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Donato Bramante (1444-1514)

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Donato Bramante (1444-l514)

Inventore e luce della buona e vera architettura


Donato di Angelo di Pascuccio detto Bramante ( dal soprannome paterno) nacque a Monte Asrualdo, presso Urbino nel 1444 e si formò alla significativa scuola del cantiere urbinate.

Dal 1478 era già attivo a Milano dove, dall’inizio degli anni ottanta fu in rapporti strettissimi con Leonardo.

Dall’esperienza milanese presso la corte di Ludovico Sforza prese le mosse quella riflessione sull’architettura che dette i suoi frutti migliori a Roma, dove Bramante si recò nel 1499.

Fu proprio a Roma, in specie sotto il pontificato di Giulio II, che Bramante potè iniziare quelle grandi imprese architettoniche che diedero il via all’architettura del cinquecento.


LE OPERE:




Coro di Santa Maria presso San Satiro

1482-l486, Milano


La mancanza di spazio, dovuta alla presenza di una strada costrinse Bramante a inventare un finto coro che razionalizzasse l‘intera struttura.

Esso quindi si pone come un supporto psicologico all’equilibrio della cupola, che altrimenti sarebbe apparso precario.

*     In uno spazio esiguo (ca. 90 cm) Bramante, servendosi dell’illusione prospettica (non più solamente dipinta sul piano ma anche modellata con lo stucco perciò tridimensionale) ricavò:

*     Un coro a tre arcate, con ampia volta a botte evocante l’architettura dipinta da Piero della Francesca nella Sacra conversazione.

*     A conferire una maggiore “realtà” alla finzione contribuiscono anche gli effetti degli ori luminosi, dei fregi azzurri, del cotto, degli ornamenti diffusi.


Tutto ciò dimostra che Bramante vede ancora L’architettura con gli occhi di un pittore.


Tribuna della Chiesa di Santa Maria delle Grazie

1492-l497 Milano

Contesto reale a cui si sommano elementi illusori dipinti, costruisce elementi in prospettiva.

Elementi reali preesistenti che coesistono con quelli dipinti.

*Tiburio: elemento architettonico poligonale regolare che contiene al suo interno la cupola

*     La tradizione lombarda prevede l’uso di elementi decorativi colorati i pigmenti utilizzati sono soprattutto: ocra-colori terre/argille; tradizione particolare del colore.

*     Da un elemento centrale amplia lo spazio trasversalmente; tre absidi sono organizzate tramite un sistema di copertura particolare

*     Vi è una relazione tra gli elementi interni e gli elementi esterni, relazione basata sulla logica della luce.

*     L’elemento decorativo non è altro che la rappresentazione di elementi di piccola dimensione che fanno parte di un insieme logico



*     Elementi unitari che uniti determinano una logica d’insieme

*     La decorazione crea il suo schema che non va assolutamente ad annullare il rapporto geometrico anzi va ad evidenziarne i singoli elementi; l’elemento decorativo va ad evidenziare l’elemento nella composizione, il significato globale della composizione! Non sono elementi di pura decorazione sono parte integrante dell’edificio.

*     Le decorazioni non sono altro che unità di misura piccola che fanno parte integrante del quadro generale






Tempietto di San Pietro in Montorio

Commissionato nel 1502, Roma

Riprende la struttura classica del tempietto greco riadattandolo al cristianesimo


*     Periptero: colonne distribuite circolarmente esternamente

*     Basamento: da forza visiva all’insieme

*     Parte superiore: Balaustra che delimita l’elemento più grande



Bramante recupera la lezione classica per trasformarla in forma rinascimentale; egli formula un concetto di classicismo strettamente personale:

CLASSICISMO BRAMANTESCO

Questa forma di classicismo in nessun caso generica ma riferita a Donato Bramante, nasce durante la sua permanenza a Roma.

Prende in considerazione l’epoca rendendosi conto di dover riadattare gli elementi classici.







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