equivalente in altre epoche e che ha influito in maniera sostanziale sui successivi destini della musica moderna. Il panorama stilistico della musica barocca è estremamente vario; proprio l'impossibilità di un'unitaria definizione formale del periodo ha determinato riserve di molta parte della critica italiana, francese e inglese circa l'opportunità di applicare alla musica un concetto desunto dalla critica dell'arte letteraria e urativa: ma tali riserve tendono oggi a essere superate, sulla base di un'obiettiva analisi del linguaggio musicale barocco che si affianca, senza tuttavia confondersi, con una considerazione del carattere di artisticità di ogni opera e delle qualità umane peculiari alle singole personalità creatrici. Nel linguaggio musicale barocco si assiste da un lato a un processo di semplificazione delle auliche forme polifoniche rinascimentali sotto l'influsso di forme popolareggianti quali il balletto o la villanella, dall'altro a un'espansione dello sfarzo coloristico e fonico della scuola veneziana. Sia nell'uno sia nell'altro caso le funzioni stilistiche della musica subiscono una profonda modificazione: la melodia perde lo statico equilibrio rinascimentale per divenire vibrante espressione di un dinamico contenuto sentimentale; l'armonia, che si incammina con decisione dalla modalità alla moderna sensibilità tonale, si fa, attraverso la tecnica del basso continuo, cromatica e liberamente dissonante, come elemento determinante di quello stile caratteristico detto “del chiaroscuro musicale”. Il ritmo, dopo un periodo di capricciosità e di esuberanza (canzone, toccata), si razionalizza sulla scia delle forme di danza. I princìpi della tensione e del contrasto reggono la comine formale della musica barocca, che nasce e vive appunto come drammatica incarnazione del mutevole e vario mondo degli “affetti” umani; solo col tempo, in uno stadio di sviluppo evoluto, la musica barocca mirò ad attingere una sua autonomia espressiva che, nelle forme più sviluppate, prelude all'ideale di “musica assoluta” proprio del classicismo.





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