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ESPRESSIONISMO



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ESPRESSIONISMO


L’espressionismo francese sono i Fauves (belve). Il mone viene dato da un critico d’arte al Salon d’Automne del 1905: entrando in una sala dove al centro c’era una statua classica e alle pareti quadri di questi artisti esclamò: “ Donatello in mezzo alle belve”. Li chiamò belve per i colori: sono staccati dalla realtà e devono rappresentare l’interiorità dell’artista→ colori esagerati. Matisse –maggior esponente- è in netta opposizione con l’espressionismo tedesco, che è molto più drammatico e vuole mettere a nudo l’animo.

Ci sono due fasi dell’espressionismo tedesco:

1)Il movimento del cavaliere azzurro – der blaue reiter – che nasce a Monaco ed è più in contatto con l’espressionismo francese, quindi meno esasperato del movimento del ponte.

2)il movimento del ponte -dierbrucke :è interno all’espressionismo e nasce a Dresda. Viene       chiamato così da un gruppo di studenti di architettura. Simboleggia il passaggio fra vecchio e nuovo; è un ponte gettato verso il futuro. Il capo di questo gruppo è Kirchner. Il movimento non è limitato solo alla pittura, ma anche all’architettura, alla scultura e alla cultura in generale. A livello stilistico: la Germania è molto legata al suo periodo gotico e ciò è visibile in queste opere per la forte stilizzazione delle ure e l’allungamento delle stesse→ forme triangolari; riferite sempre al passato anche la xilografia (prima forma di incisione, sul legno)→i contorni sono netti, spessi, neri e non uniformi, danno l’idea dell’incisione sul legno. Avevano molta fiducia nella loro arte e nel futuro, pensavano di cambiare il mondo. Quando la situazione politica precipita, loro sono interventisti, perché pensano che la guerra porti un cambiamento radicale, migliore, ma cambiano presto idea. La loro arte è considerata dal regime “arte degenerata” e sotto Hitler saranno distrutte molte opere; per fortuna c’è stato il collezionismo privato. Le ure sono stilizzate e anche brutte, non c’è ricerca del bello. Come dice Argan “ la deformazione espressionista non è una caricatura del bello, ma è il bello che passando da una rappresentazione idealizzata ad una reale inverte il suo significato, cioè diventa brutto”→ brutto = bello degradato.



SOGGETTI

1- UTOPIA DELLA NATURA: inizialmente vivevano a stretto contatto con la natura e il ritorno a questa veniva considerato come una sorta di religione→ nei quadri si rappresentano che giocano e corrono e sono tutt’uno con l’ambiente che li circonda. Qui si riflette l’armonia che gli artisti in quel momento percepivano fra l’arte e la vita- quasi idilliaco.

2- RITRATTO E AUTORITRATTO: rafurano spesso volti pensosi, assorti, malinconici, non gioiosi, sembrano sempre intenti a meditare su problemi importanti. L’autoritratto ha un significato particolare: primo perché non costa niente farlo(le modelle erano costose), ma soprattutto perché è un modo per conoscersi meglio, per mettere a nudo il proprio animo. Ritratto allo specchio: nei quadri lo specchio rimanda sempre un’immagine diversa da quella che è, a volte cambia anche la gestualità, ed è qualcosa di claustrofobico, perché chiude lo spazio, non dilata.

3- LA CITTÀ: frequente; vista come il male peggiore dell’umanità; è artificiale, alienante. Tema sviluppato soprattutto quando il gruppo si trasferisce da Dresda A Berlino, città cresciuta troppo in fretta→ si nota nelle rappresentazioni: le strade di Berlino sono piene di gente, ma non c’è comunicazione, c’è alienazione. Non c’è la serenità e la gioia di vivere dei boulevards parigini. Prende piede la malinconia.

Kirchner, “ CINQUE DONNE PER LA STRADA



Sono un gruppo di prostitute in attesa. L’atmosfera ci riporta ad una squallida via di Berlino. I colori sono acidi, disarmonici al massimo- il giallo acido è il bagliore che i lampioni a gas gettano sulle ure, facendo risaltare il colore azzurro-nerastro degli abiti delle donne. I visi sono pesantemente truccati e hanno contorni spigolosi e taglienti. Un altro riferimento per questi artisti sono le maschere tribali primitive (riprese anche dal cubismo), per la sintesi dei tratti. I volti sembrano lugubri e la ura in se ricorda un uccello, un corvo, anche per l’abbigliamento all’ultima moda –pellicce, cappelli piumati. Kirchner vuole rappresentare l’inorridimento e la degenerazione dei sentimenti e della moralità.

Kirchner si riconosce perché ha un tratto sfrangiato.

4- SCENE DI GUERRA: rappresentazione dell’apocalisse. Guerra che porta gli artisti ad armarsi, ma porta a loro anche la morte, come per Macke e Mark, che muoiono in guerra. Chi torna vivo è comunque menomato, fisicamente o interiormente –es. in quadro Kirchner si rappresenta senza un braccio, ma non è vero, la sua è una mutilazione interiore- . in seguito inizieranno a realizzare scene macabre: soldati morti nelle trincee, teschi con vermi, ecc . .








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