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IMPRESSIONISMO

IMPRESSIONISMO
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IMPRESSIONISMO

Caratteri generali:

indaga la natura e la vita nella molteplicità dei loro aspetti

il motivo della realizzazione del quadro è il puro pretesto per dipingere

la pittura impressionista è denominata “all’aria aperta”: con il cavalletto, il quadro, 3 pennelli, 3 colori in questa misura è 1 kg di giallo, 12 kg di rosso, 12 di blu



gli artisti sfruttano la nozione scientifica secondo la quale i colori sono delle macchie che si differenziano tra loro per la lunghezza d’onda, il vero rivelatore è la luce

stendono sulla tela i colori primari, gli altri sono ottenuti per sintesi è ne risulta il colore luce, quella solare

utilizzano la teoria dei colori complementari (giallo, rosso, blu), secondo la quale se questi sono accostati si esaltano, se sovrapposti danno un colore con tonalità grigiastre è ombre colorate; sommando inoltre i tre colori fondamentali si ottiene il bianco è pura luce

rifiutano la prospettiva, il senso di profondità è dato dalla diversa luminosità

il colore è steso a tocchi

la linea è spezzata

il colore visto a distanza da la sintesi ottica della forma

nel quadro traspare il concetto del non – finito (ura non è finita in tutte le sue componenti) è elementi del quadro sembrano puri abbozzi, smaterializzazione della materia

disinteresse per il soggetto

piena libertà dell’artista nei canoni di realizzazione dell’opera

la loro pittura è istantanea

le dimensioni dei quadri sono sempre minori

è stato Monet a determinare gli elementi tipici impressionisti:

o       ricerca degli elementi naturali ritrovati nel paesaggio

o       in molte opere c’è anche l’uomo ma non è il perno della rappresentazione


Manet si formò nell’ambito della pittura accademica e perfezionò la sua educazione attraverso lo studio diretto delle opere dei grandi maestri; egli manifestò una particolare inclinazione verso i pittori che più avevano puntato sul colore e sui valori tonali. I suoi dipinti destarono grande scandalo negli ambienti accademici e fra la critica ufficiale. Inaccettabili vennero ritenuti i soggetti, ispirati alla realtà contemporanea, in linea con quanto sosteneva Zola; imperfetta fu considerata la tecnica, per l’assenza di volume, di prospettiva, di chiaroscuro, e per l’uso di colori piatti, squillanti, accostati in maniera insolita.

Lo spunto per la Colazione sull’erba è stato narrato da Proust. L’accordo dei personaggi con il paesaggio era un argomento abbandonato dalla pittura francese, solo Courbet l’aveva ripreso. Anche il tema della conversazione di ure nude e vestite in un paesaggio era già stato svolto, così come anche la composizione e le pose delle ure ripetono lo schema del gruppo di divinità fluviali presente in Raffaello: quest’ultimo riferimento è probabilmente non casuale, perché il motivo dominante nel quadro di Manet è la trasparenza dell’acqua nell’ombra umida del bosco. Egli trasforma le divinità fluviali in eleganti parigini che fanno una scamnata, e il concerto in colazione all’aperto; per dipingere quello che si vede traspone la composizione classica nella trasparenza dell’aria.

Il quadro dipinto da Manet apparve ai contemporanei indecente, sia nel soggetto, sia nel modo in cui era dipinto. La scena: due giovani uomini vestiti di tutto punto, uno disteso, con il bastone in mano e in testa un berretto nero con nappa, l’altro con la cravatta nera, conversano tranquillamente in comnia di una ragazza nuda in un boschetto, mentre un’altra ragazza in sottana si deterge in uno stagno.

Oltre all’incongruenza del soggetto e alla mancanza di idealizzazione del nudo femminile, al pittore era rimproverata la volgarità dell’esecuzione pittorica, priva di solidità prospettica, di sfumato e impostata su forti contrasti di tono: Manet aveva rinunciato alla tradizionale fluidità della pennellata oleosa e al disegno, indicando  sommariamente i particolari dello sfondo, modellando i contorni con pennellate decise. Le ure si presentano come zone di colore piatto, senza passaggi chiaroscurali, appena variate dal diverso modo con cui è assorbita o riflessa la luce. Acqua, erba e fronde formano tanti velari trasparenti e paralleli, che si sovrappongono formando zone più dense o più rade di penombra verde – azzurra. Le fronde verdi si riflettono nell’acqua; il celeste dell’acqua svapora nell’atmosfera colorata dal verde degli alberi. Non vi è distinzione tra luce e ombra: esistono solo macchie di colore che si giustappongono le une alle altre influenzandosi a vicenda.



La natura morta in primo piano: il celeste delle stoffe e il verde delle foglie (toni freddi) risaltano maggiormente in contrasto con il giallo del pane, del cappello di lia e il rosso dei frutti (toni caldi); il bianco della tovaglia, invece, e il nero del nastro di velluto sul cappello sono due note o timbri di colore di pari intensità e valore. Il quadro è costruito con provocatoria libertà esecutiva e compositiva che, utilizzando liberamente la tradizione, segna l’inizio dell’arte moderna.

non ci sono ombre

profondità data da chiaro – scuri

disinteresse per il soggetto

scopo del quadro è apprestare il riverbero dello stagno

simile alle nature morte del Caravaggio

lei è nuda, gli uomini sono vestiti: nel momento storico in cui è stata realizzata l’opera la donna riceve la parità, il diritto di voto

se la ricerca prospettica, l’autore rappresenta solo ciò che è la luce in quel momento

la direzione dello sguardo delle ure è casuale, tranne la ura femminile che guarda il centro del quadro, insegue lo sguardo del fruitore

il volto della donna ha un tono più basso di colore rispetto agli altri 


MONET

accordo istintivo fra occhio e sentimento

luce è strumento rivelatore della forma

pone fine a prospettiva, ai chiaro – scuri, alla composizione

nella sua pittura di fondamentale importanza è l’acqua


Nell’Impressione: levar del sole di Monet il soggetto non è l’alba, ma l’impressione dell’alba.

quadro è di piccole dimensioni

è rafurato un porto, delle navi, una gru

ci sono tocchi di giallo, arancio, verde: colore fondamentali sovrapposti

la linea è disintegrata

non c’è forma

vuole fissare la luce reale nel quadro

suscita un’emozione, una sensazione







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