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L’ESPANSIONE DELL’IDEA RINASCIMENTALE

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L’ESPANSIONE DELL’IDEA RINASCIMENTALE


Il manierismo

L’Italia attraversa nel ‘500 un periodo di grande instabilità politica. Nel 1492 muore Lorenzo il Magnifico e di conseguenza terminò il periodo della politica dell’equilibrio, durante il quale l’Italia aveva trascorso un lungo periodo di tranquillità che aveva permesso tra l’altro, uno sviluppo sempre più ampio della cultura e delle arti. Quindi nell’arco del ‘500 si assiste ad una partecipazione maggiormente impegnata delle città italiane alla politica europea. Le guerre tra l’imperatore Carlo V e Francesco I re di Francia coinvolgono, attraverso delle alleanze, i piccoli e deboli stati italiani, che andranno a condizionare il destino della penisola.

Questo indebolimento politico condusse ad una crisi nel campo delle arti. Troviamo, infatti, in questo secolo dei grandissimi artisti che restano però isolate per la mancanza di un movimento culturale.

Secondo Angelo Vasari, nessuno poteva eguagliare la grandezza di Michelangelo nella pittura, nella scultura e nell’architettura, quindi dopo di egli, con il quale si raggiunge l’apogeo, non può che esservi la decadenza. Questa valutazione fa capire come nel ‘500 sia un periodo di ripensamento e come l’arte divenga una imitazione e una rielaborazione dei concetti del ‘400. Questo nuovo ideale viene volutamente svalutato con il nome di Manierismo, con il quale si intende l’operare di coloro che imitano l’arte già realizzata che il vero naturale. Oggi si dà a questo termine un significato diverso non negativo, ma come un insieme di fatti artistici aventi, ciascuno una identità.




L’architettura e gli spazi urbani

Anche per quanto riguarda i tipi costruttivi non si hanno nel ‘500 importanti innovazioni; si utilizzano molte colonne e archi, portici e cupole per ottenere un architettura che, soprattutto nei palazzi e negli edifici religiosi, esalti il potere delle grandi famiglie e della Chiesa. I palazzi ripetono gli schemi del ‘400 soprattutto per la l’impostazione della imetria rigorosamente simmetrica, mentre per la progettazione delle chiese vengono imposte agli architetti dei vincoli rigidi. Si tende a preferire gli edifici con pianta a croce latina, perché la pianta centrale e quella greca, di derivazione orientale, non risponde alle esigenze e alla concezione rigorosi del culto cattolico. Si istituisce un rapporto fra gli ordini architettonici e coloro i quali gli edifici religiosi sono dedicati:

l’ordine dorico, destinati in passato a templi eretti in onore di giove, Marte ed Ercole, viene ora attribuito ai santi che, pur non avendo una professione di soldato, hanno dimostrato d’avere del virile e del forte ad esporre la vita per la fede di Cristo.

l’ordine ionico, riservato in età ana ad Apollo, Diana e Bacco, è proposto per quei santi, la vita dei quali sia stata tra il robusto e il tenero;

l’ordine corinzio, per una più accentuata leggiadria e delicatezza, è esclusivamente riservato a templi dedicati alla Vergine Maria e a tutti quei santi che hanno tenuto una vita verginale, e ai monasteri e ai chiostri che richiudono vergini date al culto divino.



L’aspetto che caratterizza l’architettura del ‘500 consiste nelle invenzioni formali che assumono sempre più importanza preurando la concezione della chiesa più fantastica del secolo precedente.

La principale innovazione a livello progettuale si ha nel campo dell’urbanistica, in cui cambia la concezione della città e della fruizione dello spazio urbano.

Inoltre, vengono scritti numerosi trattati di architettura, nei quali si spiega che gli ordini architettonici nel ‘500 vengono intesi come puri e semplici elementi decorativi da comporre in modo tale da dare ai prospetti la monumentalità richiesta dai tempi, mentre nel secolo precedente le forme classiche venivano considerate come fonte di ispirazione da cui dedurre le regole matematiche della proporzione dalla quale nasce la bellezza.


Lo studio della città

Alcuni architetti si impegnano nella progettazione urbana per rispondere alla richieste dei committenti per i quali svolgono il loro lavoro.

Il tema della città ideale era stato ampiamente studiato fin dall’inizio del rinascimento, ma diversi motivi, soprattutto il rallentamento dell’espansione demografica, limitarono notevolmente gli interventi ex novo sul territorio. Quindi le poche città di nuova fondazione nascono soprattutto per rispondere ad esigenze di carattere militare. Ma proprio la realizzazione di questo tipo di città offre motivi d’intesse alla storia dell’architettura.

Accanto agli esempi di città-fortezza creati ex novo, come Terra del Sole e Palmanova, bisogna ricordare che città esistenti vengono provvedute di nuovi poderosi sistemi difensivi perché possano adeguarsi alle mutate condizioni della scienza militare , soprattutto per il peso sempre maggiore assunto dall’artiglieria.







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