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L’ANTICAMERA DELLA CAPPELLA, LA CAPPELLA REALE

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L’ANTICAMERA DELLA CAPPELLA


La denominazione deriva dalla cappella che fu sistemata in questa sala a partire dal 1687. Il fregio al di sotto della cornice e ornato da spighe ed da grappoli va simboleggiano pane e vino della Comunione. L'altare si trovava di fronte alle finestre. Nel 1805 la cappella fu fatta a trasformare da Napoleone in sala da pranzo per sua madre, mentre nel mila 810 divenne il primo salone di Maria Luisa e, successivamente, della regina Marie Amelie.

2 grandi tele rafurano gli Evangelisti Marco e Luca. Il gueridon sistemato nel centro, ornato con i segni dello zodiaco, fu seguito da Martin e collocato in questa sala nei mille 811. Le sedie sono di Jacob Desmalter ed di Marcion. L'arredo della Sala e completato da altri dipinti, dei bei vasi e da un tappeto dai toni giallo oro.



LA CAPPELLA REALE


Dal Cortile Reale entriamo nel palazzo sulla destra; ci troviamo in un ampio vestibolo ornato da colonne ioniche dinanzi al bassorilievo di Nicolas e Guillaume Coustou rafurante Luigi XIV che attraversa il reno. Dalla grande porta a destra si accede alla Cappella Reale.



Questa cappella, dedicata a San Luigi, fu iniziata nell'anno 1700 da Jules Hardouin Mansart (1646 ~ 1708), uno dei più brillanti architetti dell'epoca. Discendente da una famiglia di costruttori e lio di un pittore, fu eletto all'Accademia all'età di ventinove anni e divenne rapidamente Primo Architetto e Sovrintendente alle costruzioni; Versailles gli deve il suo aspetto attuale nelle linee essenziali. Costruì questa cappella non lontano dalla precedente, nella cui parte superiore era stato sistemato il Salone d'Ercole. Per questa realizzazione si avvalse della collaborazione dei migliori artisti del tempo: gli scultori Nicolas e Guillaume Coustou, Laurent Magnier, René Frémin, Francois Antoine Vassè, il pittore Francois Lemoyne, tutti legati agli ambienti artistici emergenti della Francia di allora.

Benchè l'architetto fosse stato propenso all'uso di marmi policromi, il re preferì una bella pietra bianca proveniente dalle cave di Crèteil. Gli ampi finestroni conferiscono al complesso architettonico una grande luminosità, quasi surreale. Mentre i pilastri massicci del pianterreno sono decorati con urazioni di angeli recanti gli attributi della Passione e oggetti di culto, il primo piano è scandito da eleganti colonne corinzie scanalate che sostengono la trabeazione su cui riposa il soffitto a volta affrescato da Antoine Coypel (1661 ~ 1722) cin il Padreterno che annuncia la venuta del messia, ove traspare l'influenza di Le Brun nella ricerca espressiva, e anche dell'arte italiana. Le architetture circostanti sono ornate da dipinti di Philippe Meusnier, specialista di questo genere pittorico. Sopra l'altare, nella conca abissale, la Resurrezione di Cristo di Charles de Lafosse (1636 ~ 1716), allievo di Le Brun, che soggiornò in Italia e in particolare a Venezia dove acquisì il gusto del colore e del movimento che lo preservarono dalla maniera accademica.

Sull'altare maggiore rifulge lo sfarzo dei bronzi dorati, opera di Corneille Van Clève (1645 ~ 1732), mentre la cassa dell'organo è di Robert Cliquot, uno dei più insigni fabbricanti d'organi francesi.

Il pavimento è ricoperto di marmi policromi a grandi disegni e nel mezzo della navata campeggia lo stemma reale.

Si accede al primo piano attraverso una scala a chiocciola. Il re e la regina assistevano alle funzioni dai palchi in aggetto nella tribuna; il re restava a sinistra, la regina adestra. Le dame si accomodavano nella galleria e i cortigiani al pianterreno. Tutti seguivano la messa voltati verso il re. Luigi XIV, che era molto devoto, esigeva compostezza e silenzio. Pertanto le funzioni dovevano sembrare interminabili alle dame che venivano soprattutto per farsi notare dal re. Un giorno Brissac, il capo delle guardie, fece anunciare che il re non sarebbe andato a messa. Quasi tutte le dame presenti se ne andarono immediatamente, ma si trattava di uno scherzo e il re, quando arrivò, fu sorpreso di trovare la cappella vuota.



A Hardouin-Mansart, morto nel 1708, subentrò il cognato Robert de Cotte, il quale condusse a termine i lavori della cappella che venne inaugurata il 5 giugno del 1710. Poco dopo, il 7 di luglio, vi fu celebrato il primo grande matrimonio, quello del duca di Berry, nipote del re, con Mademoiselle, lia del duca d'Orleans, al quale assistette tutta la corte. Tra le altre nozze regali ricordiamo quelle del Delfino Luigi, lio diLuigi XV, che non salì mai al trono, e dei suoi li, del futuro re XVI con Maria Antonietta d'Austria in un bel giorno di primavera, il 16 maggio 1770; del conte di Provenza, il futuro Luigi XVIII, con Luisa di Savoia nel 1771e, nel 1773, le nozze del conte d'Artois, futuro Carlo X ultimo re di Francia, con Maria Teresa di Savoia.

Sempre in questa cappella, i cavalieri dell'Ordine di Santo Spirito organizzavano le loro grandi cerimonie e venivano cantati i Te Deum in ringraziamento delle vittorie. Ci troviamo pertanto nel luogo deputato dai grandi eventi religiosi della monarchia francese.

Gettiamo un'occhiata al vestibolo del primo piano: presenta una decorazionme che rieccheggia quella della cappella e serve di transito tra questa e il Grande Appartamento.











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