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IL TEATRINO DELLA REGINA, OPERA ROYAL

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IL TEATRINO DELLA REGINA


Maria Antonietta aveva una passione per la commedia. Già nel 1776 era stata sistemata una sala provvisoria nella vecchia Orangerie, detto Petit Trianon, oggi ssa.

Due anni dopo, nel mese di giugno, cominciarono i lavori per la costruzione del teatrino, conclusi l'anno seguente. Le prime rappresentazioni vennero date solo a partire dal 1780. Della comnia fecero parte alcuni membri della famiglia reale e amici. Gli spettacoli erano rigorosamente riservati alla famiglia ed al suo seguito. La regina calcò le scene una dozzina di volte, interpretando ruoli comici di servetta, cameriera e lattaia. Il19 agosto 1785 impersonò il ruolo di Rosina nelle barbiere di Siviglia, con il Conte d’Artois, il futuro re Carlo X, nella parte di aro .

Esteriormente, la costruzione è assai modesta e solo il portone d'ingresso è ornato da due colonne ioniche sormontate da un timpano triangolare in cui è rappresentato Apollo bambino con la lira, opera di Deschamps. I quattro bassorilievi del vestibolo, dello stesso autore, rafurano le muse. Le espressioni del viso sono particolarmente graziose e la morbidezza conferisce ai personaggi una connotazione di pacifica armonia.



Interno, azzurro e oro, è ornato sontuosamente. Nel cartiglio dei soffitto voltato, sorretto da due ure, da cui si dipartono raggi, spicca il monogramma della regina. Il soffitto dipinto da Legrange non esiste più; sappiamo che rafurante Apollo circondato dalle grazie e dalle muse.

Su entrambi i lati del palcoscenico con una sipario azzurro e frange d'oro e, e recante labbro formato da un gruppo femminile con una cornucopia, il carta pesta dorata. A partire dal 1785 le condizioni di salute del giovane Delfino vanno peggiorando e l'ambiente di corte e s’intristisce. Cessano i balli e la regina chiude sul teatro. I rappresentanti delle province del regno, le inutili alla riunione degli stati generali del 5 maggio 1789, chiesero di poter visitare il Trianon e il teatrino, pensando di scoprire chissà quale ostentazione di lusso, supposizione rinfocolata abilmente da una camna di stampa denigratoria.

Ma ripartirono delusi perché al posto della decorazione 'tutta di diamanti ' scoprirono una semplice scena vagamente adorna di paillettes.




OPERA ROYAL


Gli spettacoli musicali ebbero una sede adeguata, in un ambiente sfarzoso, solo durante il regno di Luigi XV. Commissionata da Jacques Ange Gabriel (1698 – 1782), la realizzazione richiese appena ventun mesi e la sala fu terminata e inaugurata in occasione delle nozze del Delfino Luigi, il futuro re Luigi XVI.



Primo teatro d’opera di forma ovale, fu costruito interamente in legno dipinto a imitazione del marmo, il che gli conferisce un’acustica perfetta, con una capacità di 750 spettatori che l’affollavano durante i concerti o le rappresentazioni di opere. Il re Luigi XV rinunciò ad un grande palco reale preferendo tre piccoli palchi chiusi da una grata. Grazie ad un eccezionale congegno, la platea poteva essere sollevata a livello del palcoscenico, la fossa dell’orchestra veniva coperta e l’ambiente si trasformava in un’elegante sala da ballo o da banchetto.

Il più grande palcoscenico di tutta la Francia dopo quello dell’Opera di Parigi, che fu però costruita un secolo dopo, misura 26 metri di profondità e 22 metri di larghezza. La decorazione lignea fu eseguita dallo scultore Augustin Pajou (1730 – 1809).

La tela che ancora oggi orna il soffitto fu dipinta da Louis Jean Jacques Durameau (1733 – 1798), pittore del re divenuto conservatore di quadri della Corona nel 1783; vi è rappresentato Apollo che offre corone d’alloro agli uomini distintisi nelle arti.

L’ultimo banchetto fu organizzato in questa sala il 2 Ottobre 1789 in onore del reggimento di Fiandra fatto venire da Luigi XVI perproteggere la reggia e i suoi abitanti, ma con la Rivoluzione sparirono il reggimento, le guardie, i tappeti, gli specchi, il mobilio . Nel 1871 la sala fu sede dell’Assemblea Nazionale: i muri, furono intonacati e la tela di Durameau, staccata e riposta in fondo al palcoscenico, venne sostituita da una vetrata. Nel 1952 cominciarono i lavori d’integrale restauro che ci hanno restituito lo sfavillio degli ori e delle tinte azzurre e rosa di questo ambiente unico dove tutto si accorda in perfetta armonia, dai lampadari al sipario ricamato in oro con lo stemma del re. Tuttavia il costo degli spettacoli era spropositato. Per la sola illuminazione della sala occorrevano ben 3.000 candele; per questo si cercava di utilizzarla il meno possibile. Venne aperta sporadicamente in occasione delle visite dei sovrani stranieri, per i grandi balli di gala, e vi furono rappresentate opere liriche francesi, in particolare di Gluck e di Rameau.







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