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IL TEATRO DEL SETTECENTO IN GERMANIA, IN RUSSIA E NELL’EUROPA SETTENTRIONALE - Il teatro di corte e di gesuiti, Il teatro pubblico in Germania e le ri

IL TEATRO DEL SETTECENTO IN GERMANIA, IN RUSSIA E NELL’EUROPA SETTENTRIONALE - Il teatro di corte e di gesuiti, Il teatro pubblico in Germania e le ri
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IL TEATRO DEL SETTECENTO IN GERMANIA, IN RUSSIA E NELL’EUROPA SETTENTRIONALE


Il teatro di corte e di gesuiti

Il teatro professionale esistente gia in Italia Francia e Inghilterra tardò ad arrivare in Germania a causa dei conflitti tra cattolici e protestanti. Tuttavia l’impulso a imitare la Francia favorì l’introduzione di spettacoli teatrali. Gli stati più ricchi facevano arrivare musicisti scenografi e cantanti dalla Francia e dall’Italia mentre le corti più povere si limitavano a imitare i modelli stranieri utilizzando artisti locali. L’attività teatrale non si svolgeva solo nelle corti ma anche nelle scuole perché veniva considerata come un’attività didattica, infatti attraverso di essa si insegnava la dizione e il portamento. Il teatro venne particolarmente curato nelle scuole cattoliche rette dai gesuiti. Gli attori erano gli studenti stessi mentre il pubblico era rappresentato dai gesuiti, dai parenti dei ragazzi e altre autorità municipali. All’inizio le opere venivano recitate in latino, ma in seguito vennero introdotti anche i testi in volgare. Il teatro dei gesuiti vide il suo culmine nel diciassettesimo secolo in Austria e in Germania, la massima rappresentazione è Pietas victrix. Infine c’è da dire che i gesuiti non favorirono mai il teatro professionale per timore di distogliere l’attenzione dei fedeli.




Il teatro pubblico in Germania e le riforme di Gottsched e Neuber

Le prime comnie professionali attive in Germania erano inglesi, tra queste ebbe particolare importanza la comnia di Robert Browne e John Green. Queste comnie si spostavano da una corte all’altra, portando con sé lettere di presentazione. La vita nelle comnia non era semplice specie quando si aveva a che fare come in questo caso con un pubblico che non conosceva la lingua inglese, e quindi dovevano essere gli attori in grado di modificare le battute e avvalersi soprattutto della mimica per farsi capire, ed è forse proprio per questo motivo che le ure che ebbero più successo furono quelle dei clown. Tra le prime comnie professionali

fu importante anche quella di Velten che cercò di elevare la qualità delle sue produzioni inserendo testi di grandi autori come Corneille, Moliere e altri. Le comnie erano costrette spesso a viaggiare per attirare sempre nuovo pubblico e poiché non esistevano dei teatri permanenti dovevano allestire ogni volta il palcoscenico nelle piazze, inoltre quando lo spettacolo non attirava più il pubblico erano costrette a cambiare repertorio.

Intorno al 1707 poi nacque la ura dell’Hanswurst ideato da Stranitzky. Esso rappresentava un misto di tutti i clown esistiti , solitamente era un contadino balordo e astuto con l’accento bavarese mentre il suo costume caratteristico era un cappello verde a punta, una giacchetta rossa , dei lunghi pantaloni gialli e una gorgiera bianca.

Il primo passo significato verso una riforma per il teatro tedesco lo si deve a Gottsched. Egli vedeva nel teatro un importante strumento di educazione e insieme a Neuber cercò di riformare completamente il teatro. Innanzitutto dovevano cambiare il repertorio, poi dovevano eliminare l’improvvisazione, i pezzi di chiusura e la ura di Hanswurst.


Le comnie teatrali dal 1740 al 1770

Tra il 1740 e il 1770 le idee della Neuber furono riprese e diffuse da una serie di nuove comnie. La prima fu fondata da Schonemann che aveva gia lavorato con la Neuber. Questa comnia vide nascere attori di fama, ma quando Schonemann si ritirò la direzione andò a Koch. Il primo vero teatro che si formò in Germania fu Il teatro Nazionale d’Amburgo che sviluppò le idee di Lowen, secondo il quale la pessima reputazione del teatro ricadeva sulla rozzezza e l’ignoranza degli impresari e degli attori. Per risolvere la situazione propose la formazione di un teatro stabile.


Da Lessing alla Sturm und Drang

Negli anni ’40 iniziò a declinare la scia di Gottsched per cedere il posto a una cerchia di autori teatrali tra cui ivano i nomi di Schlegel, Gellett ma soprattutto Lessing. Il suo primo vero successo fu Miss Sarah Sampson che riuscì ad attirare per la prima volta in Germania un vasto pubblico proveniente dalla borghesia. Lessing andava contro Gottsched che per i suoi gusti privilegiava troppo il teatro classico francese, e proponeva invece come modello da seguire le opere del teatro inglese perché le riteneva più vicine alle condizioni culturali e sociali della Germania. Prima della morte di Lessing emerse un gruppo di autori il cui programma artistico era appunto caratterizzato dal rifiuto radicale dei principi classicheggianti. Questo movimento prese il nome di Sturm und Drang, le opere di tale movimento sono state spesso intese come ribellione ai principi neoclassici. Poche di queste opere però vennero rappresentate.




L’istituzione dei teatri nazionali 1770 – 1800

Nella seconda metà del 700 crebbe il numero dei teatri, anche perché molti di questi teatri vennero finanziati dallo stato. Il primo teatro statale venne istituito a Gotha nel 1775. In seguito aumentò anche il numero dei teatri di prosa ecco perché intorno al 1790 esistevano più di 60 comnie tedesche, di cui più della metà aveva una sede fissa e soltanto le comnie minori erano ancora costrette a viaggiare.


Schroder , Iffland e Kotzebue

La comnia più influente fu quella di Schroder che iniziò con gli attori itineranti da piccolo fino a diventare direttore artistico. Oltre a far il direttore, svolgeva anche il compito di attore sotto diversi ruoli, perfezionandosi nella tragedia. Fu lui a creare una scuola di recitazione ad Amburgo. Quando si ritirò alla fine del 700 le due ure più importarti che conquistarono il pubblico di tutte le classi sociali furono Iffland e Kotzebue. Quest’ultimo superò come scrittore la popolarità di Iffland e inoltre affrontava i generi più diversi (dramma domestico, storico ed esotico, la farsa . )


Lo sviluppo delle pratiche sceniche

Mentre il pubblico aumentava, le comnie riducevano progressivamente il numero dei drammi in repertorio e questo cambiamento permetteva una preparazione più attenta e scrupolosa.

Lo stile recitativo diventava sempre più realistico e in particolare Schroder cercò di creare dei personaggi che fossero il più possibile naturali e convincenti. Quanto ai teatri bisogna dire che siccome non erano ancora stati istituiti quelli statali le comnie erano spesso costrette a viaggiare e portarsi dietro tutta l’attrezzatura per la messa in scena, che spesso era limitata e ridotta. Ecco perchè fino al 1725 si riteneva che fossero sufficienti per tutte le rappresentazioni solo tre tipi di scenografia, cosa che però cambiò dopo il 1750 perché cominciò a nascere l’esigenza di repertori più numerosi e quindi di scenografia più vaste e dettagliate (in alcuni teatri stabili degli anni 70 si costruiva un sistema di carrelli mossi da un argano).

Stessa situazione era anche per i costumi, infatti mentre inizialmente c’era il costume di base con un paio di brache nere e un giacchetta (e i personaggi venivano distinti per un oggetto che indossavano) con il passare del tempo anche i costumi si arricchirono. Sempre nel diciottesimo secolo cominciarono a cambiare anche alcune consuetudini che riguardavano i giorni di rappresentazione degli spettacoli, questi infatti venivano vietati il sabato, la domenica e nei giorni festivi.


Goethe, Schiller e il classicismo di Weimar

Uno stile particolare nelle rappresentazioni teatrali venne sviluppato a Weimar grazie all’opera congiunta di Schiller e Goethe.



Goethe è considerato la massima autorità che la Germania abbia mai avuto, egli si stabilì a Weimar contribuendo a renderlo uno dei centri culturali tedeschi più importanti. Il suo interesse per il teatro fu particolarmente incoraggiato da Schiller. Entrambi ritenevano che la tragedia greca serviva a distanziare gli spettatori dal dramma per far loro cogliere gli aspetti più nascosti della realtà. Adottarono il verso, privilegiarono costumi e scenografia semplici, introdussero un schema ritmico nella dizione e furono queste le basi su cui si formò il classicismo di Weimar. Goethe sviluppò un sistema di norma che lavorasse sulla recitazione dell’attore (correggeva la pronuncia, superava i dialettismi, controllava i tempi e i toni . ) per raggiungere naturalezza, dignità e grazia scenica. Addirittura lavorava singolarmente con gli attori prima delle prove sul palcoscenico che per di più erano poche e non cominciavano prima che gli attori avessero imparato tutte le battute a memoria. La fama di Goethe e Schiller attrasse molti visitatori ed ecco che quindi il classicismo si diffuse presto in tutta la Germania. Dopo la morte di Schiller l’interesse di Goethe per il teatro diminuì, ma non smise il successo delle sue opere, la più importante delle quali è Faust.


Il teatro in Russia e nell’Europa settentrionale

Nei Paesi Bassi l’attività teatrale era per lo più rappresentata dai drammi religiosi medioevali e dalle camere di retorica che però cominciarono a declinare nel diciassettesimo secolo, periodo in cui fu anche inaugurato il primo teatro di Amsterdam. Il maggiore scrittore olandese fu Joost van den Vondel.

In Danimarca e Norvegia il teatro professionale tardò ad arrivare e infatti l’attività teatrale presente era dovute a comnie tedesche, francesi e inglesi. Una svolta si ebbe quando Federico IV fece costruire un teatro pubblico su richiesta di Montaigue. Nonostante le difficoltà il teatro danese nacque per opera di Holberg che fu il primo a scrivere delle opere per il teatro in lingua danese.

In Sa il primo teatro permanente invece arriva grazie a Gustavo III a Stoccolma.

In Russia il teatro si sviluppò inizialmente con delle comnie di attori girovaghi e poi come in Germania, si diffuse nelle scuole gesuite. Ancora ricordiamo che il teatro si praticava a corte, ma sempre grazie a comnie straniere che venivano chiamate e per questo che per il momento non esistevano un vero e proprio repertorio originale russo. Solo intorno al 1750 grazie a Sumarokov si incominciarono a scrivere opere teatrali di argomento russo secondo il modello classicista francese. Ma il primo a mettere in scena opere russe e a essere considerato il fondatore del teatro professionale russo fu Volkov che lavorava sotto la direzione dello stesso Sumarokov.

Sotto Caterina II continuò il rigido controllo del governo sul teatro, che attuava censure quando veniva richiesto. Ma nonostante questo non mancò l’arrivo di nuove opere straniere che portarono anche nuovi generi, anche se quello preferito dall’aristocrazia rimase l’opera lirica. Ci si rese conto anche dell’importanza della servitù della gleba che veniva istruita alla recitazione. Possiamo concludere dicendo che questo fu il secolo che mise le basi su cui poggerà tutto il teatro del diciannovesimo secolo con grande successo.






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