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L'Urbanistica

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L'Urbanistica







Nel 1400 gli architetti cominciano a progettare i loro edifici con razionalità. Questi si rendono conto di vivere ancora in città medievali, disordinate e informi, così applicano le tecniche della progettazione non più solo su chiese e palazzi, ma anche su un’intera città. Per realizzare questo progetto si ispirarono ad un libro sull’architettura urbanistica di Vitruvio. Queste città avevano una pianta esagonale o ottagonale, con sistema viario detto “a scacchiera”, oppure a forma di stella con sistema viario radiocentrico. Purtroppo per regolarizzare una città medievale era necessario distruggerla interamente, così tali modifiche vennero applicate solo in alcune piazze. Particolare importanza rivestirono le opere civili, il palazzo urbano prinato e la villa di camna sono infatti il simbolo della nuova città basata sulle solide fortune della borghesia imprenditoriale. A Firenze sorgono Palazzo Pitti, 1440, dall’ampia facciata a bugnato, commissionato al Brunelleschi da Luca Pitti; Palazzo Medici-Riccardi, 1444-l459, del Michelozzi, in cui i tre piani si differenziano per l’uso di blocchi di pietra sempre più levigatidal basso verso l’alto. Palazzo Ruccellai, 1446-l451, dell’Alberti, con la facciata suddivisa da ampie faccie riccamente decorate a rilievo.Fuori dalla città i vecchi castelli, che non sono più necessari perché le camne sono diventate tranquille, vengono trasformati in ville. Nascono le rocche, che hanno funzioni esclusivamente militari, progettate tenendo conto del potere distruttivo delle armi da fuoco, sempre più diffuse.  L’invenzione della polvere da sparo arrecò non pochi problemi all’architettura, infatti i potenti cannoni, nuova arma micidiale, erano in grado di far crollare le cinte murarie che erano state costruite alte ed esili, per impedire a qualunque nemico di scavalcarle, inoltre le macerie causate dal crollo andavano a riempire i fossati, facilitando ulteriormente l’ingresso dei nemici nella città. Per questi motivi la struttura delle mura cambiò, diventando a cortina muraria, più robuste e più basse. La ricostruzione di una cinta occorreva molto tempo e moltissimo denaro; nel distruggerle e nel ricostruirle si ottenne un sacco di spazio libero che venne sfruttato dagli architetti per ingrandire le città e per applicare così le regole di Vitruvio.



Pienza

La trasformazione di questa città è avvenuta tra il 1459 e il 1464 a cura dell’architetto Bernardo Rossellino, il quale diede vita ad una piazza trapezoidale ricoperta quadrati di travertino bianco e mattoni disposti a lisca di pesce. Qui sorgeva sia la sede del potere civile, sia quella del potere religioso. Su di essa si affacciano quattro importanti palazzi: il Palazzo Piccolomini, la cattedrale, il palazzo vescovile e quello pretorio. Di fronte al lato minore si erge la cattedrale che riprende forme gotiche e all’interno è divisa in tre navate tutte alte uguali ricoperte da marmo chiaro, il tutto di colore bianco, l’unico colore che si confà alla divinità. A destra della cattedrale troviamo palazzo Piccolomi, la cui forma è stata ispirata dal palazzo fiorentino Ruccellai, progettato dall’Alberti. Questo doveva essere una delle sedi estive del Papa e la sua particolarità sta nel quarto lato che è completamente aperto e si affaccia su un cortile vastissimo. La particolare forma della piazza non è casuale, infatti è stata progettata a forma trapeziodale per non schiacciare la facciate della cattedrale, regalando all’osservatore un effetto ottico in grado di far sembrare che occupi uno spazio enorme.

Urbino



La sua traformazione è avvenuta per la durata del ducato di Montefeltro (dal 1444 fino al 1482) che era un grande studioso e letterato, amante dell’arte, che donò alla città un clima culturale molto fecondo. Egli fa creare un palazzo rinascimentale immenso che occupa tutta la collina e ne affidò il compito a Luciano Laurana che ne fu il primo architetto. Il palazzo è molto diverso da quello fiorentini, regolari e simili a blocchi, questo, anche a causa della sua grandezza, ha una forma irregolare e si sviluppa ad altezze diverse. Il palazzo ha due facciate, una di queste, la più famosa, detta la facciata dei torricini, è diagonale con la presenza di due torri terminaniti con due guglie coniche. All’interno delle due torri vi erano due scale a chiocciola con scalini molto molto bassi che consentivano l’ingresso di cavalli all’interno del palazzo. Sotto di queste vi era la piazza del mercato. Il duca di Montefeltro si fece costruire il suo palazzo personale su una di queste logge; egli fece decorarlo fece arrivare ad Urbino i migliori decoratori delle Fiandre che ebbero il compito di impreziosirlo decorandolo splendidamente.








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