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IL SALONE DELLE PORCELLANE, LA SALA DELLA PENDOLA, LA STANZA DA BAGNO DEL RE, LA PRIMA ANTICAMERA, IL SALONE DORATO E LA MERIDIENNE



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IL SALONE DELLE PORCELLANE


Fu la marchesa di Pompadour ad ispirare lo stile delle belle porcellane francesi. Dotata di una straordinaria intelligenza e di uno spiccato gusto, riuscì ad interessare il re alle manifatture di Vincennes e di Sevres. Le due fabbriche producevano pezzi talmente pregevoli che il re, al fine di promuovere la vendita, consentì di allestire nella sala da pranzo del suo appartamento privato una mostra di porcellane di Sevres. Per i cortigiani era quasi d’obbligo acquistarle.




LA SALA DELLA PENDOLA




Le boiseries intagliate e dorate di questa sala sono opera di Verberckt e rafurano un delicato intreccio di ghirlande e di fogliami mentre i pannelli presentano il caratteristico reticolo a rosette, esemplare del tipo di decorazione alla fine del regno di Luigi XIV e dell’inizio di Luigi XV. Al disopra delle porte, scene arcadiche dipinte da Boucher. La sala prende il nome dall’orologio astronomico ideato da Claude Simeon Passemant (1702 – 1769), orologiaio e ottico francese, offerto al re nel 1753 dall’Accademia delle Scienze. Il prezioso congegno fabbricato da Dauthian è sormontato da un globo di cristallo con i pianeti che girano attorno al sole secondo le concezioni copernicane. Jacques Caffieri è l’autore della finissima decorazione in bronzo dorato.

Al centro della sala, una riproduzione di Vassè della statua equestre di Luigi XV, il cui originale realizzato da Bouchardon si trova nell’attuale Place de la Concorde, precedentemente dedicata a Luigi XV, e venne abbattuto durante la Rivoluzione. Ai lati della sala, due mensole in legno dorato con il piano rafurante episodi di cacce reali.



LA STANZA DA BAGNO DEL RE


Questa stanza da bagno del re Luigi XV è ornata di pregevoli pannelli in legno di vari colori ricoperti d’oro. Nei medaglioni intagliati sono rafurati episodi che risaltano i piaceri dell’acqua, racchiusi da una deliziosa cornice di canne legate da nastri. In uno degli ovali è rappresentato un uomo che insegna a nuotare ad un altro personaggio. Luigi XIV, forse meno propenso al nuoto, fece sistemare questo vano una stanza attigua al suo studio che fu detta della Cassetta dove riponeva i registri dei conti personali.



LA PRIMA ANTICAMERA


Realizzata nel 1692, e era nota con il nome di Salone dei Signori al tempo di Luigi XIV. Al pari di altri vani della palazzina ebbe a subire varie trasformazioni e divenne il Salone degli Uscieri della regina Marie Amelia nel 1836.

La decorazione delle pareti è originaria; lungo la cornice si sviluppa un motivo con trofei d'armi. Il bel dipinto sopra il cammino è una riproduzione dal Mignard eseguita da Delutel. Vi è rafurato uno ospite del Grande Trianon, il gran Delfino, lio di Luigi XIV, della sua famiglia: la consorte Maria Anna di Baviera; il duca di Borgogna, sulla destra, sarà il padre di Luigi XV ed bambino seduto sul cuscino, il duca d’Anjou, diverrà il re di Sna nel 1700; un altro bambino, il piccolo duca di Berry, è in grembo alla mandre. Tutti e tre i bambini, come il padre, portano il grande cordone blu dell'ordine di santo spirito, istituito 1578 da Enrico III nel 1578. Da notare i ritratti di Luigi XV e di Maria Leczinska copiati da Van Loo e un tavolo con il piano costituito da un solo disco di teck con un diametro di 2,76 m, e seguito da Felix Remond nel 1823.

Terminata la visita di questa sala si traversa il peristilio. Quando Napoleone risiedeva qui con la nuova consorte, Maria Luisa, il peristilio che venne chiuso da vetrate che furono tolte nel 1910.

Si accede quindi all'ala sinistra.


IL SALONE DORATO E LA MERIDIENNE




Luigi XV aveva fatto sistemare questi vani per la regina, dietro il suo appartamento. Mentre l’appartamento della regina esposto a sud è rischiarato da una bella luce, queste stanze approntate sul retro si affacciano sul cortile di Monsignore, a nord. Per rallegrale l’ambiente fu predisposto un ampio balcone con pergolati e fiori. Quando Maria Antonietta vi subentra successivamente fa trasformare tutto per il suo uso personale senza badare a spese. Richard Mique, l’architetto da lei imposto, è sempre indaffarato ad accontentare i capricci e le nuove esigenze dell’augusta cliente per dare un assetto definitivo al Cabinet Doré. Tutto l’ambiente era circondato da oggetti di gran lusso, in ossequio ai gusti della sovrana.

I recenti restauri hanno restituito a queste stanze un aspetto simile a quello che avevano quando Maria Antonietta le lasciò, con arredi ed oggetti di pregio ma che non sono appartenuti alla regina perché i suoi vennero dispersi durante la Rivoluzione.

La meridienne trattasi, invece, di un delizioso salottino ottagonale appositamente creato da Mique per il riposo pomeridiano della regina che allora veniva definito con il termine Meridienne. La decorazione è di quanto di più raffinato che si possa immaginare. Le boiseries sono state intagliate dai fratelli Rousseau, pittori e decoratori, molto noti per i loro motivi ornamentali d’ispirazione italiana e soprattutto pompeiana.

Nel realizzare questo salottino della regina gli artisti hanno superato loro stessi escogitando attributi sentimentali che lo sguardo meravigliato del visitatore scopre ovunque: ghirlande, corone di fiori, frecce, piccoli animali e mille dettagli incantevoli di una squisitezza tipica dell’epoca ormai passata. Pannelli di specchio rivestono il fondo dell’alcova tappezzata con il medesimo damasco celeste à semis che ricopre la comoda ottomana e tre poltroncine in legno dorato di Jacob. La passamaneria delle tende delle finestre, dell’alcova e dell’ottomana è in argento. Una console in legno dorato ornata da un delfino incoronato celebra la nascita dell’erede al trono, nel 1781. Il tavolo in legno pietrificato con il piede ornato da teste e zampe di ariete fu donato a Maria Antonietta dalla sorella Maria Anna d’Asburgo.

Diamo ora uno sguardo all’orologio sulla mensola del caminetto pensando che al tempo, qui dentro, talvolta si fermava per compiacere la graziosa regina segnata da un tragico destino.























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