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DONATELLO

DONATELLO
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DONATELLO: Inventore dell’uomo nuovo che consiste nella presa di coscienza, anche a livello di materia, di questa ura che si muove nello spazio (volge lo sguardo da qualche parte, tenta di muoversi pur rimanendo bloccato in un punto. Donatello utilizza un linguaggio nuovo attraverso lo “schiacciato” che vede muovere le superfici grazie a un rilievo molto basso che dilata e vibra la ura. Utilizza una prospettiva centrale. C’è un racconto continuo all’interno dello spazio, l’uomo esiste, ha storia. Opere:

  1. Banchetto di Ercole, ina 37
  2. Il profeta Abacuc, ine 36
  3. Cantoria del duomo di Firenze, ina 37: la cantoria è un balconcino. Lo ha eseguito Donatello dopo essere tornato da Roma dove era andato con il Brunelleschi per vedere la scultura cittadina interessandosi alle cose originali alle novità e agli errori.

Descrizione:

Ci sono angeli che non cantano la laude, ma sembrano dei puffi ubriachi, e sono ure molto originali di origine ana che danzano in modo sfrenato con ritmo frenetico. Ha scavato la pietra e ha schiacciato nel fango le ure. Lo sfondo e le colonne sono poi decorate con tessere dorate (decorazioni laziali con influenze orientali). I mensoloni che reggono il pavimento del balcone sono di gusto classico (riconoscibili per la pesantezza) decorati con elementi tipici dell’era classica romana ma rivisti con massima originalità.



Il DAVID DI DONATELLO: Non è chiaro se si tratti del David o di mercurio per via dei calzari.

Il David era una ura mitologica della Bibbia che grazie all’intelligenza uccise il gigante Golia in nome della fede. Essendo l’eroe per eccellenza del rinascimento verrà sempre rafurato nudo perché vengono ripresi gli ideali di virtù greca (Policleto), mentre nel medioevo la nudità rappresentava il peccato. La versione femminile dell’eroe è la Giuditta.

La statua non è di grandi dimensioni, la differenza dal canone greco è la forza, il vigore che vengono espressi nonostante l’idealizzazione. L’opera non è divina ma reale. Caratteristica importante è la superficie in bronzo lavorata fondendo il bronzo con la cera.

IL SOGGIORNO PADOVANO: Nel rinascimento, e già dal medioevo, Padova è una città molto importante grazie alle sue ricchezze, alla cultura e all’università (dove si studia Aristotele a differenza di Firenze dove era studiato Platone), e per questo può convocare artisti fiorentini, snobbando quelli di Padova. Viene convocato così Donatello che erige queste opere:

Un condottiero, monumento equestre a Erasmo da Narni (pg. 39 n 244): è un’opera laica molto armoniosa e proporzionata a differenza del Marco Aurelio, c’è un tentativo di slancio e di movimento nello spazio; inoltre il cavallo guarda da una parte mentre il cavaliere dall’altra tenendo la lancia ben ferma descrivendo il suo carattere determinato e l’uso della ragione per portare il suo esercito alla vittoria.

L’altare di S. Antonio ( 245 pg 39), che comprendeva molte altre ure che sono state smembrate in seguito.

Il miracolo dell’eucaristia o della mula (pg. 41 n 249). È un’opera molto schiacciata ed espressiva. Le ure sono schiacciate sotto alle colone e allo sfondo: descrive il miracolo di un santo con l’utilizzo di una linea di luce . . (Donatello è molto attento ai particolari cromatici della superficie) che consiste in un forte contrasto tra luce e ombra sulla superficie scultorea che si increspa (soprattutto negli abiti). Questo contrasto crea una linea di luce che manifesta il pathos cioè la drammaticità resa dall’artista. L’opera è costruita attraverso la prospettiva centrale: è descritto al centro il miracolo e il movimenti si sviluppa all’esterno.

La deposizione di cristo opera 250 pg 42: in questa pera Gesù soffre come un uomo vero. Nella disposizione vi è una totale assenza di spazio voluta, che schiaccia le ure in primo piano e una totale disperazione poiché è presente la conoscenza del peccato che ha condannato Gesù. Il sarcofago è troppo piccolo x Gesù che viene quasi piegato e allo stesso tempo il sarcofago dilata e schiaccia le ure piangenti verso il fondo. L’urlo di dolore della Maddalena con le braccia alzate. Sono presenti decorazioni laziali uguali a quelle della cantoria.

Maddalena 251 pg. 42: M. Maddalena era una peccatrice (prostituta). Data la sua bellezza veniva dipinta da tutti come bellissima. Maddalena, pentita per i suoi peccati, si rifugia nel deserto in meditazione, riflessione e in preghiera e ne ritorna purificata, magra e spoglia. Donatello la rafura smagrita e coperta dai suoi capelli. Questa statua in legno era situata nel battistero di Firenze ed era diventata nera a causa delle candele. Una volta pulita si scoprì il materiale e le lumeggiature fatte con fogli d’oro sottilissimi e incoltati sulla superficie con il pennello.

MASACCIO: E’ un giovane pittore e la sua carriera dura pochi anni, dal 1422 al 1428 quando muore. Compone poche opere ma tutte molto innovative. Fu allievo del Masolino che era legato al 1300 per l’eleganza e il colore tardo gotico (senza volume e prospettiva), mentre Masaccio, uomo umanista, parla della materia, dei volumi concreti (impara a dipingere guardando Giotto): parla dell’uomo nuovo, centro fisico e morale, inteso come corpo solido inserito nello spazio. Opere:



Pag. 43 n 253, Sant’Anna: opera sia di Masolino che di Masaccio poiché proietta l’ombra ed è in prospettiva (il bimbo è realmente seduto sulle ginocchia e la mano si stacca dallo sfondo) mentre il trono e gli angeli non hanno volume e consistenza essendo quindi di Masolino.

Madonna col Bambino: pg 44 n 258: il trono è salito, la Madonna occupa uno spazio fisico, è solida, con gambe conserte grazie alla tridimensionalità del chiaro scuro. Nel medioevo non era utilizzato il volume ragionato mentre con Masaccio si. Maria è molto dolce in volto e ha dei gesti di dolcezza verso il bambino. Il bimbo mangia l’uva da cui si ricava il vino, sangue di Cristo: in lui c’è la presenza del Salvatore.

La trinità ina 45 n. 45.

Masaccio è il primo grande artista che dimostra di aver appreso le novità del Rinascimento. La sua opera maggiore fu la cappella Brancacci (1426-27): fa parte del convento delle Carmelitane, suore di clausura. I dipinti fatti in questo monastero hanno una forte spiritualità: le opere erano già state iniziate da Masolino e Masaccio le completò.

GHIBERTI:   personaggio importante per l’umanesimo, ha un’importante bottega. Il suo linguaggio prevede il senso estetico del tardo gotico e il senso innovativo dell’umanesimo. È un linguaggio rivoluzionario.

Flagellazione, ina 51 n38. Ghilberti per decorare la porta si ispira a Pisano il quale aveva fatto la seconda parte del campanile di Giotto.

Porta del Paradiso ina 52 n 311: Ghilberti vinse il concorso per la porta del battistero che era tanto bella da essere chiamata porta del Paradiso, costruita nel 1400. è un’opera molto difficile e complicata (aiutato da alcuni teologi) e dal carattere cristiano molto raffinato. Compaiono caratteristiche di Brunelleschi (prospettiva), Donatello (ure schiacciate sullo sfondo).

BEATO ANGELICO: era un frate, pittore che divenne Beato. La sua profonda fede traspare nelle sue pitture. La sua pittura è legata ancora al tardo gotico dal momento che la usa come filtro di spiritualità. Era un frate domenicano e era quindi protetto dai medici.

Tabernacolo dei Linaioli n.321 pg 57: la Madonna è consistente con un volume e prospettiva, mentre lo sfondo è piatto. I santi all’intero delle ante occupano lo spazio con un volume molto forte; lo sfondo d’oro passa in secondo piano. Annunciazione pg. 58 n 323: le arcate sono quelle costruite da Michelolzzo , il punto di fuga al centro è offuscato dalla luce della fede. La Madonna è una ura semplice, quasi inesistente, illuminata dalla luce della fede che quasi la confonde con lo sfondo. La posizione delle sue mani indica umiltà e l’angelo col dito indica che è stato mandato dal padre. Il frate alle spalle rappresenta la presenza dei domenicani all’evento.

PITTURA FIAMMINGA: del rinascimento delle fiandre (Francia del nord, Olanda, Belgio, Germania). I pittori italiani entreranno in contatto con questo tipo di pittura e ne rimarranno influenzati (Piero dalla Francesca). Caratteristiche:

Punto di fuga in alto: crea una prospettica rialzata che lascia più spazio al disegno.

ricchezza di particolari: pittura lenticolare, fatta con la lente di ingrandimento: l’osservazione della realtà non è globale ma indirizzata prima a un oggetto poi ad un altro ecc..



Pittura ad olio su tela: in Italia si usava la tempera su tavola di pioppo. La pittura permette quindi una maggiore ricchezza di particolari, i colori accesi, ma meno trasmissione di contenuti.

I coniugi Arnolfini pg. 64 n 48: sono riccamente vestiti, sul tavolino vicino alla finestra ci sono delle mele, la finestra è semi aperta e da li si intravede la cattedrale. Sulla parete di fondo c’è uno specchi che fa vedere sia i coniugi di spalle che il pittore. Il cane indica la fedeltà coniugale, gli zoccoli abbandono del mondo esterno per la vita coniugale. Ogni aspetto del quadro è legato al significato sacro del matrimonio. I quadri fiamminghi rappresentano una luce chiara, leggermente fredda, la luce non è naturale ma è studiata e per mettere in risalto i particolari. Gli occhi della persona sono a mandorla, la fronte è alta, segno di intelligenza ed era la moda.

LEONBATTISTA ALBERTI: fu un grande trattatista, architetto, progettava e disegnava gli edifici. L’uomo del rinascimento intesto da lui è colto, saggio, usa la ragione, nei suoi dipinti infatti vengono rappresentati sempre signori di media alta classe sociale.

Palazzo Rucellai 69 n5 : è diviso in 3 piani: nel piano terra le finestre sono piccole e poste in alto con grate (eredità medievale). Al piano terra non c’è l’abitazione ma i servizi. Tra un piano e l’altro c’è una fascia. Il tetto è molto sporgente, caratteristica fiorentina, e da robustezza al palazzo che però non supera gli altri edifici della piazza infatti il palazzo rinascimentale non è per la difesa, ma deve essere proporzionato. È contenuto nelle misure la larghezza è proporzionale all’altezza ed è diviso in 3 piani: piano terra: zona servizi; 1 paino: zona giorno, rapporti con i privati; 2 piani: zona privata. L. Alberti rispetta così tanto il passato che quando nel 1400 fu chiamato a progettare la facciata della chiesa di S. Maria Novella ( pg. 70 n56: ) costruì archi ad ogiva nel rispetto della tradizione gotica. La parte inferiore è separata da quella superiore con una fascia orizzontale.

Tempio Malatestiano . 72 n 511: questo tempio non è completato, c’è il rispetto del mondo gotico per quanto riguarda la struttura portante rivestita da fasce marmoree. Gli arconi sui lati sono ripresi dai ponti romani. C’è quindi una ripresa del mondo classico in modo più intellettuale (sul lato della chiesa ci sono lodi in latino per i poeti sepolti nella chiesa stessa).

FILIPPO LIPPI: frate carmelitano, ordine di clausura molto rigido. Era un uomo di poca fede che ebbe un lio da una monaca. Era ospite della chiesa del carimne di Firenze dove lavorò anche Masaccio che fu copiato inizialmente da Lippi.

Madonna col bambino pg. 77 n 519:    la Madonna e il bambino sono tondi e reali, la finestra e le porte sono sotto l’influenza fiamminga.

Madonna col bambino e storie della vergine di S. Anna pg 77 n 521: la prospettiva è fiamminga, rigorosissima nel rappresentare ambienti dettagliati e borghesi. È una pittura elegante, non rappresenta la Firenze del popolo.

PIERO DALLA FRANCESCA, PITTURA A URBINO: pittura a tempera su tavola, che si trovano a Londra, poiché molte opere furono smembrate e andarono perse. Battesimo di Gesù ina 83 n 65: Piero imposta la ura nello spazio secondo una prospettiva rigorosa che quasi perfetta. Il diametro del cerchio corrisponde all’altezza del triangolo e nel triangolo di base diviso in 3 parti c’è inscritto Gesù, protagonista dell’opera. Caratteristiche: la composizione è divisa in 2 parti, destra e sinistra, il paesaggio è umbro, gli angeli sono estranei, c’è una forte idealizzazione, tutto è fermo compreso il cielo, la luce è divina, sono presenti persone che assistono.

Flagellazione di Cristo 84 n66: La prospettiva è di A. Castagno e Filippo Lippo, Piero risolve l’errore di Venezano. La statua sopra Gesù sembra schiacciata dallo sfondo, gli spazi geometrici sono perfetti. Il giudice è completamente assente e i flagellanti sono immobili e flagellati. I tre personaggi a lato sono sconosciuti. Madonna col bambino e i santi pg. 88 n616: il centro dell’opera è l’uovo simbolo della rinascita di Gesù.


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